Utente 320XXX
Salve, dovendo operarmi per una fistola anale, sono intenzionato ad eseguire o il trattamento Vaaft o Laser FiLaC.

Vorrei conoscere nella tecnica laser FiLaC come viene chiuso l'orifizio interno e se è più efficace della vaaft come tecnica risolutiva.
Nella vaaft la chiusura dell'orifizio interno è con un punto mettalico o punti riassorbili e colla di fibrina in più si ha la visione diretta tramite fistuloscopio quindi si evitano di creare falsi tramiti fistolosi.
La vaaft cauteriza il tramite fistoloso con elettrodo, mentre la filaC usa il laser, ma alla cieca.

So che sono tecniche in fase di sperimentazione ma stanno offrendo buoni risultati senza ledere la muscolatura sfinterica.
Sembrerebbe proprio la vaaft più completa e accurata come tecnica giusto?
Un grazie a tutti coloro che interverranno con le proprie opinioni.

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile utente
Queste tecniche trovano indicazione nelle fistole complesse dove il rischio di lesioni sfinteriche, con altre tecniche, è alto.
Queste risultano poco utili per fistole meno complesse, dove ancora è possibile ottenere buoni risultati con tecniche da tempo consolidate e con tempi di guarigione più rapidi.
Entrambe le tecniche, da lei citate, mirano alla distruzione del tragitto fistoloso nel tratto sottocutaneo, e nel tratto che attraversa gli sfinteri.
La VAAFT usa per la distruzione della fistola il calore generato dall'elettrobisturi, ma sotto visione diretta con il fistuloscopio, la FiLaC alla cieca con il calore sviluppato dal laser.
La mia esperienza con la VAAFT mi permette di testimoniare la validità di questa, in futuro non escludo la possibilità dell' utilizzo attraverso il fistuloscopio della stessa tecnologia laser della FiLaC, ma la possibilità di avere una visione diretta del tragitto fistoloso rende la VAAFT nettamente più valida e più sicura.
La chiusura,del tramite interno nella VAAFT, non necessariamente richiede l'uso di suturatrici, può essere eseguita benissimo con fili di sutura riassorbibili.
Vorrei solo precisare che non spetta al paziente la scelta della tecnica, la scelta scaturisce dalle caratteristiche della fistola.
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#2] dopo  
Utente 320XXX

Gent.mo Dott. Doriano, la ringrazio per la Sua preziosa risposta.

A riguardo del punto metallico che viene messo con la suturatrice, esso col tempo cadrà spontaneamente o rimarrà per sempre in loco, ed eventuali complicazioni allo stesso ( può creare ragadi o stenosi anali?)

Ovvio come lei ben afferma non spetta al paziente la scelta della tecnica operatoria, ma credo sia anche vero, che spetti al paziente decidere o meno se farsi operare con una tecnica a dir poco demolitiva, come esse sono le messe a piatto "lay open", setoni, o gli interventi inutili e recidivanti con il plug, che come tempi di guariggione han poco da esser invidiati rispetto a tecniche meno invasive e traumatiche come vaaft e fiLaC.
Andrebbe appunto ricordato che sempre più spesso le recidive di precedenti interventi di lay open, setoni e plug, alla fine vengono trattate con la vaaft.

Ps. sarebbe così gentile da darmi qualche informazione in più riguardo la tecnica FiLaC.Non c'è suturatrice, ma si usano punti riassorbili per l'orifizio interno? I tempi di guariggione dovuti all distruzione fistolosa con laser, sono più brevi rispetto all'elettrodo?

[#3]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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I punti applicati con la suturatrice cadono spontaneamente e di solito non creano problemi e poichè servono solo per suturare un breve tratto non creano restringimenti del lume.

Mi rendo conto che è difficile far capire ad un paziente che quello che può essere utile ed efficace per un problema complesso non lo è per uno più semplice.
Esempio, per una fistola sottomucosa non ha senso eseguire una VAAFT, si tratta di fistole di pochi mm. dove non è necessario bruciare, suturare o apporre collanti, ma basta semplicemente una messa a piatto.
Guardi che una messa a piatto non sempre è più traumatica di una folgorazione del tragitto fistoloso , questo così trattato, può richiedere anche mesi per guarire e necessita di medicazioni ed irrigazioni quotidiane.
E' importante sapere che il postoperatorio di una VAAFT non è una passeggiata, come è importante sapere che la percentuale di recidive e sovrapponibile alle altre tecniche ,ma il tutto è giustificato dal grosso vantaggio di non creare danni muscolari, di poter essere ripetuta anche in caso di recidive, e di poter evitare incontinenza in pazienti affetti da fistole recidive, dove è già compromesso , anche se non in maniera grave , l'apparato sfinterico.
Quindi si affidi ad un proctologo esperto, che pratica più metodiche compreso la VAAFT, ma lasci a lui la scelta dell'intervento.

I tempi di guarigione, a parità di lunghezza del tratto fistoloso distrutto, sono simili.
Cordiali saluti
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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