Defecazione ostruita e sindrome dell'elevatore dell'ano: parto dal biofeedback o dalle emorroidi?
Salve a tutti.
Scrivo per un dubbio clinico su cui ho avuto pareri contrastanti da più specialisti.
Sono un ragazzo di 29 anni, e da circa 4 anni soffro di defecazione ostruita da dissiniergia del muscolo puborettale (anismo), con ipertono cronico del pavimento pelvico, e conseguente dipendenza dal macrogol (onligol 4000).
Il problema si accompagna fin dal principio a emorroidi di 3 grado che prolassano ad ogni defecazione, dopo pochi secondi che mi siedo al bagno, anche prima dell'evacuazione stessa.
A niente sono serviti svariati cicli di daflon.
Ho fatto due cicli di fisioterapia specialistica del pavimento pelvico.
Il primo nella primavera 2025 (massaggi interni e radiofrequenza) mi ha aiutato a rilassare e a dimezzare la dose giornaliera di macrogol, ma non a risolvere il problema di coordinamento.
Il secondo, ancora in corso da gennaio 2026 presso l'ASL, lavora con tecniche di respirazione, rilassamento muscolare e postura.
Purtroppo il fisioterapista non dispone di biofeedback strumentale.
Dopo quasi 20 sedute la dissinergia non si è risolta né è migliorata.
L'unica svolta concreta l'ho avuta con una sonda rettale per la distensione anorettale che, con l'aiuto degli esercizi della fisioterapia, mi ha permesso di eliminare il lassativo.
Tuttavia richiede un utilizzo continuativo e, ovviamente, le feci sono ancora molto sottili e non è utile per la dissinergia.
All'asl mi stanno insegnando ad evacuare con respirazione toracica e rilassamento, senza ponzamento.
Tuttavia se provo a ponzare in modo classico (cioè creando pressione col diaframma), sento che la muscolatura pelvica si ritrae automaticamente.
E quando le emorroidi prolassano di più, suddetta contrazione muscolare è ancora più netta e repentina, quasi come un meccanismo involontario di difesa.
Arrivando al punto:
-> Il proctologo sostiene che facendo il biofeedback si risolve anche il problema emorroidi.
-> Il fisiatra del centro di riabilitazione (che lavora in coordinazione col fisioterapista) afferma che le emorroidi andrebbero trattate a priori, e che finché non rientrano le emorroidi non si riesce a evitare il riflesso automatico di cui sopra, e quindi a raggiungere un rilassamento volontario adeguato durante il ponzamento.
Quindi la domanda è: Cosa fare prima o dopo? O contemporaneamente?
Stavo anche valutando l'acquisto di un biofeedback domestico da farmi spiegare dal fisioterapista ASL.
Un'ultima cosa: quanto può incidere la postura in questo quadro?
Passo molte ore al giorno alla scrivania e faccio molta fatica a mantenere una corretta curva lombare.
Grazie mille a chiunque voglia donarmi un consiglio.
Scrivo per un dubbio clinico su cui ho avuto pareri contrastanti da più specialisti.
Sono un ragazzo di 29 anni, e da circa 4 anni soffro di defecazione ostruita da dissiniergia del muscolo puborettale (anismo), con ipertono cronico del pavimento pelvico, e conseguente dipendenza dal macrogol (onligol 4000).
Il problema si accompagna fin dal principio a emorroidi di 3 grado che prolassano ad ogni defecazione, dopo pochi secondi che mi siedo al bagno, anche prima dell'evacuazione stessa.
A niente sono serviti svariati cicli di daflon.
Ho fatto due cicli di fisioterapia specialistica del pavimento pelvico.
Il primo nella primavera 2025 (massaggi interni e radiofrequenza) mi ha aiutato a rilassare e a dimezzare la dose giornaliera di macrogol, ma non a risolvere il problema di coordinamento.
Il secondo, ancora in corso da gennaio 2026 presso l'ASL, lavora con tecniche di respirazione, rilassamento muscolare e postura.
Purtroppo il fisioterapista non dispone di biofeedback strumentale.
Dopo quasi 20 sedute la dissinergia non si è risolta né è migliorata.
L'unica svolta concreta l'ho avuta con una sonda rettale per la distensione anorettale che, con l'aiuto degli esercizi della fisioterapia, mi ha permesso di eliminare il lassativo.
Tuttavia richiede un utilizzo continuativo e, ovviamente, le feci sono ancora molto sottili e non è utile per la dissinergia.
All'asl mi stanno insegnando ad evacuare con respirazione toracica e rilassamento, senza ponzamento.
Tuttavia se provo a ponzare in modo classico (cioè creando pressione col diaframma), sento che la muscolatura pelvica si ritrae automaticamente.
E quando le emorroidi prolassano di più, suddetta contrazione muscolare è ancora più netta e repentina, quasi come un meccanismo involontario di difesa.
