Utente 879XXX
Buonasera,
27 anni, affetta da dermatite atopica già da bambina, con un periodo di stasi della malattia durato qualche anno nell'adolescenza.
Negli ultimi tre anni circa ho avuto un grave peggioramento della malattia, come si sa non si riesce a capirne esattamente le cause (è coinciso con una anestesia locale ma non c'è niente di scientifico in questo...); da circa due mesi per fortuna ho avuto un improvviso miglioramento, imputabile secondo me ad un cambiamento nell'alimentazione e all'aver fatto nel marzo scorso un ciclo di cure alle terme di Comano.
Ora, visto che la situazione è molto migliorata ma so che potrebbe peggiorare nel giro di pochissimo (comincio di nuovo a grattare), vorrei avere delle dritte su come comportarmi, se ci sono novità in campo medico sulla prevenzione delle ricadute, a parte le consuete raccomandazioni circa l'evitare il contatto con indumenti e ambienti polverosi...
Grazie, saluti.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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gentile utente,

da tale sito, pur comprendendo la sincerità del suo messaggio, non forniamo "dritte" ma solo il consiglio di determinarsi con lo specialista dermatologo per definire il suo stato attuale e delineare - solo in base a quello - le terapie da affrontare.

la dermatite atopica specie quella dell'adulto, patologia che trattiamo e studiamo da anni, non può essere relegata a semplici regole comportamentali ma deve essere inquadrata caso per caso: terapie nuove ce ne sono ma debbono essere validate solo nella sede diretta ed in base al quadro.

cari saluti
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
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[#2] dopo  
Utente 879XXX

Capisco le Sue motivazioni e la ringrazio comunque per la risposta.
Sono anni che convivo con questo problema, e i tentativi sono stati molti, con diversi medici. Forse questa non è la sede adatta per parlare di questo, ma vorrei far presente che quasi sempre le visite si concludono con la semplice prescrizione di un farmaco (ultimamente il Protopic è adorato) senza valutare esattamente la storia e l'evoluzione della malattia nello specifico caso, e qualche consiglio generico sull'evitare certi alimenti (solitamente quelli che aumentano l'istamina).
Quindi, se sul "deve essere inquadrata caso per caso" sono assolutamente d'accordo, questo sul lato pratico non viene effettuato (almeno per la mia personale esperienza). Sa, alcuni anni fa mi son sentita rispondere "Ma non lo sa che è dermatite atopica? Allora sa anche che comunque deve tenersela per tutta la vita"..detto con assoluta sufficienza.
Scusi lo sfogo, a cui so che non può replicare.
Saluti

[#3] dopo  
Dr. Davide Brunelli

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Gentile utente,
il suo stato d'animo e' comune a tutti i pazienti affetti da patologie croniche, quali la psoriasi o la dermatite atopica. Forse un po' di colpa l'abbiamo anche noi poiche' spesso non riusciamo ad esprimere il concetto di "gestione" della dermatosi in luogo di "cura" della stessa. La dermatite atopica va infatti gestita trattandosi di una patologia sostanzialmente su base genetica (la maggior sottigliezza dell'epidermide e la carenza di fattori antimicrobici cutanei ne sono le cause principali). Le allergie, le infezioni e quant'altro, vanno interpretate come complicanze della stessa e non come causa. Pertanto non e' che eliminando un alimento lei possa ottenere un miglioramento duraturo, poichè altri eventi stressogeni potranno essere in grado di peggiorare la situazione cutanea.
Le consiglio di non "girare" tanti specialisti: ne identifichi uno di sua fiducia con il quale condividere il management di questa complessa patologia cutanea.
Cordialissimi saluti
Dott. Davide Brunelli
Dirigente Medico Unità Operativa Dermatologia
Ospedale M.Bufalini - Cesena

[#4] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente,

seguo pazienti affetti da dermatite atopica dell'adulto - come lei, da anni, posso dire che ormai molti di loro sono degli amici..

so bene quindi tutto quello che comporta essere affetto da dermatite atopica nella fase adulta.

Studio questa patologia posso dire - da sempre: per tale motivo il mio suggerimento, è teso alla ricerca della comprensione di questo dato:

un paziente affetto da dermatite atopica dell'adulto non può essere abbandonato ad una ricetta con alcune prescrizioni, ma deve seguire :

1. un percorso diagnostico corretto e completo (escludere ogni causa allergopatica ad esempio ma non solo)

2. effettuare una completa diagnosi degli indici della qualità della vita

3. impostare la terapia idonea che non è mai definitiva

4. aggiungere regole comportamentali

5. mantenere un costante contatto con il proprio medico.

questo a mio avviso sono le strade più giuste da percorrere con il proprio dermatologo di fiducia.

carissimi saluti
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
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