Utente 449XXX
Buongiorno, scrivo per avere un parere esterno su quello che è successo al mio fidanzato. Premetto fin da subito che lavoro in ambito farmaceutico, non sono medico, ma qualcosa capisco quindi sono perfettamente consapevole del fatto che un consulto online senza visionare la cartella clinica non sia semplice. Detto questo passo a raccontare quello che è successo e i miei dubbi.
Esattamente 17 giorni fa il mio fidanzato di 24 anni è stato vittima di un grave incidente stradale. Una volta giunti i soccorsi lui si trovava in uno stato di coma clinico per cui è stato portato in ospedale e immediatamente ricovarato in rianimazione-terapia intensiva e messo in coma farmacologico. Questo perché riportava vari danni: frattura scomposta dell'omero, ematomi a fegato, milza, contusioni ai polmoni e trauma cranico. Ci è stato detto che l'induzione del coma era stata fatta per "mettere a riposo" l'organismo ma soprattutto il cervello. Durante il periodo di coma ha avuto febbre persistente, quindi sono stati fatti più e più esami di emocoltura perché si pensava ad una infezione polmonare; questi hanno dato sempre esito negativo tant'è che l'infettivologo ha detto che questo stato febbrile non era dovuto ad alcuna infezione ma bensì al suo stato comatoso, comunque gli facevano infusione continue di antibiotici ad ampio spettro per avere appunto una copertura antibiotica. Dopo circa una settimana di coma, i medici hanno deciso di operare l'omero e l'intervento è andato bene. Il mio fidanzato è stato in coma per 10 giorni dopodiché i medici hanno deciso di svegliarlo (diminuire la sedazione) perché le condizioni erano rimaste stabili e anzi gli ematomi si stavano riassorbendo. Il risveglio è stato abbastanza traumatico nel senso che all'inizio apriva solo gli occhi e aveva uno sguardo fisso, quando ha iniziato a svegliarsi un po di più si è molto agitato tanto che hanno dovuto risedarlo. Man mano hanno diminuito i farmaci e una volta sospesi del tutto lo hanno anche stubato perché riusciva a respirare autonomamente e anche alimentarsi normalmente, senza sondino. E siamo arrivati ad oggi: ha fatto delle tac di controllo in cui risulta stabile, hanno detto che l'ematoma si è riorganizzato ma ancora non si è capita l'entità del trauma cranico che si trova tra cervello e cervelletto. Allora in tutti i giorni di coma non è mai peggiorato anzi ha fatto piccoli miglioramenti quindi tutto faceva presagire per il meglio, il problema adesso è che dopo 4/5 giorni in cui non è più sedato ha un comportamento stranissimo. Non chiede dove si trova e perché, dimentica le cose da un momento all'altro, straparla e dice cose proprio senza senso, è completamente apatico quindi non ha nessun tipo di emozione sia in positivo che in negativo, nemmeno se vede delle persone o foto, infine molto spesso ha lo sguardo fisso e perso nel vuoto.

[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin

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Buon giorno, la circostanza che, nonostante l'importante politrauma che ha interessato diversi organi vitali, il suo fidanzato stia avendo un recupero, è certamente un fatto positivo. Che la ripresa sia lenta e con delle fasi di stop è normale (17 giorni sono pochi), anche se, come lei capisce, il recupero neurologico potrebbe riservare delle sorprese e non essere completo, è inutile nasconderlo.
L'unica cosa che si può fare in questi casi è attendere che il tempo e le cure facciano il loro effetto, affidandosi ai medici e tenendosi costantemente informati della evoluzione del quadro clinico e strumentale.
Cordiali saluti e se lo desidera ci tenga informati.
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Dottoressa Anna Maria Martin

[#2] dopo  
Utente 449XXX

La ringrazio dottoressa. Riporto l'ultima parte del consulto che mi è stato tagliato per motivi di spazio:
I medici dicono che è normale dato che è stato sedato per 10 giorni con dosi massicce di farmaci  (c'è da dire che è un ragazzo ben piazzato, 193cm di altezza e 110kg di peso) però per esperienza so che questi farmaci hanno una emivita breve, possibile che dopo 5 giorni risenta ancora dei farmaci?
Non ci hanno saputo dire inoltre se questo suo comportamento possa essere dovuto al trauma cranico o meno. Ora è ricoverato in reparto di medicina d'urgenza senza sapere lo scopo per cui è lì, perché lo tengono li, cosa si aspettano e fino a quando ci dovrà restare (non parlo di tempo ma di evento che debba verificarsi).
Spero rispondiate a questi miei dubbi e vorrei un un parere anche da un altro medico per sapere se l'operato lo considera giusto. Grazie.

[#3] dopo  
Dr. Anna Maria Martin

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In base alla mia esperienza, molto verosimilmente il quadro è dovuto ad un mix tra effetto dei farmaci, trauma e danni neurologici derivanti, reversibili in tutto o meno. Le scelte dei medici sono le uniche possibili, ossia di terapia e di attesa. Attesa di cosa si chiede lei, attesa di un recupero se pur lento.
La cosa importante sono le reali possibilità di recupero, non importa il tempo che ci debba volere, ma su questo si possono pronunciare solo i colleghi che lo hanno in cura.
Saluti
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Dottoressa Anna Maria Martin

[#4] dopo  
Utente 449XXX

Aggiornamemto: in questi ultimi due giorni sembra molto meno confuso e nella realtà. Chiede continuamente cosa è successo, perché si trova li e piange. Qualsiasi cosa che possa far emergere in lui dei ricordi lo fa piangere, da una parte dice che piange perché non riesce a ricordare dall'altra dice che si emoziona. Quindi ora non è più apatico ma percepisce delle emozioni. Ha fatto una risonanza magnetica all'encefalo e il neurologo ha detto che ha degli ematomi piccoli ma più di uno, in particolare al cervelletto e parte destra a livello delle tempie. Ha detto che è rallentato, non riesce a capire cose semplici come può essere l'ora o il giorno della settimana. Finché non si riassorbono tutti gli ematomi ha detto che non può pronunciarsi su eventuali danni e che comunque avrà bisogno di riabilitazione fisica e psichica, ma che data la sua giovane età con il tempo potrà recuperare.

[#5] dopo  
Dr. Anna Maria Martin

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Buona sera, mi sembrano buone notizie, certamente ci vorrà tempo e pazienza ma i risultati dovrebbero esserci; Coraggio!!
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Dottoressa Anna Maria Martin