Utente 689XXX
Gentili dottori,

mi appello alla vostra competenza e cortesia.
Mio fratello venti giorni fa ha subito un intervento di emorroidopessi secondo Longo, dopo tre giorni è stato dimesso (come mi sembra di capire avvenga di prassi in questi casi) nonostante avvertisse forti dolori. Al quinto giorno ha avuto una forte emorragia che ci ha costretti ad un ricovero urgente nella città in cui eravamo in quel momento; l'emorragia dopo qualche ora si è fermata spontaneamente, i dolori invece sono continuati e hanno richiesto l'impiego massiccio di antidolorifici; ancora dieci giorni di ospedale e poi le dimissioni. Ci siamo recati alla visita di controllo dall'esimio chirurgo che lo aveva operato, chiedendo se questo fosse il decorso normale di una tale operazione, ci è stato risposto che andava tutto benissimo e che "la gente si spaventa per due gocce di sangue!", per quanto riguarda il dolore poi si sa è soggettivo!
Siamo rimasti in zona perchè le condizioni (soggettive per carità!) di mio fratello non permettevano di affrontare il viaggio di ritorno a casa. Dopo due giorni mio fratello ha avuto una seconda emorragia e questa volta è stato ricoverato nell'ospedale in cui è stato operato. Il chirurgo continua a sostenere che va tutto benissimo, lasciandosi sfuggire solo oggi che si deve essere staccata una graffetta.
Sono preoccupata perchè ho letto che nella letteratura sulla tecnica Longo non sono noti casi in cui l'emorragia si presenti una seconda volta e francamente venti giorni di dolori così forti mi sembrano un po' troppi. Vi chiedo un consiglio, non so come comportarmi.
Lascio a voi la riflessione sulla necessità di informare i pazienti sulle complicanze di qualsiasi tipo di intervento, sul senso di responsabilità individuale, sull'etica professionale che sembra orami scomparsa. Aspetto fiduciosa un vostro consiglio.

[#1]  
Dr. Giovanni Salamina

32% attività
16% attualità
12% socialità
ABBIATEGRASSO (MI)
MAGENTA (MI)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2008
Prenota una visita specialistica
Gentile Signora,
l'emorragia dopo l'intervento di anopessi sec. Longo è come Lei sa una complicanza abbastanza frequente che talvolta richiede delle emotrasfusioni e in qualche caso il re-intervento chirurgico. Ancora non si sa perchè accada. Ci sono varie ipotesi. Per quanto riguarda il dolore postoperatorio anche questo può verificarsi anche in mani esperte. Generalmente il dolore regredisce progressivamente; dipende fondamentalmente dall'altezza alla quale è stata fatta la prolassectomia e quindi può verificarsi quando la linea di sutura è molto bassa. Può dipendere anche dalla persistenza di graffette in presenza di linea di sutura bassa. Sembra che possa essere controllato almeno parzialmente dalla rimozione di alcune graffette. La distanza della linea di sutura dall'ano può dipendere dal tipo di prolasso di cui il paziente era portatore. Alle volte il Chirurgo, nel tentativo di essere radicale, in presenza di un prolasso emorroidario esterno, è costretto ad eseguire un'anopessi con sutura molto bassa e questo potrebbe comportare delle complicanze nel decorso postoperatorio tra cui il dolore.In generale è bene eseguire controlli ambulatoriali seriati al fine di verificare l'evoluzione verso la guarigione e intervenire di volta in volta con i mezzi più appropriati in questa ottica.
Cordiali saluti
Dr. Giovanni Salamina

[#2]  
Dr. Andrea Favara

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
CANTU' (CO)
MARIANO COMENSE (CO)
COMO (CO)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2002
L' emorragia postoperatoria dopo intervento di Longo e' un ' evenienza frequente (circa 6% dei casi).
Nella maggior parte dei casi non e' richiesto alcun trattamento e l' emorragia si ferma spontaneamente; raramente puo' essere necessario reintervenire chirurgicamente per arrestare il sanguinamento. Il numero di episodi di sanguinamento e' variabile cosi' come la distanza in ore o giorni dall' intervento. Tale emorragia non compromette in alcun modo il buon esito dell' intervento.
Il dolore appare in un numero minimo di casi, spesso per ragioni inspiegabili nonostante l' esecuzione di una corretta tecnica chirurgica. In genere la somministrazione di analgesici al bisogno risolve il problema. In sede di consenso informato da firmare prima dell' intervento tali eventualita' fanno conosciute e il paziente delve essere informato, consapevole e consenziente. Auguri!
Dottor Andrea Favara
http://www.andreafavara.it

