Utente
Salve a tutti, sono un ragazzo di 20 anni e soffro dall'età di 11-12 circa di un grosso problema "creato da me stesso".
Ho fatto un mese fa una visita con un noto proctologo e mi son stati richiesti degli esami specifici del caso (defecografia, manometria,ecc.).
Sebbene io abbia spiegato il problema in modo abbastanza dettagliato ho comunque sorvolato (forse per l'ansia, forse per la verogna) una parte piuttosto delicata.
Inoltre anche cercando su internet il problema son riuscito a trovarne solo discussioni in lingua inglese, motivo per cui al tempo mi mancava anche una certa proprietà di linguaggio specifica per spiegare esattamente l'entità del problema.
Tornando alla questione, le spiegherò brevemente la situazione.

Mi è stato diagnosticato un prolasso interno che ostruisce parzialmente lo sfintere,più due emorroidi interne, ma oltre questo inconveniente che risolverò con il professore a cui mi sono rivolto, c'è un altro aspetto che mi cruccia.
(Mi crea disagio sopratutto nella vita quotidiana)
All'età di 9-11 per comodità o per un senso di "pulizia" ho iniziato ad utilizzare le dita per svuotarmi completamente. Il poter andare in bagno esercitando una pressione interna sull'alvo quando volevo io mi sembrava convenzionale e non mi rendevo conto della problematica, fino ai giorni d'oggi dove non riesco ad avere stimoli per andare in bagno se non quello di "forzarmi" tramite dei movimenti "meccanici".
Non provavo e tutt'ora non provo nessun piacere nell'effettuare tale pratica se non quello dello svuotarmi (n'è diventata una necessità) ma questo mi ha portato invece ad un gravissimo problema.
Prima di tutto questo non soffrivo di stipsi, problemi di defecazione o altro tipo, invece adesso ho come la sensazione che debba andare sempre in bagno/il retto non sia mai svuotato(forse aggravato dalle emorroidi) e probabilmente ho atrofizzato i muscoli del pavimento pelvico tramite questa metodologia errata negli anni. (Non sento le contrazioni per far scorrere le feci)

Da quando ho proceduto in questo modo non ho più avuto stimoli neanche in caso di diarrea/problemi allo stomaco (sebbene potevo aver dolori localizzati nella zona, non erano crampi da "stimolo") e non ho la minima idea di come riuscire ad ottenere una defecazione normale.

La discussione con il proctologo ha portato fuori che la causa di alcuni sintomi son il mio stato "ansioso" e che non sarei dovuto andare in bagno a forzarmi per ore in assenza di stimolo (insomma, che dovevo aspettare di averlo!).

Sebbene questo sia vero quel che ottengo nell'evitare di forzarmi "digitalmente" è uno stato in cui ho del gonfiore/flautulenza e feci dure alternate a quelle liquide.

Inutile dire che tutto questo mi comporta ulteriori problemi nella vita. (Non riuscire ad andare in bagni pubblici, condividere una stanza con qualcuno,ore di tempo perso,ecc.)
Considerando che poterò a termine gli esami richiesti e quant'altro, cosa dovrei fare?
C'è una riabilitazione specifica? Come dovrei agire?

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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La defecografia e la manometria richiesta potranno già esserci di aiuto a comprendere meglio i suoi disturbi.
Risolto il problema chirurgico o prima, potrebbe essere necessario,alla luce del risultato degli esami eseguiti o di ulteriori approfondimenti,un ciclo di riabilitazione del pavimento pelvico(Chinesiterapia,Biofeedback,Elettrostimolazione).
Ne parli con il suo proctologo.
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com