Sono positivo per la seconda volta in un mese al batterio citrobacter koseri
Buongiorno mi chiamo Peter, ho 48 anni, in data 05/03/2026, a fronte di una spermiocoltura sono risultato positivo al batterio Peptoniphilus harei, trattato con Flagyl 250mg 4 pasticche in un unica soluzione, dopo circa una settimana il mio sperma e giallo alche ripeto il flagyl 250 sempre 4 pastiglie in un unica soluzione alche il batterio è scomparso.
In data 30/03/2026 a fronte di spermiocoltura per vedere se ero guarito risulto positivo ai batteri Enterococcus faecalis, Citrobacter koseri, Escherichia coli, alche assumo sempre tramite prescrizione dellandrologo, ciproxin 2 volte al giorno per 10 giorni più Probiotico per 20 giorni.
Dopo circa 10 giorni ho ancora fastidi leggeri alle vie urinarie alche landrologo mi prescrive 8 pastiglie 2 ogni 4/5 ore di flagyl 250
Avendo ancora un leggero fastidio alle vie urinarie in data 30/04/2026 eseguo un urinocoltura con antibiogramma e risulto nuovamente al batterio Citrobacter koseri.
Avendolo già trattato con il ciproxin decido in autonomia di riprendere il ciproxin (al momento che scrivo ho preso una sola pastiglia).
La mia domanda è, innanzitutto come mai in continuazione contraggo batteri ed anche quelli trattati che erano scomparsi ritornano, poi volevo sapere dato che io e mia moglie vogliamo provare ad avere un figlio e tra pochi giorni avrà lovulazione, se ci sono dei rischi per lei.
Se contraendolo a sua volta può avere rischi in gravidanza?
Premetto che lo scorso anno abbiamo avuto 2 aborti a distanza di 4 mesi.
Posso continuare a prendere il ciproxin o un altro antibiotico da voi indicato e per quanto tempo .
Ringrazio anticipatamente per laiuto
In data 30/03/2026 a fronte di spermiocoltura per vedere se ero guarito risulto positivo ai batteri Enterococcus faecalis, Citrobacter koseri, Escherichia coli, alche assumo sempre tramite prescrizione dellandrologo, ciproxin 2 volte al giorno per 10 giorni più Probiotico per 20 giorni.
Dopo circa 10 giorni ho ancora fastidi leggeri alle vie urinarie alche landrologo mi prescrive 8 pastiglie 2 ogni 4/5 ore di flagyl 250
Avendo ancora un leggero fastidio alle vie urinarie in data 30/04/2026 eseguo un urinocoltura con antibiogramma e risulto nuovamente al batterio Citrobacter koseri.
Avendolo già trattato con il ciproxin decido in autonomia di riprendere il ciproxin (al momento che scrivo ho preso una sola pastiglia).
La mia domanda è, innanzitutto come mai in continuazione contraggo batteri ed anche quelli trattati che erano scomparsi ritornano, poi volevo sapere dato che io e mia moglie vogliamo provare ad avere un figlio e tra pochi giorni avrà lovulazione, se ci sono dei rischi per lei.
Se contraendolo a sua volta può avere rischi in gravidanza?
Premetto che lo scorso anno abbiamo avuto 2 aborti a distanza di 4 mesi.
Posso continuare a prendere il ciproxin o un altro antibiotico da voi indicato e per quanto tempo .
Ringrazio anticipatamente per laiuto
Gentile lettore,
le infezioni che lei descrive a volte sono dovute a una terapia antibiotica non sempre mirata che elimina non solo il microrganismo patogeno ma anche i microrganismi positivi e benefici presenti nelle vie uro-seminali.
Il ritorno dei batteri, da lei indicati, indica una resistenza o una colonizzazione persistente, forse di origine intestinale o da batteri della pelle o dell’ambiente domestico.
Per ridurre la recidiva è consigliabile ora:
- completare eventualmente il ciclo di antibiotici prescritto, evitando interruzioni improvvise;
- utilizzare poi un antibiotico mirato sull’antibiogramma;
- includere nella terapia un probiotico con ceppi di Lactobacillus e di Bifidobacterium per ristabilire l’equilibrio microbico delle vie uro-genitali;
- adottare misure igieniche adeguate: lavaggio accurato delle mani, asciugatura completa delle zone genitali, uso di biancheria intima di cotone traspirante;
- evitare l’uso di prodotti irritanti sui genitali (saponi profumati, spray intimi).
Per la gravidanza poi, la presenza di questi microrganismi non è di per sè pericolosa, ma questa può aumentare il rischio di infezioni del tratto urinario materno. Problematica potrebbe essere la situazione in cui si trasmette alla partner l'infezione tramite contatto sessuale non protetto. È consigliabile, a questo punto, consultare il suo andrologo e il ginecologo di sua moglie: entrambi dovete sottoporvi a colture mirate e, se necessario, ricevere poi un trattamento adeguato prima di tentare una gravidanza.
In sintesi, la gestione ottimale della sua situazione clinica prevede una diagnosi precisa e poi un eventuale trattamento antibiotico mirato con supporto probiotico, un'igiene rigorosa e un monitoraggio clinico continuo, soprattutto se si intende avere un figlio.
Un cordiale saluto.
le infezioni che lei descrive a volte sono dovute a una terapia antibiotica non sempre mirata che elimina non solo il microrganismo patogeno ma anche i microrganismi positivi e benefici presenti nelle vie uro-seminali.
Il ritorno dei batteri, da lei indicati, indica una resistenza o una colonizzazione persistente, forse di origine intestinale o da batteri della pelle o dell’ambiente domestico.
Per ridurre la recidiva è consigliabile ora:
- completare eventualmente il ciclo di antibiotici prescritto, evitando interruzioni improvvise;
- utilizzare poi un antibiotico mirato sull’antibiogramma;
- includere nella terapia un probiotico con ceppi di Lactobacillus e di Bifidobacterium per ristabilire l’equilibrio microbico delle vie uro-genitali;
- adottare misure igieniche adeguate: lavaggio accurato delle mani, asciugatura completa delle zone genitali, uso di biancheria intima di cotone traspirante;
- evitare l’uso di prodotti irritanti sui genitali (saponi profumati, spray intimi).
Per la gravidanza poi, la presenza di questi microrganismi non è di per sè pericolosa, ma questa può aumentare il rischio di infezioni del tratto urinario materno. Problematica potrebbe essere la situazione in cui si trasmette alla partner l'infezione tramite contatto sessuale non protetto. È consigliabile, a questo punto, consultare il suo andrologo e il ginecologo di sua moglie: entrambi dovete sottoporvi a colture mirate e, se necessario, ricevere poi un trattamento adeguato prima di tentare una gravidanza.
In sintesi, la gestione ottimale della sua situazione clinica prevede una diagnosi precisa e poi un eventuale trattamento antibiotico mirato con supporto probiotico, un'igiene rigorosa e un monitoraggio clinico continuo, soprattutto se si intende avere un figlio.
Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
Andrologo - Urologo - Patologo Riproduzione Umana
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Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 52 visite dal 30/04/2026.
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