Utente 435XXX
Salve, vi scrivo per spiegarvi il mio calvario dovuto a delle ragadi anali che mi sono state diagnosticate circa 3 settimane fa...
Il problema risale a 4-5 mesi fa quando notavo spesso la presenza di questo nodulo all’esterno dell’ano e, data la mia familiarità con le emorroidi, ho subito pensato fossero emorroidi e quindi ho provato varie cure (Daflon, Venolen plus e varie creme) ma il problema è andato man mano peggiorando così dopo varie defecazioni molto dolorose, sanguinamento parecchio esagerato nella tazza e dolore esagerato subito dopo la defecazione decido di fare una visita proctologica.

Il proctologo mi diagnostica delle ragadi anali da trattare con antrolin e fitostimoline proctogel e con il bere almeno 2 litri d’acqua al giorno ed è da quel giorno che è iniziato il mio calvario: da allora non riesco più a sedermi, ho difficoltà a camminare, ho un dolore sordo persistente nella zona anale, non riesco a stendermi sul letto e ho difficoltà a dormire, febbre che va e viene (arrivata delle volte a 39) e perdite di pus (credo) dai noduli situati vicino l’ano (ne ho due).
Parlando di nuovo con il mio medico di base e successivamente con il proctologo ho seguito terapia antibiotica (clavulin prima e rocefin fiale per 5 giorni dopo).
La febbre sembrava passata, ma appena smesso con la terapia antibiotica è tornata, con dolore ancora più forte e quindi mi decido ad andare al PS dove il chirurgo mi diagnostica un ascesso perianale che però non può essere inciso in quanto non ancora maturo e quindi di gestirlo per il momento con antibiotici e fare in seguito un ecografia.
Il problema è che sono disperato al momento è non so più cosa fare per il dolore, pensate che l’ascesso possa riassorbirsi con gli antibiotici oppure dovrei fare l’ ecografia il prima possibile?
Poi avevo programmato con il mio proctologo l’intervento di sfinterotomia per le ragadi tra due settimane e adesso non so cosa fare... Grazie in anticipo per le eventuali risposte

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Prima di qualunque intervento bisognerà attendere l' evoluzione dell' ascesso.
Questo potrà rientrare con la terapia antibiotica o aprirsi spontaneamente.
In entrambe i casi non bisogna eseguire nessun intervento sull'ano che non tenga conto delle cause che hanno determinato l'insorgenza di questo processo ascessuale.
Prego
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#2] dopo  
Utente 435XXX

Salve, sono qui per aggiornarvi della situazione.. dopo aver parlato con il mio proctologo, il giorno 3 dicembre mi è stato effettuato l’intervento dove mi è stato riscontrato un ascesso ischio-rettale che è stato inciso e adesso ho ancora un tubicino per il drenaggio, mentre per le ragadi il dottore è riuscito a svolgere una divulsione anale in quanto non riteneva necessaria la sfinterotomia, adesso il problema è che dopo il primo giorno in cui ero sotto antidolorifici ora ho dolori lancinanti nella zona del drenaggio e dello zaffo (torno ogni giorno in ospedale per la medicazione) e non riesco a stendermi e a dormire la notte e soprattutto sono 3 giorni che non vado a bagno e il punto è che per questo dolore (che è una sorta di bruciore/sensazione di tirare) non riesco neanche a sedermi sul water, cosa ne pensate? quando pensate che il drenaggio possa essere rimosso e che il dolore possa passare?

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Dipende dalle condizioni locali, per poter rispondere alla sua domanda dovrei essere a conoscenza delle dimensioni della cavità ascessuale.
Sarà rimosso quando saranno certi della completa detersione della cavità drenata.
Prego.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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