Condilomi anali persistenti: cosa fare?

Sono un ragazzo di 24 anni e nel marzo 2025 mi sono stati diagnosticati condilomi nella zona anale, sia esternamente che internamente.
Da allora ho subito tre interventi chirurgici di rimozione con il laser e, tra il secondo e il terzo intervento, ho seguito un trattamento di due mesi con Imiquimod.
Nonostante tutto questo, le lesioni sono ancora presenti e il mio chirurgo afferma di non riuscire a spiegarsi il motivo per cui continuano a ripresentarsi.
Preciso inoltre di non essere sieropositivo e di non aver praticato alcun rapporto sessuale anale dal momento della diagnosi.
Dr. Sergio Sforza Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo d'urgenza 11.7k 359
La persistenza dei condilomi anali nonostante ripetuti interventi chirurgici laser e trattamento con Imiquimod è una situazione complessa. Ecco alcuni aspetti da considerare:

- Resistenza al trattamento: Alcuni ceppi di HPV (virus del papilloma umano) possono essere più resistenti ai trattamenti standard come laser e Imiquimod.
- Incompletezza della rimozione: Le lesioni interne possono essere difficili da individuare e rimuovere completamente, portando alla ricomparsa.
- Immunosoppressione locale o sistemica: potrebbero influenzare la risposta immunitaria locale.
- Ceppo virale specifico: Alcuni ceppi di HPV sono più persistenti e difficili da eradicare.
- Ricorrenza da aree non trattate: Potrebbero esserci lesioni iniziali non visibili o non rimosse che causano la ricomparsa.
- Infezione da altri ceppi HPV: Potresti essere stato infettato da ceppi diversi che non sono stati presi in carico dai trattamenti precedenti.
Considerando la persistenza, è consigliabile discutere con il chirurgo ulteriori opzioni come:

- Biopsia delle lesioni persistenti: Per escludere altre patologie e analizzare il ceppo virale.
- Terapie alternative: Come la crioterapia, l'elettrocauterizzazione.
- Valutazione da un centro specializzato: Un centro specializzato in malattie sessualmente trasmissibili o proctologia avanzata potrebbe offrire approcci terapeutici differenti o più mirati.
- Consulenza con un infettivologo: Per valutare eventuali fattori che potrebbero compromettere la risposta immunitaria.
Saluti

Dr. Sergio Sforza
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