Utente 305XXX
Buongiorno, vi scrivo dopo aver consultato diversi medici e un paio di endocrinologi per un problema che ho avuto alla tiroide recentemente e che è stato diagnosticato inizialmente come tiroidite subacuta o di De Quervain e recentemente come tiroidite di Hashimoto. Sono stata molto male per un paio di settimane circa (nella prima metà del mese) a causa della tiroidite (che non mi è stata diagnosticata subito) e a quanto pare adesso mi trovo nella fase iniziale dell'ipertiroidismo a seguito della fase acuta.
Volevo chiedere se posso intervenire senza perdere altro tempo per arrestare gli eventuali ulteriori danni alla mia ghiandola nel caso in cui si tratti di tiroidite di Hashimoto, quindi autoimmune, oppure come posso risalire alle cause dell'infiammazione qualora si tratti di una tiroidite di De Quervain, probabilmente di tipo virale. Nessun medico mi ha prescritto analisi del sangue per gli anticorpi di qualche virus per l'eventuale eliminazione degli agenti patogeni.
Riporto in seguito i risultati delle
analisi con prelievo eseguito in data: 13 maggio:
-linfociti 18,4 L/ TSH 0,00 (non rilevabile) L/ FT3 11,5 H / FT4 3,74 H/ AB TPO 68; (HTG e AB HTG invece sono nella norma).
Ho controllato i valori degli stessi esami eseguiti negli anni precedenti (l'ultimo era del 2009) e non ho trovato nessun risultato alterato (compreso il valore AB TPO). Dall'ecografia della tiroide e del collo eseguita il 14 maggio è emerso un reperto ecostrutturale compatibile per una tiroidite sub acuta di De Quervain, con tiroide di dimensioni ai limiti superiori della norma senza alterazioni dello spessore capsulare, ecostruttura tiroidea caratterizzata da aree di disomogenea ipoecogenicità senza definite alterazioni nodulari, trachea in asse e assenza di significative nodulazioni linfonodali in latero cervicale e sopraioidea. Ho eseguito l'ecografia poco dopo la fase acuta.
Ho finito finito di assumere il Bentelan un paio di giorni fa (5 giorni: 3 con una cps 1 volta al dì e 2 con 1/2 cps una volta al dì) che ha abbattuto notevolmente i sintomi; adesso secondo l'endocrinologo dovrei vedere a distanza di qualche giorno come reagisce il mio corpo e ripetere gli esami del sangue tra 10 giorni. Una prima assunzione di Bentelan per due giorni (intorno al 12 maggio) mi ha permesso di stare subito meglio e tornare in piedi.
La tiroidite è stata anticipata da un mal di gola con infiammazione delle prime vie respiratorie, poi si è presentata la febbre per ca. 5 gg (dal 6 all'11 maggio ca.) con picco a 38,7 l'8 maggio; contemporaneam. ho avuto: tachicardia, sudorazioni (specialmente al mattino), blocco del ciclo mestruale al secondo giorno, forti dolori alle orecchie e al collo, disordini intestinali, dimagrimento,difficoltà nella deglutizione con aumento del dolore nella zona della tiroide, dolore ai denti, un mal di testa costante di tipo compressivo oltre ad un percepibile ma relativo aumento del profilo del collo alla sua base.
Posso ancora intervenirire? Grazie

[#1] dopo  
Dr. Sergio Di Martino

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In linea generale, senza entrare nel caso specifico, mancando il riscontro clinico diretto, nella tiroidite subacuta, quando indicata e laddove e' possibile, la terapia cortisonica andrebbe effettuata a dosi congrue e per un periodo di tempo non troppo breve, al fine di evitare possibili recidive.
Importante oltre al dato clinico, soprattutto il dolore, anche quello dei parametri ecografici e soprattutto di laboratorio, in particolare la Ves, la PCR e il QPE.
Dr. Sergio Di Martino
Specialista in Endocrinologia
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[#2] dopo  
Utente 305XXX

