Ragadi anali ed emorroidi in fase acuta, come limitare il dolore?
Chiedo una vostra consulenza, perché sono in una situazione piuttosto insostenibile.
Soffro da molti anni di emorroidi (dopo ogni evacuazione fuoriescono e hanno dimensioni discrete, rientrano solo con ausilio di Ruscoroid) con periodi, fortunatamente non frequenti, di crisi dolorose e sanguinamento.
L’ultima crisi è iniziata un mese e mezzo fa, quando si è riaperta una ragade.
I problemi principali sono il dolore intenso tra le 3 e le 6 ore dopo essere andato in bagno (in particolare una, molto gonfia e sanguinante, che reinserisco con estrema difficoltà dopo ogni evacuazione) e la ragade, sempre sanguinante, che al momento non accenna a rimarginarsi (al tatto la sento sul laterale del rigonfiamento emorroidale, si presenta come una superficie tesa e ulcerata, con uno o due pallini più duri in rilievo).
Sono stato visitato da un bravo proctologo, che al momento ho difficoltà a ricontattare.
Avrei bisogno di un vostro parere e di un consiglio esperto.
Da inizio marzo sto curando la situazione con Emorsan Rag pomata 2 volte al gg come da prescrizione (per ora nessun beneficio particolare) mentre Antrolin Relief suggerito dallo specialista non riesco a usarla per reinserire le emorroidi, brucia troppo e non anestetizza (sulla confezione è riportato che è solo per uso esterno, può essere stata una svista del dottore?).
Sono quindi tornato a Ruscoroid.
Sto inoltre bevendo Emorsan Fleb 1 volta al gg, prendo comunque 1 Daflon ai pasti e Movicol a giorni alterni per provare ad ammorbidire le feci.
Per dormire la notte ho preso per un paio di giorni Tachidol, ma questo ha causato da subito una forte stipsi.
Sono tornato quindi alla Tachipirina 1.000 al bisogno.
Vado in bagno a giorni alterni la sera prima di coricarmi, quindi considerate che 1 notte su 2 è quasi in bianco.
Le prime 3 ore sono coperto dall’anestetico di Ruscoroid, poi iniziano il bruciore costante della ragade e il dolore dell’emorroide congestionata fino al mattino.
Sto tamponando come vi dicevo con Tachipirina 1.000 (nella speranza di riaddormentarmi a metà notte), ma per quanti giorni posso prenderla senza controindicazioni?
Farò una defecografia quando questa fase acuta sarà rientrata, ma nell’attesa vorrei capire con voi se sto facendo il percorso giusto, perché le notti in bianco prolungate mi stanno devastando.
So che l'intervento risolutivo sarà l'epilogo di questa storia, ma adesso l'urgenza è uscire da questa fase acuta.
Cosa ne pensate della situazione?
Grazie mille.
Probabilmente nel suo caso non c'è più spazio per la terapia medica, rileggendo la sua storia è già da tempo che farmaci e rimedi naturali non hanno dato risultato.
Gli analgesici non possono essere utilizzati per lunghi periodi.
Cordiali saluti.
NAPOLI
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo-Pelviperineologo
NAPOLI.
Intanto grazie per la risposta. Vorrei però chiederle qualche chiarimento (rivolto anche agli altri specialisti, qualora volessero intervenire), consapevole della sua premessa in merito al non fare prescrizioni o modificare terapie.
- Riesce a quantificarmi il "lungo periodo" rispetto agli analgesici? Una singola somministrazione di tachipirina 1000, a giorni alterni, può essere "pericolosa" già dopo un paio di settimane? E quanti giorni di stop occorrono per "resettare" il conteggio?
- L'intervento è molto probabile che sia l'unica soluzione, ma in questa fase acuta c'è possibilità che la ragade regredisca, trovata la terapia farmacologica giusta? Anche solo il pensare di fare la defecografia è impensabile in queste condizioni, considerato che prima andrebbe fatto un clistere.
- Anonet Relief mi conferma che è solo per uso esterno, come riporta la confezione? Non ha nemmeno la cannula erogatrice.
- Rispetto agli interventi, mi sembra che il bivio chirurgico per chi è messo come me sia tra la Milligan Morgan e la Starr. In rete si legge di tutto e di più con troppi pareri soggettivi dei pazienti, ma non ci sono informazioni chiare e sicure. Qual è il suo parere in merito? È preferibile, dove possibile, la Starr alla Morgan?
Grazie di nuovo
all' occorrenza, i rischi di effetti tossici si riducono.
È un gel solo per la zona anale esterna.
