Emorroidectomia

Buongiorno, sono una ragazza di 29 anni.
circa 7 anni fa, dopo il primo parto, mi sono comparse due emorroidi che mi hanno dato fastidio nel tempo.
Il 6 marzo 2026 mi sono sottoposta a intervento chirurgico per la loro rimozione e attualmente sono a circa 4 settimane dall’intervento.
Negli ultimi giorni, dopo aver avuto un episodio di evacuazione con feci dure e sforzo, ho iniziato ad avvertire dolore durante la defecazione, con sanguinamento rosso vivo (presente sulla carta, a striscia sulle feci e qualche goccia nell’acqua).
Inoltre, noto la presenza di una piccola formazione rosso vivo, simile a un chicco, visibile a livello anale, che mi provoca bruciore e fastidio soprattutto durante e dopo l’evacuazione, mentre nel resto della giornata il dolore è lieve.
Attualmente sto utilizzando Antrolin e cerco di mantenere le feci morbide.
Vorrei sapere se il quadro è compatibile con una ragade o con un normale processo di cicatrizzazione post-intervento, oppure se può trattarsi di una recidiva emorroidaria e se è necessario effettuare una visita.

Grazie
Dr. Sergio Sforza Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo d'urgenza 12k 366
Il dolore e il sanguinamento che descrive sarebbero compatibili anche con una ragade anale, soprattutto in fase di cicatrizzazione post operatoria. Le ragadi si formano quando la mucosa anale si lacerà a causa di sforzi, feci dure o irritazione. I sintomi includono:
- Dolore acuto durante e subito dopo la defecazione
- Sanguinamento rosso vivo su carta, feci o nell’acqua
- Bruciore e fastidio localizzato, spesso accompagnato da una piccola lesione visibile
Alcuni segni che indicano una recidiva emorroidaria sono:
- Sanguinamento più persistente e non limitato alla defecazione
- Presenza di un nuovo nodo o massa anale
- Dolore più diffuso o persistente anche al di fuori dell’evacuazione
Per distinguere tra le due condizioni è consigliabile una visita proctologica. Se la lesione è una ragade, il trattamento di base comprende:
- Continui assunzione di Antrolin (o altri emollienti)
- Fisioterapia con bagni di seduta (15 20 min, 3 4 volte al giorno)
- Uso di creme a base di lidocaina o corticosteroidi a bassa potenza
- Eviti sforzi: aumenti l’assunzione di fibre, acqua e, se necessario, un lassativo leggero
Se la lesione non migliora in 2 3 settimane o se il sanguinamento diventa più intenso, è fondamentale programmare una visita specialistica per escludere una recidiva emorroidaria o altre complicanze. Attenzione a non auto diagnosticarsi: un esame clinico è l’unico modo per confermare la natura della lesione e definire il trattamento più adeguato.
Saluti

Dr. Sergio Sforza
https://www.medicitalia.it/sergiosforza/

Segnala un abuso allo Staff
Risposta utile

Altri consulti in colonproctologia