[#3]  
Dr. Claudio Toscana

20% attività
0% attualità
4% socialità
ROMA (RM)
SACROFANO (RM)

Rank MI+ 24
Iscritto dal 2007
Purtroppo non esiste chirurgia senza complicanza!
L'emorragia nelle tecniche di Longo è evento senz'altro presente,, attingendo ai valori che riferiva il collega, nel totale tra emorragie precoci (6-8 ore) e tardive (5-10 e anche 14 giorni).
Se le prime sembra possano essere fatte risalire ad una non perfetta emostasi intraoperatoria, le seconde hanno genesi varia e spesso sconosciuta. L'ipotesi più probabile sembra essere quella dello svuotamento di un ematoma perirettale, ma nella mia esperienza di circa 1000 casi posso segnalare un sanguinamento arterioso in sede anastomotica in IX giornata da verosimile distacco di una agraphe evidentemente situata su un vaso arterioso.
Quasi tutte le emorragie sono controllabili con l'applicazione endorettale di un catetere di Dufour gonfiando il palloncino con 50-60 cc di fisiologica da tenere in loco per 6 ore e solo in rari casi è necessaria una emostasi chirurgica.
Certo che si tratta di un evento potenzialmente rischioso, motivo per il quale sconsiglio sempre ai pazienti di allontanarsi da dove possano essere controllati da personale esperto nella metodica per almeno una dozzina di giorni dall'intervento.
Quanto al dolore se è vero che la soglia del dolore è estremamente variabile ed individuale è altrettanto vero che una anastomosi troppo bassa o una resezione troppo spinta (profonda) possono aumentare il dolore postoperatorio, così come a volte possono formarsi ragadi postoperatorie che tendono a guarire nel giro di una ventina di giorni. Ci sono poi rari, per fortuna, ma fastidiosi casi di dolore persistente a distanza di difficile risoluzione.

Claudio Toscana
Chirurgo - Coloproctologo

[#4]  
Dr. Attilio Nicastro

28% attività
0% attualità
12% socialità
MILANO (MI)
LECCE (LE)
ROMA (RM)
LATINA (LT)
AMANTEA (CS)

Rank MI+ 40
Iscritto dal 2006
Cara Utente,
l'intervento con suturatrice meccanica circolare, detto anche tecnica di Longo, è stato brillantemente introdotto nella pratica della chirurgia proctologica in quanto, secondo l'inventore della tecnica e i numerosi fautori della stessa, è privo di complicanze, permette un rapido recupero post-operatorio, un immediato ritorno all'attività lavorativa. Abbiamo poi assistito nel corso degli anni, e le risposte dei medici esperti sopra riportate lo dimostrano, che nessuna tecnica chirurgica è priva di complicanze (come è logico in chirurgia), che l'emorragia è un evento frequente e non se ne conosce l'origine, che il dolore a volte è quasi necessario provocarlo per una maggiore radicalità chirurgica, che bisogna almeno stazionare in ospedale per alcuni giorni e gravitare intorno ad esso per almeno due settimane. Tutto questo è vero e i medici con scienza e conoscenza e soprattutto etica non solo informano il paziente ma lo mettono nero su bianco anche sul web. Altri non lo fanno come è successo nel caso di suo fratello e questo lascia un fondo di amarezza in chi pratica questa professione con amore e passione. Resta un punto di domanda sui benefici effettivi della tecnica che non è più priva di complicanze, che richiede almeno un ricovero di due tre giorni dopo l'intervento, che richiede la somministrazione di antidolorifici e una ripresa delle attività lavorative non si sa dopo quanti giorni. Personalmente è noto nel forum che sono sempre stato critico sulla tecnica anche in rapporto alla facilità con la quale è proposta in tutti i casi in quanto profondamente convinto che non possa esistere una sola e universale tecnica da attuare su tutti gli essere umani (per definizione uno differente dall'altro). Io non pratico la tecnica e non posso risponderle, come hanno fatto con estrema competenza e chiarezza i medici che mi hanno preceduto, e quindi mi sono limitato alla riflessione pubblica che lei mette in evidenza nell'ultimo periodo del suo consulto.Mi permetto comunque di suggerirle di continuare a far seguire suo fratello dal proctologo ed eventualmente eseguire una videoproctoscopia digitale per definire realmente la situazione clinica del paziente.
Cari saluti
Attilio Nicastro
Chirurgo - Colonproctologo
www.attilionicastro.it
www.ildononegato.it