Arrivando al punto:
-> Il proctologo sostiene che facendo il biofeedback si risolve anche il problema emorroidi.
-> Il fisiatra del centro di riabilitazione (che lavora in coordinazione col fisioterapista) afferma che le emorroidi andrebbero trattate a priori, e che finché non rientrano le emorroidi non si riesce a evitare il riflesso automatico di cui sopra, e quindi a raggiungere un rilassamento volontario adeguato durante il ponzamento.
Quindi la domanda è: Cosa fare prima o dopo? O contemporaneamente?
Stavo anche valutando l'acquisto di un biofeedback domestico da farmi spiegare dal fisioterapista ASL.
Un'ultima cosa: quanto può incidere la postura in questo quadro?
Passo molte ore al giorno alla scrivania e faccio molta fatica a mantenere una corretta curva lombare.
Grazie mille a chiunque voglia donarmi un consiglio.
Priorità terapeutica
- Ridurre il prolasso emorroidario: trattamenti chirurgici (es. scleroterapia, ligatura, o, se necessario, rimozione) riducono la pressione sul pavimento pelvico e facilitano il rilassamento volontario.
- Una volta che le emorroidi sono sotto controllo, avviare il biofeedback con sensori di pressione e di movimento del muscolo puborettale. Il biofeedback è la chiave per correggere la dissinergia e migliorare la defecazione.
- Durante la fase di biofeedback, integrare esercizi di respirazione diaframmatica e rilassamento muscolare, ma senza ponzamento aggressivo; il biofeedback mostrerà quando il muscolo si contrasse.
Sequenza consigliata
- Valutazione chirurgica delle emorroidi (consulto con proctologo).
- Intervento (se indicato) e recupero di 2 4 settimane.
- Inizio biofeedback con fisioterapista specializzato.
- Progressiva introduzione di ponzamento controllato, monitorato dal biofeedback.
Postura e lavoro al computer
- Mantenere la curvatura lombare naturale: schienale dritto, spalle rilassate, piedi appoggiati al pavimento.
- Pause di 5 10 minuti ogni ora: camminata leggera, stretching del tronco e delle gambe.
- Utilizzare una sedia ergonomica con supporto lombare e schienale inclinato di 100 110 .
- Ridurre la pressione sul pavimento pelvico durante la seduta: evitare di appoggiare il bacino in avanti o di sollevare il sedere.
Biofeedback domestico
- Può essere utile se accompagnato da sessioni di fisioterapia guidata.
- Assicurarsi che il dispositivo offra feedback visivo e uditivo in tempo reale per correggere la contrazione.
- Programmare sessioni di 20 30 minuti, 3 4 volte a settimana.
Seguendo questa sequenza, si otterrebbe un miglioramento della dissinergia, con un impatto positivo sulla postura e sulla qualità della defecazione.
Saluti
- Ridurre il prolasso emorroidario: trattamenti chirurgici (es. scleroterapia, ligatura, o, se necessario, rimozione) riducono la pressione sul pavimento pelvico e facilitano il rilassamento volontario.
- Una volta che le emorroidi sono sotto controllo, avviare il biofeedback con sensori di pressione e di movimento del muscolo puborettale. Il biofeedback è la chiave per correggere la dissinergia e migliorare la defecazione.
- Durante la fase di biofeedback, integrare esercizi di respirazione diaframmatica e rilassamento muscolare, ma senza ponzamento aggressivo; il biofeedback mostrerà quando il muscolo si contrasse.
Sequenza consigliata
- Valutazione chirurgica delle emorroidi (consulto con proctologo).
- Intervento (se indicato) e recupero di 2 4 settimane.
- Inizio biofeedback con fisioterapista specializzato.
- Progressiva introduzione di ponzamento controllato, monitorato dal biofeedback.
Postura e lavoro al computer
- Mantenere la curvatura lombare naturale: schienale dritto, spalle rilassate, piedi appoggiati al pavimento.
- Pause di 5 10 minuti ogni ora: camminata leggera, stretching del tronco e delle gambe.
- Utilizzare una sedia ergonomica con supporto lombare e schienale inclinato di 100 110 .
- Ridurre la pressione sul pavimento pelvico durante la seduta: evitare di appoggiare il bacino in avanti o di sollevare il sedere.
Biofeedback domestico
- Può essere utile se accompagnato da sessioni di fisioterapia guidata.
- Assicurarsi che il dispositivo offra feedback visivo e uditivo in tempo reale per correggere la contrazione.
- Programmare sessioni di 20 30 minuti, 3 4 volte a settimana.
Seguendo questa sequenza, si otterrebbe un miglioramento della dissinergia, con un impatto positivo sulla postura e sulla qualità della defecazione.
Saluti
Dr. Sergio Sforza
https://www.medicitalia.it/sergiosforza/
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 6 visite dal 02/04/2026.
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