Utente 354XXX
Ho subito la prima operazione di ragade anale nel 2010.
Successivamente, avvertite delle perdite mucose dall'ano, eseguite una videoproctoscopia ed una ecografia rettale, dove mi era stato diagnosticato un ascesso/fistola perianale, ho subito una seconda operazione.
Dopo l'intervento le perdite non son mai cessate e facendo un ulteriore visita specialistica, mi ordinano delle supposte che probabilmente hanno ostruito l'orifizio interno, provocandomi un rigonfiamento del gluteo dx per poi sfociare tramite un orifizio esterno che tutt'ora esiste e drena il pus.
A fine del 2014 svolgo un altra visita specialistica, dove successivamente subisco tre interventi (gennaio 2015, gennaio 2016 e luglio 2016) mediante tecnica VAAFT.
Qualche settimana fa, avendo ancora delle eccessive perdite, svolgo una risonanza dalla quale si evince che esiste tutt'ora un tramite fistoloso di circa 6cm con alla fonte una cavità di 1,5x2,5cm.
Dopo la risonanza, l'orizio esterno si è chiuso per poi sfociare nelle immediate vicinanze di quello precedente.
Mi consigliate il dafarsi perchè sono davvero nei casini. Grazie

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Bisogna reintervenire chirurgicamente, ma non prima di aver atteso e favorito il drenaggio della cavità ascessuale(1,5x2,5cm.)
La fistola potrà essere trattata con una nuova VAAFT ma, a questo punto, solo se presenta caratteristiche di fistola complessa.
Se lo desidera ci tenga informati.
Cordiali saluti
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com