[#5]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
20% attualità
20% socialità
POZZUOLI (NA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2006
Gentile Utente
Lei ha perfettamente ragione quando ricorda l'importanza di informare il paziente sulle possibili complicanze di un intervento chirurgico.Sono convinto che una attenta lettura del consenso informato e un colloquio pre operatorio possono meglio far comprendere ed accettare eventuali complicanze.In questo momento non è inopportuno ,manifestarle il dispiacere per l'insorgenza della rara complicanza e precisare che la tecnica utilizzata per risolvere la malattia emorroidaria di suo fratello è quella più sicura e razionale.I colleghi che mi hanno preceduto ,con molta competenza, le hanno già spiegato tecnicamente quali sono le cause della emorragia precoce e tardiva e dell'insorgenza della sintomatologia dolorosa ,io voglio solo dirle che l'attuale ricovero ospedaliero si impone nel caso di suo fratello e che la dimissione dovrà avvenire solo dopo opportuni controlli strumentali, non solo del margine di sutura,ma anche dello "spazio" perirettale.
Auguri
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#6]  
Prof. Silvestro Lucchese

28% attività
0% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2008
GENTILE UTENTE,
CONCORDO CON QUANTO ESPRESSO DAI QUALIFICATI COLLEGHI ED IN PARTICOLARE, OLTRE IL CONSAPEVOLE CONSENSO, SULLA CORRETTA INDICAZIONE AL TIPO DI INTERVENTO CHE DEVE ESSERE SEMPRE PERSONALIZZATA AL SINGOLO CASO.
LA METODICA DI LONGO E' ESAUSTIVA SE CORRETTAMENTE INDICATA ED ESEGUITA; SEMBRA SEMPLICE , MA L'ESPERIENZA NE AFFINA CONTINUAMENTE L'ESECUZIONE.
NELLA MIA ESPERIENZA HO RITENUTO NECESSARIO APPORTARE ALCUNE MODIFICHE PER GARANTIRE UNA PIU' SICURA EMOSTASI ED UN MIGLIORE EFFETTO LIFTING.
IL DOLORE E' ABITUAMENTE SCARSO , NEI PRIMI DUE-TRE GG,O ASSENTE .
IL SANGUINAMENTO , MOLTO RARO, E' CAUSATO DALLO SVUOTAMENTO DI SACCHE EMATICHE O DA UN ECCESSIVO PONZAMENTO.
LA RIPRESA DELLE ATTIVITA' E' PRECOCE E LA DEFECAZIONE AGEVOLE CON IDONEI CONSIGLI E PRECAUZIONI.
LA DEGENZA DEI MIEI PAZIENTI E' LIMITATA AD UN SOLO GIORNO MA ESSI VENGONO TUTELATI DA UN CONTATTO TELEFONICO QUOTIDIANO ED UNA REPERIBILITA 24H NEI 12 GIORNI SUCCESSIVI. COMPRENDO CHE TALE METODO DI TUTELA DIRETTA E' PRATICABILE SOLO IN STRUTTURE PRIVATE QUALIFICATE, MA INDISPENSABILE PER IL PAZIENTE.
NEL CASO INDICATO APPARE DOVEROSO IL RICOVERO NELLA STRUTTURA E L'AZIONE DELL'OPERATORE SINO A CONCRETA E DOCUMENTATA GUARIGIONE .
MI SI PERMETTA UNA CONSIDERAZIONE ETICA A NOI CHIRURGHI BEN NOTA: SOLO CHI FA MOLTO PUO' AVERE TANTI SUCCESSI CHE PASSANO INOSSERVATI O POCHE COMPLICANZE CHE NE FIACCANO IL CARISMA E L'ENTUSIASMO.
UN CORDIALE SALUTO A TUTTI I COLLEGHI ED UN SINCERO AUGURIO AL PAZIENTE.
Prof. Silvestro  Lucchese

