Utente 570XXX
Dottori buonasera, ho 42 anni in buona salute. Nel 2016 ho subito un intervento per la rimozione di un ascesso perianale esteso non comunicante con intestino, con metodo operatorio tradizionale: asportazione chirurgica dell’ascesso e conseguente lenta ricostruzione del tessuto. Ad oggi mi è stata diagnosticata una recidiva così descritta: in sede posteriore superficiale, in continuità con la ferita in guarigione per seconda intenzione si sviluppa piccolo tramite di circa 1cm, che si arresta in cavità ascessuale e che interessa le fibre dello sfintere esterno, senza fistole transfinteriche.
Come mi consigliate di procedere? Pensate che la vaaft sia praticabile? Vorrei evitare il lungo processo di guarigione che ho vissuto dopo la prima operazione. Un ringraziamento in anticipo. Cordiali saluti

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Quello che ha riportato è il frutto della sola visita o è il risultato di una fistolografia ,ecografia ecoendoanale, RM perianale?
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#2] dopo  
Utente 570XXX

Dott.Doriano buonasera,
È frutto di una ecografia transrettale.
Grazie

[#3]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Bene! Dalla descrizione il tragitto sembra troppo breve per permettere al fistuloscopio di percorrerlo per eseguire una VAAFT.
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[#4] dopo  
Utente 570XXX

Questo significa intervento tradizionale invasivo e lunghi tempi di guarigione?
Grazie

[#5]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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No!
Intervento dove non è indicata una VAAFT ma dove, dopo il probabile posizionamento di un setone drenante, il tutto potrebbe risolversi con una semplice fistulotomia.
Eseguo, quando è indicata , la VAAFT e ne sono un sostenitore ma nel suo caso non vedo l' indicazione.
Prego.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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