Utente
Buongiorno,
ho un problema che mi assilla fin dalla giovinezza. In sintesi ho sempre avuto una urgenza e frequenza defecatoria che mi hanno condizionato sensibilmente e negativamente l’esistenza, nel senso che quasi sempre lo stimolo doveva essere seguito da evacuazione immediata (pochissimi minuti al massimo), e spesso dopo aver evacuato, pur sentendomi perfettamente a posto mi bastava arrivare alla porta del bagno e dovevo tornare per evacuare nuovamente, e questo succedeva due o tre volte magari nell’arco di un’ora o due … Sono andato avanti così per tantissimi anni con le implicazioni pratiche e psicologiche che immaginate e differenti esami non hanno evidenziato niente di particolarmente significativo, se non magari una generica irritazione … Ultimamente, soffrendo anche di emmoroidi, su consiglio del proctologo ho intrapreso due strade parallele per risolvere questi problemi, anche nella speranza che vi fossero novità in campo medico che potessero dare nuova luce e risposte al problema. Dopo aver provato alcuni farmaci senza particolare successo (lexil etc…) su consiglio del proctologo sono stato indirizzato verso una struttura che mi ha permesso di fare un trattamento di riabilitazione pelvica, con stimolazione elettrica ed esercizi.… Con mia grande gioia ho notato per la prima volta un sensibile miglioramento, non ho praticamente più avuto una ripetitività nell’evacuazione (se non in casi particolari magari dovuti ad una scorretta alimentazione), ma soprattutto, ed è stato il miglioramento a cui aspiravo maggiormente, sono riuscito ad avere degli stimoli che riuscivo, anche se a fatica, a controllare abbastanza, permettendomi di “resistere” per un tempo più prolungato, pur lasciandomi una sensazione di necessità ma non impellente, e che mi permetteva di continuare a fare ciò che stavo facendo senza interrompere immediatamente per precipitarmi alla ricerca di un bagno.
Pochi mesi dopo ho affrontato il problema emorroidi, e lo stesso chirurgo consapevole del mio problema decideva di procedere con una operazione THD di dearterializzazione, che a suo parere era la meno invasiva possibile, proprio per non andare a sollecitare una parte che per me è assolutamente critica. L’operazione ha brillantemente risolto il problema emorroideo, ma purtroppo immediatamente è ricomparso il problema principale, non tanto la frequenza, ma l’urgenza. Nonostante nel frattempo abbia anche fatto gli esercizi meccanici di contrazione che mi erano stato consigliati, un successivo esame ha riportato una aumentata capacità di contrazione, ma nuovamente una marcata sensibilità ed urgenza alla defecazione. Ho subito ricontattato la struttura dove avevo fatto le sedute di fisioterapia per l’apparato pelvico, ed ho rifatto il ciclo di elettrostimolazione etc. ma purtroppo questa volta non è cambiato niente, come se l’intervento mi avesse riportato alla situazione pregressa senza riuscire a ritornare a quel livello di sufficienza raggiunto prima dell'intervento.

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Gentile Utente.
Comprendiamo il suo disagio, ma quale è la domanda?
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#2] dopo  
Utente
Grazie, la domanda è se ci sono altre alternative per poter ritornare almeno alla situazione pre operatoria dal punto di vista dell'urgenza.
Ad es, la dottoressa che mi ha trattato con l' elettrostimolazione mi diceva che se fosse necessario sarebbe possibile anche effettuare questa pratica a domicilio, chiaramente dopo un incontro per avere le istruzioni per il corretto uso, acquistando una apparecchiatura portatile. Chiarisco che non ha detto che l'avrei dovuta fare per forza, era una possibilità. Però se questo ciclo che ho terminato da poco più di mese non ha dato gli effetti del primo fatto prima del THD, sarebbe efficace tentare la strada di ripriovare ancora l'elettrostimolazione fra un pò, oppure l'insuccesso significa che la situazione si è alterata dopo l'operazione in modo tale che questa terapia che ha avuto buoni risultati prima adesso non è più efficace?
Posso tentare anche con qualche farmaco (tipo lexil o altro), che onestamente prima non avevano risolto molto ma che forse adesso potrebbero avere un effetto differente? (anche in questo caso non saprei perchè dovrei avere risultati differenti, forse è solo una speranza)

Grazie,

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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L'urgenza defecatoria, secondo i dati presenti in letteratura, si manifesta nel 20% dei pazienti sottoposti a correzione del prolasso rettale interno e dell'ampolla rettale, questa urgenza si riduce spontaneamente in un tempo di alcune settimane sino ad un massimo di sei mesi.
Questo miglioramento è dovuto ad un "adattamento" dell'ampolla rettale alla sua attuale morfologia.
Quindi potrebbe essere utile attendere tale periodo prima di procedere ad un nuovo trattamento riabilitativo e di elettrostimolazione.
Nel suo caso il tempo potrebbe essere la migliore medicina.
Un aiuto farmacologico, in attesa di uno spontaneo miglioramento, potrebbe essere preso in considerazione.
Ci tenga informati.
Prego
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#4] dopo  
Utente
Grazie, anche delle velocissime risposte. Il fatto che ci possa/debba essere un periodo di tempo di adattamento per ritornare alla situazione pregressa mi dà un pò di speranza. Saluti