[#7] dopo  
Utente 689XXX

Gentili dottori,
innanzitutto vi ringrazio per la sollecitudine con cui mi avete risposto e per il tempo che avete voluto dedicarmi, avere degli interlocutori così attenti aiuta a sentirsi meno soli.
Sono due giorni che mio fratello non ha sanguinamenti e proprio ieri ha espulso una agraphe, pare inoltre che oggi il dolore fosse più tollerabile (una sola flebo antidolorifica contro le due /tre dei giorni precedenti); mi chiedo se questa espulsione precoce comporti qualche conseguenza e come si procede normalmente in questi casi.
Sono nuovamente qui a porre a voi queste domande perchè non si riesce a comunicare con chi è difficilmente reperibile e soprattutto, qualsiasi cosa accada, afferma cha va tutto bene.
Premesso che quello che mi preme di più in questo momento è che mio fratello guarisca nel più breve tempo possibile e nel migliore dei modi, mi si permetta qualche riflessione di carattere più generale.
Nessuno, che abbia un minimo di buon senso, pensa che un chirurgo sia un essere superiore ed infallibile, il chirurgo è un uomo e come tale può sbagliare, certo le conseguenze dei suoi errori sono sicuramente più rilevanti che nella maggior parte degli altri 'mestieri' non fosse altro che per la delicatissima materia di cui si tratta. Quello che personalmente obietto non è l'esito dell'intervento in sè nè la innegabile competenza del chirurgo in questione, quello che mi lascia perplessa è questa netta sensazione che si voglia a tutti i costi negare l'evidenza delle complicanze insorte. Credo sinceramente che tutto sia migliorabile e che solo fermandosi a riflettere sugli insuccessi questo sia possibile, cercare di negarli non mi sembra corretto e neanche troppo intelligente.
Per quanto rigurada il consenso informato, premettendo che non ho avuto modo di leggerlo ma colmerò anche questa lacuna, penso che sia un modo piuttosto burocratico di informare un paziente che solitamente si fida e si affida allo specialista prescelto, a ciò che gli viene prospettato nonchè a ciò che si legge nei siti ufficiali; certo la legge non ammette ignoranza ma spero sia chiaro che ciò di cui parlo non riguarda responsabilità di tipo giuridico.
Nessuno chiede dei miracoli, al contrario si chiede una maggiore cautela nelle promesse perchè quando insorgono le sfortunate complicanze lo scarto tra le aspettative del paziente e ciò che invece si trova a vivere diventa difficilmente colmabile.
Detto questo, onore al merito di chi resta reperibile per i pazienti per i dodici giorni successivi (io ho provato due volte a chiamare il mio referente nei dieci giorni successivi all'intervento lasciando messaggi in segreteria senza successo), onore al merito di chi avvisa i pazienti di rimanere in zona, onore al merito di chi pratica la professione con amore e passione.
Scusandomi per la prolissità del mio discorso, vi ringrazio di cuore per i consigli tecnici di cui faccio senz'altro tesoro, per il sostegno morale e per gli auguri di pronta guarigione.
Anche io voglio farvi un agurio per il difficile lavoro che ogni giorno siete portati a svolgere affinchè mai pressioni esterne di nessun genere possano ledere la vostra dignità di uomini liberi prima che di uomini di scienza.
PS: spero che il mio discorso troppo appassionato non abbia offuscato il quesito tecnico che pongo all'inizio.

[#8]  
Prof. Silvestro Lucchese

28% attività
0% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2008
GENTILE SIGNORA,
HO APPREZATO MOLTO LA SUA RISPOSTA E LE SUE PAROLE.
UNA RIFLESSIONE SULLA STORIA CLINICA DEL PAZIENTE: ETA', PESO , MALATTIE PREESISTENTI,SINTOMI ED INDAGINI PREOPERATORIE PROPOSTE ED ESEGUITE; SI POTREBBE AVERE COSI'UN QUADRO PIù CHIARO.
E' PER ME MOLTO DIFFICILE E POCO CORRETTO ESPRIMERE VALUTAZIONI CLINICHE O CONSIGLI CHE SONO SEMPRE DI CARATTERE GENERALE IPOTETICO MA ,RIFLETTENDO SUL CASO PROPOSTO, FORSE SI POTREBBE ALLEGGERIRE LA SINTOMATOLOGIA RIFERITA CON ALCUNI ACCORGIMENTI, SOLO PER QUESTA FASE ACUTA:
- OLIO DI VASELINA 1 CUCCHIAIO LA SERA (CONTRO L'ATTRITO FECALE ED A PROTEZIONE DELLA MUCOSA CRUENTATA)
- FERMENTI LATTICI A DOSAGGIO PIENO (PER LA QUALITA' DELLE FECI)
- DIETA CON SCARSO CONTENUTO IN FIBRE O SCORIE
- ABBONDANTE IDRATAZIONE
- EVENTUALE USO DI MUCILLAGINI O SIMILI PER RENDERE LE FECI PIU' MORBIDE.
NE PARLI COMUNQUE CON IL SUO MEDICO CURANTE.
DISTINTI SALUTI.
Prof. Silvestro  Lucchese

