Utente 341XXX
Buongiorno, da circa due anni soffro di un fortissimo prurito che, inizialmente, era circoscritto alla zona anale. Questo prurito è così forte da aver portato a un'ulcerazione cutanea. Di recente, prurito e lacerazioni erano andate estendendosi all'area interglutea destra e, in modo più lieve, perineale, allorché ho deciso di rivolgermi a una dermatologa. Dopo un'ispezione visiva, la dottoressa ha ipotizzato possa trattarsi di candida albicans, prescrivendomi Sofargen crema per curare l'ulcerazione e Suadian crema per la micosi, entrambe da applicare due volte al giorno per 8-10 giorni.

Dopo aver seguito scrupolosamente le indicazioni della dermatologa, ho constatato un'iniziale miglioramento per quanto riguarda le lesioni, ma l'ottimismo è durato ben poco. Pur continuando la terapia ben oltre i 10 giorni (ora, superate le 3 settimane, ho ridotto a un'applicazione giornaliera), il prurito si è ripresentato con la stessa intensità di prima, la pelle è depigmentata e ispessita soprattutto nella zona perineale, e tutto il quadro sintomatico ha cominciato a estendersi al basso scroto e al gluteo sinistro.

Chiedo ai gentili dottori del sito se possano rispondere ad alcune mie perplessità:

- è corretto prescrivere una terapia, senza aver approfondito la diagnosi con esami più approfonditi? In passato ho sofferto di vitiligine all'asta del pene, curata e guarita quasi completamente con unguento Protopic. La mia compagna soffre di candida vaginale da circa 3 anni, mai curata. Utilizziamo sempre il preservativo durante la penetrazione, ma nessuna precauzione durante il sesso orale. Alla luce di questi aspetti, non sarebbe stato più appropriato eseguire ulteriori analisi strumentali ai fini diagnostici?

- nel caso si trattasse effettivamente di candida albicans, è possibile che questa sia circoscritta alla zona cutanea, o si tratta piuttosto di un'infezione sistemica? La dermatologa non avrebbe dovuto affiancare alla terapia farmacologica, anche delle indicazioni alimentari?

- quali esami sarebbe opportuno effettuassi, al fine di chiarire meglio la mia situazione?

Ringrazio anticipatamente per le eventuali risposte.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentilissimo

non credo che esami a caso potrebbero aiutarla:molto meglio effettuare una visita venereologica, che le chiarirà ogni cosa con celerità ed eventualmente disporrà di ulteriori approfondimenti

cari saluti
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#2] dopo  
Utente 341XXX

La ringrazio dott. Laino, sicuramente provvederò a richiedere l'impegnativa per una visita venereologica.

Quello che tuttora mi perplime, e le domando, è: se si trattasse di candida, sarebbe corretto curarla solo a livello topico?

Grazie ancora.

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Dipende dalla forma di candidosi e dal tipo di recidive: spesso è necessaria anche una terapia per bocca ma faccia decidere tutto dal suo specialista di riferimento.
Cari saluti.
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#4] dopo  
Utente 341XXX

Buongiorno, il medico di base ha confermato la diagnosi fatta dalla dermatologa a Novembre, consigliando di rimandare l'eventuale biopsia ed esame microbiologico nel caso il problema persistesse anche dopo un nuovo tentativo terapeutico più incisivo. Poiché la terapia proposta in sede di visita specialistica non ha dato i risultati auspicati, il medico ha proposto di associare a una crema topica più "forte" (daktarin) anche un antimicotico sistemico.

Considerato il mio quadro clinico, il Diflucan sospensione orale potrebbe rappresentare un'alternativa valida alle capsule rigide contenenti Itraconazolo? Saprebbe consigliarmi, in alternativa, un altro antimicotico sistemico che non sia in forma di capsula rigida?

Grazie.

[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Comprenderà che non possiamo farlo (e ci mancherebbe) da una sede telematica senza una visita..!

cari saluti ancora
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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