Terapia con doppio antiaggregante e gastrite atrofica

Buongiorno, scrivo per conto di mia madre, 78 anni, con gastrite atrofica con metaplasia di grado lieve.
Fino ad oggi si è tenuta sotto controllo e cercato di allievare la sintomatologia con vari calmanti, nonstante l'uso della sola cardioaspirina, ma a causa di un intervento per lo stenting coronarico (n.
3 con stenosi del 80%) ha cominciato da 1 settimana la cura post-intervento con doppio antiaggregante (cardioaspirina + plavix) oltre al congescor e torvast e zantipress 30mg per la pressione.

Alle dimissioni era stato prescritto anche il pantorc 20mg, ma che non è stato preso in quanto una precedente visita gastroenterologica aveva escluso l'uso degli IPP per non peggiorare la gastrite atrofica (visita risalente a prima del problema coronarico).

Oggi mia madre ha notevoli dolori di stomaco, dovuti probabilmente alla terapia.

Il gastroenterologo di riferimento ha detto che la soluzione al problema è complessa in quanto la terapia degli IPP necessaria per il post intervento di stenting non si coniuga bene coniuga bene con il problema della gastrite atrofica.

Bisogna trovare un compromesso.

La mia domanda è:
1) la cura con plavix è a vita, oppure per un periodo limitato ad alcuni mesi dopo l'intervento?

2) come si potrebbe trovare un compromesso tra le due situazioni?
Prendere gli IPP a giorni alterni a dosaggi alti, oppure tutti i giorni a dosaggi bassi?

3) Ci sono degli IPP più indicati in questa particolare situazione?


Da premettere che la settimana prossima andremo al controllo dal cardiologo e chiederemo di ottimizzare la terapia (se possibile), e programmeremo una visita dal gastroenterolgo con lo stesso scopo, ma nel frattempo cosa si può fare per allievare il mal di stomaco?

Grazie.
[#1]
Prof. Alberto Tittobello Gastroenterologo 4,2k 208
Sì, la terapia antiaggregante è a vita, data la presenza degli stent. La soluzione non è complessa : la comparsa dei dolori consiglia di associare la terapia con IPP. Non sono controindicati in caso di gastrite atrofica e poi bisogna vedere l' entità della gastrite , in base all ' esame istologico ( me lo mandi ). Non è il caso di fare pubblicità ai farmaci, su questo sito : personalmente, tra gli IPP ho preferenze per il rabeprazolo.

Prof. alberto tittobello

[#2]
dopo
Utente
Utente
Grazie la risposta. Purtroppo non ho sottomano i risultati della gastroscopia, ma ricordo bene che era affetta anche da acloridria (mancanza di produzione di acido gastrico) e quindi per questo motivo le fu consigliato di non usare gli antiacidi perchè avrebbero peggiorato la situazione, e di seguire una dieta con pasti poco abbondanti e più frequenti. Bisognava trovare un giusto equilibrio della situazione generale. Dopo l'intervento però non si riesce più a trovare questo equilibrio. Usa il pantoprazolo 20mg oppure il rebeprazolo preso il mattino. Utilizza anche un noto sciroppo a base di carbonato di calcio che sembra allievare la situazione, ma alterna giorni in cui non ha nessun dolore a giorni in cui già dal mattino avverte bruciori. Non riusciamo a capire perchè il dolore sia altalenante.
Può dipendere anche da qualcosa che mangia e che scatena poi il bruciore?
Ci sono dei cibi da evitare assolutamente in questa situazione?
A questo punto, considerato la presenza di gastrite atrofica con metaplasia e l'utilizzo degli IPP, i controlli con gastroscopia devo essere fatti ogni anno? Come si può monitorare lo stato della gastrite?
Grazie.
[#3]
Prof. Alberto Tittobello Gastroenterologo 4,2k 208
Sì, i controlli è meglio eseguirli ogni anno. Se lo " sciroppo " che cita è quello a base di alginato e bicarbonato, le dica di proseguire alla dose più efficace. Non è un vero farmaco.

Prof. alberto tittobello

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