[#9]  
Prof. Silvestro Lucchese

28% attività
0% attualità
16% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2008
GENTILE SIGNORA,
HO APPREZATO MOLTO LA SUA RISPOSTA E LE SUE PAROLE.
UNA RIFLESSIONE SULLA STORIA CLINICA DEL PAZIENTE: ETA', PESO , MALATTIE PREESISTENTI,SINTOMI ED INDAGINI PREOPERATORIE PROPOSTE ED ESEGUITE; SI POTREBBE AVERE COSI'UN QUADRO PIù CHIARO.
E' PER ME MOLTO DIFFICILE E POCO CORRETTO ESPRIMERE VALUTAZIONI CLINICHE O CONSIGLI CHE SONO SEMPRE DI CARATTERE GENERALE IPOTETICO MA ,RIFLETTENDO SUL CASO PROPOSTO, FORSE SI POTREBBE ALLEGGERIRE LA SINTOMATOLOGIA RIFERITA CON ALCUNI ACCORGIMENTI, SOLO PER QUESTA FASE ACUTA:
- OLIO DI VASELINA 1 CUCCHIAIO LA SERA (CONTRO L'ATTRITO FECALE ED A PROTEZIONE DELLA MUCOSA CRUENTATA)
- FERMENTI LATTICI A DOSAGGIO PIENO (PER LA QUALITA' DELLE FECI)
- DIETA CON SCARSO CONTENUTO IN FIBRE O SCORIE
- ABBONDANTE IDRATAZIONE
- EVENTUALE USO DI MUCILLAGINI O SIMILI PER RENDERE LE FECI PIU' MORBIDE.
NE PARLI COMUNQUE CON IL SUO MEDICO CURANTE.
DISTINTI SALUTI.
Prof. Silvestro  Lucchese

[#10]  
Dr. Giovanni Salamina

32% attività
16% attualità
12% socialità
ABBIATEGRASSO (MI)
MAGENTA (MI)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2008
Credo che non sia un problema l'espulsione delle graffette; la cosa più importante è il miglioramento e regressione dei sintomi e nel frattempo ovviamente fare dei controlli ambulatoriali
Cordiali saluti
Dr. Giovanni Salamina

[#11]  
Dr. Sergio Agradi

20% attività
0% attualità
4% socialità
BERGAMO (BG)
MONZA (MB)
MILANO (MI)
LAMEZIA TERME (CZ)
NOVARA (NO)
GENOVA (GE)

Rank MI+ 24
Iscritto dal 2007
Credo che ci si trovi di fronte ad una complicanza assolutamente prevedibile e prevista (dalla letteratura e dall'esperienza) che sarebbe passata inosservata se solo il collega chirurgo si fosse comportato in maniera per lo meno etica.
Il dolore post operatorio dopo l'intervento di Longo ha varia eziologia ma è quasi sempre ben controllato da blandi analgesici; qualora ciò non avvenisse può essere causato, specie dopo pochi giorni dall'intervento, dalla formazione di una ragade anale acuta o da una tromboflebite emorroidaria, in entrambi i casi si spiegerebbero sia il dolore acuto che le emorragie in tempi successivi.
In dipendentemente dalla correttezza di queste mie ipotesi diagnostiche è , a parer mio, inammissibile che un collega affronti in maniera così superficiale una complicanza post chirurgica. Ciò non fà che creare discredito e critica nei confronti di una categoria soprattutto di una tecnica chirurgica che ha, secondo me, modificato radicalmente ed in meglio il periodo postoperatorio dopo intervento per malattia emorroidaria.
Cordiali saluti a Lei, aguri a Suo fratello ed una tirata d'orecchi al suo Chirurgo.
Specialista in Chirurgia Generale
Resp. Unità Funzionale di Chirurgia Proctologica e Pelviperineale
CLINICHE UMANITAS GAVAZZENI BERGAMO

[#12] dopo  
Utente 689XXX

Gentili dottori,

questa mia per informarvi che negli ultimi due giorni c'è stato un netto miglioramento, nessun sanguinamento e livello del dolore progressivamente più sopportabile; sembra che il processo verso la guarigione sia in corso, spero non vi siano ulteriori sorprese.
Vi voglio ancora ringraziare per i preziosi consigli, per le ipotesi che generosamente avete voluto formulare pur in base alle poche informazioni che la mia ignoranza medica mi ha permesso di fornire. Tutto è stato utile. Speriamo che d'ora in avanti tutto vada per il meglio e che, nonostante le complicanze indesiderate, l'operazione dia nel tempo i frutti sperati.
Ancora grazie e buon lavoro.