Utente
buongiorno io ho dei problemi intestinali tutti i giorni da sei anni.
Ho flatulenza spesso involontaria ke mi dura tutta la giornata, molte perdite di muco di varia colorazione gillognola, rossiccia o verdastra e di consistenza in questo caso più liquida e grossi problemi nella defecazione. io sento ke dovrei defecare ma non riesco mi esce solo aria e muco dal retto e solo con dei continui e ininterrotti ponzamenti dopo estenuanti tentativi riesco un po' talvolta a liberarmi ma l'evacuazione è sempre cmq incomplet, (questo è testimoniato anke dall'esito della defecografia: incompleta evacuazione con residuo ampollare post- evacuativo)e dopo l'evacuazione mi aumenta anke la flatulenza come se il mio intestino cercasse di scaricarsi ma non ce la fa da solo,neanke con i lassativi la situazione cambia, non ho più la spinta defecatoria e solo estraendo le feci manalmente riesco a liberarmenne in parte.Sto sul water in media 40 minuti /1 ora.

dalla defecografia risulta anke la presenza di un prolasso mucoso; sfiancamento ampollare con rettocele anteriore di 2 cm, un notevole enterocele statico che durante l'evacuazione va ad occludere il retto incidendo sulla dinamica evacuativa,multiple invaginazioni retto ampollari ed in canale analee il retto ha una lunghezza aumentata e un decorso tortuoso e ridondante.

io ho anke una proctite a livello rettale e in infiammazione ileio duodenale con flogosi marcata cronica.
la manometria ha rilevato che cè assenza di stimolo a livello anale.

questi problemi mi causano un forte disagio sia la stipsia/dischezia che anche la flatulenza giornaliera e costante vorrei sapere se le due patologie sono correlate e se cè qlke terapia anche chirurgica che potrebbe ovviare e migliorare le mie condizioni anche solo evacuative?
grazie







ho fatto molte indagini diagnostiche che hanno rilevat la presenza di un rettocele

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Dr. Stefano Spina

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Rettocele ed enterocele potrebbe infatti essere la causa di molti dei suoi problemi: credo sia utile provare con la riabilitazione del pavimento pelvico. Il suo caso pero' e' piuttosto complesso: e' pure possibile che vi sia una soluzione chirurgica, ma sara' meglio che si rivolga per un consulto diretto ad un Centro Ospedaliero qualificato.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#2] dopo  
Utente
la ringrazio la riabilitazione del pavimento pelvico di cui parla sarebbero nello specifico i biofeedback o ci sono anche altri tipi di terapie?

[#3]  
Dr. Stefano Spina

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Oltre al biofeedback ci sono esercizi e accorgimenti vari che si insegnano nei centri specializzati in questo tipo di trattamento.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#4] dopo  
Utente
la ringrazio io sono anni ke faccio visite su visite ma purtroppo si mi sono stati accennate queste procedure e anke la possibilità di mettere un neurostimolatore sacrale ma poi quando si tratta veramente di andare ad agire di iniziare una terapia e fare qualcosa di concreto ecco che tutto cade e mi ritrovo qui a distanza di anni ad avere ancora questo problema senza mai aver ricevuto cure se non la prescrizione di lassativi ed esami diagnostici uno dopo l'altro e non so più cosa e come fare per poter guarire. Mi sono rivolta a questo sito per capire se appunto per il mio caso era possibile davvero fare qualcosa o se in realtà non ci fosse proprio nulla fa fare.

[#5]  
Dr. Stefano Spina

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Capisco il suo sconforto, ma come le ripeto, si tratta di un caso complesso che va affrontato nella sede piu' adatta, cioe' in un centro specializzato in questo tipo di rieducazione.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile Utente
Ho letto con attenzione la sua richiesta di consulto.Dalla descrizione, un po' sommaria, del suo quadro clinico, defecografico e manometrico, sembra che lei sia affetta da una Sindrome da Ostruita Defecazione. Tale Sindrome, se è confermata la presenza di alterazioni a carico della parete rettale(rettocele, prolasso rettale interno ampollare o canalare mucoso o a tutto spessore),enterocele stabile, richiede una terapia chirurgica. La terapia chirurgica consiste nella rimozione della parete rettale "malata".Il retto, in questi casi, appare come un organo che ha perso la sua funzione, nessuna terapia riabilitativa potrà restituire a questo la capacità di svuotarsi. La terapia riabilitativa(biofeedback e FKT) ha una precisa indicazione quando sono presenti dei disturbi funzionali e non organici.In presenza un prolasso rettale interno tendente all'intussuscezione ,rettocele, etc. etc. è indicata la terapia chirurgica.
A distanza non è possibile escludere, come sembrerebbe dall'esame manometrico, la presenza di una componente funzionale quale la dissinergia addomino-pelvica, questa è caratterizzata dal mancato rilasciamento dello sfintere anale esterno o del muscolo pubo-rettale quando si attiva il torchio addominale durante il ponzamento con conseguente ostacolo all'evacuazione.
Ho riposto alla sua richiesta di consulto, in aggiunta a quella del collega Spina, per dirle di non disperare perché sicuramente si possono ottenere buoni risultati abbinando la terapia chirurgica a quella riabilitativa.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#7] dopo  
Utente
la ringrazio per la sua attenta analisi e spiegazione della problematica di cui sono affetta; concordo pienamente con lei in merito alla diagnosi anke per quanto concerne l'esito della manomentria.
le volevo porre una domanda gli interventi che per me sarebbero idonei sono molto rischiosi potrei incorrere in problematiche gravi come l'incontinenza oppure non comportano rischi gravi?
e cosa ne pensa dell'apportazione di un neurostimolatore sacrale x migliorare la patologia dalla quale sono affetta? grazie

[#8]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile Signora
Anche in un precedente consulto, https://www.medicitalia.it/consulti/colonproctologia/77261-nelle-fasi-dinamiche-evacuative-si-osserva-circolare-sfiancamento-ampollare-con-rettocele-anteriore.html
avevamo affrontato il suo problema.
L'Intervento di STARR, abbinato o meno alla correzione dell'enterocele, potrà essere considerato "idoneo" solo dopo una visita diretta ed una presa visione di tutti gli esami "necessari"(defecografia, manometria, ecoendoanale etc.)per una conferma strumentale della sintomatologia riferita.
Il rischio di incontinenza è inesistente in assenza di pregresse alterazioni strutturali a carico degli sfinteri.
O pochi elementi, a distanza, per risponderle in merito all'utilità del neuromodulatore sacrale nel suo caso. Ma anche questa, come la riabilitazione, se no viene prima rimossa la causa ostruttiva, non darà i risultati desiderati.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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