Buongiorno dottore, la ringrazio innanzitutto per aver risposto alla mia domanda..
Da quando ho finito di assumere le compresse effervescenti di Bentelan 1 mg (tre i primi tre giorni e metà nei due giorni successivi, accompagnate dal malox per la protezione gastrica), in effetti i sintomi sono tornati gradualmente: dolore costante (anche se decisamente più lieve) alla base del collo nella zona della tiroide, più intenso alla palpazione, dolore all'orecchio destro, mal di testa di tipo compressivo, mal di denti (?) sempre sul lato destro della testa, forte stanchezza e pochi decimi di febbre: 37,2, oltre ad un lieve ingrossamento alla base del collo.
Posso chiederle cosa intende per periodo non troppo breve? Sicuramente la prima assunzione di soli due giorni non è stata sufficiente perchè poi sono stata ancora male e ho dovuto assumere il medicinale per un periodo più lungo ricominciando dall'inizio. In genere per quanto tempo si prende il cortisone in questi casi? Forse neanche cinque giorni sono abbastanza? Durante la cura i dolori erano spariti, avvertivo soltanto qualche sporadica fitta ad un orecchio, alla gola, etc...
Mi consiglia di eseguire quanto prima un nuovo prelievo del sangue per il controllo dei valori ematici sopraindicati? Crede che sia importante verificare anche altri valori? Nel frattempo cosa potrei fare?
Mi perdoni le innumerevoli domande ma mi sono sentita dire troppo spesso che devo aspettare mentre vorrei cercare di fare il più possibile adesso che la mia tiroide è in sofferenza piuttosto che assumere in futuro un medicinale ogni giorno per il resto della mia vita (eutirox) per eventuali danni permanenti alle cellule ghiandolari... So anche che la malattia potrebbe cronicizzarsi, me lo conferma? Una terapia non adeguata potrebbe espormi a questo rischio? Mi sposerò prossimamente e vorrei fare un figlio, potrei andare incontro ad aborti plurimi per danni alla tiroide o conseguente ipotiroidismo? Se si come posso evitare che ciò accada?
Per quanto riguarda l'ecografia mercoledì eseguirò un ecocolordoppler tiroideo che dovrebbe darmi delle risposte più precise.
La ringrazio ancora e le auguro una buona domenica.
Cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Sergio Di Martino

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Dalla mia risposta e' evidente che sono per una terapia cortisonica per un periodo piu' lungo.
Le segnalo questo Minforma presente nel sito, dove sono riassunti gli aspetti piu' importanti riguardanti tale problematica e che spero possa soddisfare le Sue giuste domande:
https://www.medicitalia.it/minforma/endocrinologia/312-tiroidite-subacuta.html
Dr. Sergio Di Martino
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[#4] dopo  
Utente 305XXX

La ringrazio, volevo essere certa di aver compreso bene in merito al secondo trattamento. Leggo che durante la fase di tireotossicosi si consiglia l'assunzione di un betabloccante.. serve a proteggere il cuore? Nessuno me lo ha prescritto anche se uno dei miei genitori ha problemi cardiaci.
Non posso decidere autonomamente riguardo l'assunzione dei farmaci e ovviamente mi rendo conto che neanche lei può darmi una terapia on-line, nè può sbilanciarsi su diagnosi e cure... L'unica cosa che posso fare è cercare di informarmi e chiedere altri pareri come sto facendo perchè mi sento in un certo senso un po' una cavia ...(perdoni lo sfogo).
Cordiali saluti.

[#5] dopo  
Dr. Sergio Di Martino

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Il betabloccante potrebbe essere indicato in caso di tachicardia, qualora la tireotossicosi, secondaria alla distruzione delle cellule tiroidee, per il processo infiammatorio, ne fosse la causa.
Dr. Sergio Di Martino
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