Utente 211XXX
Salve, mia madre di 55 anni circa un'anno fa era stata sottoposta a chemiotrerapia per un linfoma non hodgkin a grandi cellule b stadio IV diagnosticatole dopo biopsia effettuata ad un linfonodo del collo. Dopo i 6 cicli la malattia era scomparsa ( o almeno sembrava) e mia madre aveva ripreso la sua vita di sempre in ottima salute, ma dopo un'anno circa le si ripresentano dei linfonodi inguinali.Inizialmente viene sottoposta a TAC e successivamemte a PET e infine le viene consigliato di togliere un linfonodo per effettuare biopsia che purtroppo ci riporta al linfoma di non hodgkin II stadio ,biopsia midollo negativa.Mia madre e anche tutti non non ci aspettavamo tale esito visto la sua buona salute e anche , perche' avevamo notato una regressione dei linfonodi tra la TAC e la PET. Inizia cosi tra lo sconforto e l'incredulita' di noi tutti la chemioterapia ma ci viene anche detto che visto che si tratta di recidiva deve effettuare autotrapianto del midollo al termine dei 4 cicli. Ad oggi mia madre che ha ben reagito a questo primo ciclo si rifiuta di eseguire autotrapianto e vuole solo terminare chemioterapia. A tal proposito le faccio le seguenti domande:
E' possibile che ci sia stato un'errore nell'istologico visto che si e' notata una riduzione dei linfonodi spontanea e visto le sue buone condizioni fisiche?
Se mia madre si rifiuta di eseguire l'autotrapianto ha comunque possibilita' di guarire definitivamente dalla sua malattia?
Scusandomi per essermi dilungata attendo con ansia una Vs. risposta.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Ritengo che i coleghi che hanno in cura la mamma stiano operando in modo corretto e vi invito ad avere fiducia in loro ; errore istologico non penso proprio e l'autotrapianto, vista l'età della mamma è una delle opzioni terapeutiche; quindi vi invito a seguire i consigli dei medici
Un saluto

A. Baraldi

[#2] dopo  
Utente 211XXX

Grazie Dottore per la Sua risposta.
In questi giorni mia mamma ha avuto la possibilita' di parlare con alcuni medici ed e' venuta a conoscenza dei rischi che comportano l'autotrapianto prendendo la decisione di rifiutare questa procedura e continuare solo con la chemioterapia. Il medico che la segue le ha detto che le probabilita' di recidiva aumentano se non si sottopone al trapianto ma che comunque verra' da loro sempre seguita ed aiutata in altro modo. Lei in questo momento si rifiuta ma ha deciso comunque di effettuare raccolta cellule per avere eventualmente ,se dovesse (speriamo mai piu'!) ricadere nella malattia la possibilita'di riprendere in considerazione l'autotrapianto. Adesso io Le chiedo:
1. Visto che anche l'autotrapianto non da' la certezza che la malattia non ritorni ma aumenta solo la probabilita' , la scelta di mia madre puo' essere corretta oppure devo cercare di dissuaderla ?
2. Nella risposta che mi ha dato parla di opzione terapeutica; quali potrebbero essere le altre opzioni?
Dottore mi consigli non so cosa fare. Grazie .

[#3] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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1) Rischi ce ne possono essere con tutte le terapie; il trapianto è sicuramente una possibiltà in più ma è evidente che la decisione finale se accettarlo o no attiene soltanto a sua mamma.

2) Quando parlo di opzioni terapeutiche intendo tutte le possibilità di cura che si hanno a disposizione ivi compreso il trapianto
Un saluto

A. Baraldi