Utente 429XXX
Gentili Dottori,
mia madre ha 67 anni e da circa 2 anni soffre di piastrinopenia. Il problema si è manifestato la prima volta nel giugno del 2011 dopo un ricovero per schock settico, causato dall’ennesimo caso di colangite.
Le colangiti hanno iniziato a manifestarsi in seguito ad un intervento di duodeno-cefalo-pancreasectomia (maggio 2007) per adenocarcinoma del piccolo intestino, infiltratosi nel tessuto pancreatico sottostante. Dopo l’intervento mia madre si è sottoposta ad un ciclo di chemio ( Xeloda +Oxaliplatino) non completato per gravi danni alla mucosa, con successivo ricovero (tossicità alle fluoro pirimidine in fase di accertamento). Successivamente sono iniziate le colangiti.
Dopo le sue dimissioni sono stati fatti una serie di accertamenti che non hanno portato a capire la causa del problema. La conclusione è stata quella di tenere il paziente sotto controllo con analisi del sangue periodiche, considerato il fatto che anche con un livello basso di piastrine sarebbe stato possibile condurre comunque una vita normale.
A gennaio del 2014, mia mamma è stata ricoverata per accertamenti in seguito ad alcune analisi del sangue che hanno riscontrato una grave piastrinopenia (30000PLT)
Durante questo ricovero le è stata diagnosticata una ripresa della malattia primaria (è stata riscontrata una lesione nel colon trasversale) che impone il ricorso ad una terapia chemioterapica; sono stati fatti nuovi accertamenti, tra i quali un agoaspirato del midollo, analisi inerenti la coagulazione, EBV DNA e CMV DNA ( in attesa dei risultati); in particolare l’esame morfologico midollare indirizza verso una piastrinopenia di origine periferica.
Una dottoressa di oncologia con la quale mi sono consultata ha avanzato l’ipotesi che la piastronopenia potesse essere una conseguenza del danno epatico indotto dalle colangiti recidivanti. Da considerare anche che mia madre assume da anni antinfiammatori per curare problemi relativi al nervo sciatico…
La situazione è abbastanza difficile perché con un valore così basso delle piastrine mia mamma non può iniziare la terapia chemioterapica (valore delle piastrine relative all’ultimo prelievo 54000PLT)
Al momento mia mamma sta assumendo 2 pasticche di cortisone 25mg al giorno come terapia per far risalire le piastrine, con controllo tra 10gg.
Volevo gentilmente chiederVi quali ulteriori esami strumentali potrebbero essere utili per capire le origini di questa piastrinopenia e quali potrebbero essere le vie da seguire per poter affrontare la terapia chemioterapica.
Vi ringrazio per la Vostra attenzione

[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Così a distanza si può soltanto dire che ci potrebbe essere, come detto dalla dottoressa, una relazione tra il danno epatico e la riduzione delle piastrine ; va fatta una valutazione da parte del reparto ematologico con ricerche di altri esami riguardanti le piastrine , per esempio anticorpi anti piastrine e fatta anche una valutazione delle stato della milza
Un saluto

A. Baraldi

[#2] dopo  
Utente 429XXX

Buongiorno Dottore,
La ringrazio per la sua risposta. In realtà mia mamma ha fatto già sia gli anticorpi antipiastrine che verificato lo stato sia di fegato che milza con un ecografia. Proprio oggi ha rifatto il controllo delle piastrine dopo 10 giorni di trattamento con 2 compresse di Deltacortene 25mg al giorno, e, purtroppo, sono sempre 56000PLT.
I medici non si sanno spiegare il motivo visto che le piastrine vengono prodotte regolarmente. Siamo molto preoccupati e non sappiamo cosa fare.
Grazie ancora
Saluti

[#3] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Il valore di piastrine non è preoccupante; forse sarebbe opportuno anche valutare la produzione midollare della componente piastrinica con un esame che si chiama " piastrine reticolate". Dopo episodi settici possono essere presenti queste situazioni che necessitano di controllo periodico ed eventuale terapia cortisonica come quella già fatta
Un saluto

A. Baraldi

[#4] dopo  
Utente 429XXX

Buongiorno Dottore,
prima della Sua risposta mia madre si è sottoposta per 2 giorni alla somministrazione di immunoglobuline; in seguito a questo trattamento le piastrine sono risalite tantissimo, fino a raggiungere il valore di 360000PLT. Nel frattempo, ha iniziato il trattamento chemioterapico (gemcitabina e oxaliplatino, al 50%). Oggi, a distanza di circa un mese dalla somministrazione di immunoglobuline, le piastrine sono di nuovo 54000PLT.
E' possibile ripetere la somministrazione di immunoglobuline?
Può essere utile fare l'esame di cui mi ha parlato, "piastrine reticolate"?
Grazie
Saluti