Da quello che ha scritto, anche un passato, penso che la sua ragade sia diventata cronica, dove ogni tentativo farmacologico servirà solo a prolungare il suo calvario.
Da quello che scrive non comprendo la necessità di un esame defecografico.
La scelta della tecnica da adottare per il suo problema di ragade è prolasso emorroidario spetta al collega che
l' ha in cura.
Personalmente, quando devo correggere una ragade cronica ed allo stesso momento un prolasso emorroidario, preferisco evitare interventi demolitivi tipo M-M per le emorroidi, questo per non avere problemi
nell' esecuzione
dell' anoplastica per la correzione della ragade.
Prego.
NAPOLI
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo-Pelviperineologo
NAPOLI.
Grazie molte per le delucidazioni.
Al momento sembrerebbe che il suo collega voglia passare prima dalla Defecografia per analizzare lo stato del prolasso rettale, dopodichè vorrebbe procedere con una rettoscopia.
Allo stato attuale però non capisco come sia anche solo pensabile l'ipotesi di erogare il bario nel retto dopo un clistere (significherebbe arrivare all'esame già iper dolente con le emorroidi reinserite congestionate. Consideri che quando è così, mi è difficile inserire persino la cannula della pomata).
Per poter arrivare alla Defecografia ho bisogno urgente di uscire almeno un po' da questa fase acuta. Come lei ha letto (grazie per averlo fatto) l'ultima volta, anni fa, questa crisi è durata quasi 5 mesi.
Lascio due ultime domande:
- Daflon (2cp/pasto) può essere assunto insieme a Emorsan fleb? È l'unico che aiuta un po' lato sanguinamenti
- Antrolin potrebbe essere una valida opzione rispetto a Ruscoroid per anestetizzare e trattare le ragadi/emorroidi dopo l'evacuazione? Avrei qualche ora in più di copertura per poter dormire? In linea teorica, poi rifarò la domanda al proctologo, non appena riesco (spero) a contattarlo.
Grazie mille
Sì
Sì, in linea teorica visto che contiene un anestetico.
NAPOLI
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo-Pelviperineologo
NAPOLI.
Rispondo per prima cosa a lei, che aveva avuto la cortesia di aiutarmi nelle scorse settimane, ma la mia domanda è aperta a chiunque voglia intervenire.
Da circa una decina di giorni la mia situazione è notevolmente migliorata. Tra Emorsan Fleb ed Emorsan Rag, Ruscoroid, Daflon (e soprattutto mantenendo le feci morbide) non ho più sanguinamento o dolore acuto causato dalla ragade. Anche le emorroidi sembrano leggermente meno gonfie e congestionate. Dopo l'evacuazione, una volta reinserito manualmente il prolasso, mi rimane solo un leggero prurito e senso di pesantezza, destinato a passare nelle ore successive. Per fortuna ho ripreso anche a dormire tranquillamente.
Ho però delle perplessità rispetto a ciò che succederà adesso: da programma dovrei fare prima una defecografia (programmata a giorni), poi una rettoscopia e, infine, probabilmente, il "temibile" intervento.
Andando per gradi, la "defecografia con studio seriato del tenue" ho paura possa compromettere questa quiete raggiunta a fatica. Non avendo trovato nessuno con cui parlare apertamente di questo esame, scrivo a lei per maggiore chiarezza e, spero, rassicurazione.
Dovendo fare un clistere prima dell’esame, significa per me presentarmi già con il prolasso gonfio reinserito manualmente. Questo potrebbe compromettere o rendere doloroso l’inserimento del bario? In generale, la mia situazione potrebbe rendere impossibile l’esame?
Inoltre, negli spazi dedicati alla defecografia c’è la privacy necessaria per poter reinserire il prolasso con le pomate, lavarsi e così via? Sembrano aspetti "banali", ma psicologicamente anche seguire e rassicurare il paziente in questo senso fa la differenza.
Grazie mille ancora per l’attenzione.
L'aggiunta dello "studio seriato del tenue" serve specificamente a visualizzare se le anse dell'intestino tenue scendono eccessivamente nella pelvi durante la spinta, una condizione nota come enterocele, che può causare una sensazione di ingombro o ostacolo alla defecazione.
La preparazione standard prevede un
digiuno solitamente da 6-8 ore prima dell'esame.
Un clistere di pulizia da effettuare a casa qualche ora prima.
È necessario presentarsi in anticipo (spesso 2 ore prima) per l'assunzione del "contrasto" per via orale.
Tranquillo! potrà è saprà gestire il tutto, anche con l' aiuto del personale tecnico di radiologia, senza grosse difficoltà.
Prego.
NAPOLI
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo-Pelviperineologo
NAPOLI.
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