Utente 234XXX
buonasera,
sono una ragazza di 19 anni, nel 2010 sono stata operata per un carcinoma tiroideo papillare che aveva dato metastasi ai linfonodi, stadiazione: pT3,N1b,Mx
dopo 6 mesi faccio la prima radio metabolica e dalla scintigrafia si rileva persistenza di malattia a livello dei linfonodi..
quest'anno a novembre ho fatto la seconda radioiodo e dalla scintigrafia si è visto un leggero miglioramento per quanto riguarda i linfonodi, micrometastasi diffuse in entrambi i polmoni e in più una riduzione della captazione del radiofarmaco(prima lo captavo bene! c'era anche scritto "cellule siderate" o una cosa del genere).
volevo fare alcune domande:
- è possibile in futuro che questo tumore non sia più in grado di captare lo radio iodio? in questi casi cosa si fa?
- è normale che nonostante abbia metastasi polmonari io non debba fare nessuna chemio o radio?
- qual è la percentuale di guarigione?
aspetto risposte sincere dato che i miei medici non si esprimono molto, la ringrazio in anticipo..
cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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se non capta più vuol dire che si è spento; solitamente questo genere di neoplasia è molto sensibile ai trattamenti radiometabolici pertanto prioritari rispetto a chemio.
La percentuale di guarigione (o di controllo di malattia) è alta.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
(email: dangelo@oncologiataormina.it)

[#2] dopo  
Utente 234XXX

la ringrazio dottore ma vorrei le idee più chiare, io sull'argomento mi sono informata molto.. so che esiste l'effetto stunning e quando queste cellule captano di meno lo iodio (o non lo captano più) è un problema perchè la radioiodio non è più così efficace.. quindi com'è che la percentuale di guarigione resta comunque così alta?
il medico che mi segue mi farà fare la tac e mi ha solo detto che se queste metastasi non si vedono vuol dire che sono davvero molto piccole e c'è più possibilità di guarigione, altrimenti non c'è da stare così tranquilli..

[#3] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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solitamente hanno un decorso molto lento e rispondono bene ai trattamenti; lo scopo sarebbe cronicizzare la patologia
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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