Utente
salve, sono una ragazza di 24 anni ed ho un problema che mi affligge da ormai quasi 2 anni: la sindrome del colon irritabile o colite o sindrome dell'intestino irritabile.....nel corso di questi 2 anni ho fatto il giro di molti medici e le più svariate analisi: sangue, feci ecografie, breah test: tutto negativo. Sono finita 3 volte al pronto soccorso per le forti coliche e mi è stata sempre diagnosticata una brutta corda colica a sinistra. Il bello è stato che quando ho chiesto cosa prendere o cosa fare la risposta è stata sempre la stessa:- signorina, deve solo stare calma.....ci sono malattie più gravi.....i sintomi ve li create da soli....eccetera. CALMA!!!!!????? Ma è possibile che dobbiamo sempre essere liquidati in questo modo?Il risultato è che ora anche i miei familiari non mi credono quasi più (si sono convinti che è un fatto mentale), la qualità della mia vita si è notevolmente abbassata....e intanto i sintomi della colite rimangono sempre con me......Ho sempre mal di pancia, gonfiore, bruciore e dolore a sinistra che si accentuano al tatto, per non parlare delle purtoppo frequenti corse in bagno....Mi space se forse sono stata un po' troppo dura ma spero che qualcuno di voi possa prendermi seriamente in considerazione e suggerirmi una cura....al momento, oltre a stare attenta all'alimentazione, mi "curo" con 2 compresse di Spasmex per il dolore quasi tutti i giorni e DIssenten per la diarrea ( i fermenti lattici enterogermina e il normix non mi hanno fatto molto effetto).
Un grazie sincero a chiunque di voi voglia aiutarmi.

[#1]  
Dr. Attilio Nicastro

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Cara Utente,
certamente la sindrome del colon irritabile risente da condizioni ansiose e stressanti (il colon qualcuno ha scritto che è il nostro secondo cervello ed ha ragione). Ma anche sicuramente tale condizione può e deve essere curata. Una dieta appropriata e la somministrazione giudiziosa di sostante fitoterapiche e fermenti lattici aiutano ad una graduale recupero dell'equilibrio intestinale. Si sottoponga ad una visita colonproctologica per verificare l'esattezza della diagnosi (i sintomi da lei rilevati possono appartenere ad altri tipi di colite e quindi è necessaria una diagnosi differenziale) e riceverà le giuste indicazioni terapeutiche. L'uso degli spasmolitici può essere giusto nell'immediato ma non in una terapia di breve medio termine.
Auguri
Dott. Attilio Nicastro
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[#2]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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In ogni Paziente affetta da sindrome del colon irritabile (IBS) è importante conoscere in relazione alla nuova classificazione detta Roma III a quale gruppo predominante(in base alla sintomatologia)appartiene,IBS con stipsi,IBS con diarrea ,IBS misto,IBS non classificabile, per poter iniziare un percorso terapeutico.Tutto questo per farle capire come sia necessario dedicare un momento in più a tale problema,non risolvibile in questa sede.Saluti Dott.Giuseppe D'Oriano
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#3]  
Dr. Giovanni Piazza

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Gentile Utente,
non posso che concordare con i gentili colleghi che mi hanno preceduto ma aggiungo anche che una terapia con antidiarroici per molto tempo causa non pochi danni al suo già malconcio colon. Chiedo per chiarire bene il suo quadro clinico quanto segue:
1)numero di scariche al giorno
2)caratteristica delle feci (diarrea acquosa e/o feci poco formate)
3)presenza di sangue e muco
4)se esistono periodi di qiuescenza e li quantizzi (mesi-giorni)
Grazie per le sue risposte.
Cordialmente Dr.Giovanni Piazza
Dr. Giovanni Piazza
Chirurgo Oncologo
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[#4] dopo  
Utente
Per prima cosa vorrei ringraziarvi per le vostre celeri e gentili risposte.
1)il numero di scariche è più o meno 4/5 al giorno
2)feci poco formate (raramente diarrea acquosa)
3)dopo varie scariche, spesso è presente muco ma non sangue
4)qualche volta mi capita di essere regolare per un paio di giorni, ma è abbastanza raro.

[#5]  
Dr. Silvio Presta

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Gentile utente,
la sindrome da colon irritabile è un disturbo 'a ponte' tra gastroenterologia e psichiatria, in quanto è determinato,in buona parte, da un irregolare funzionamento del plesso mienterico che controlla la regolare motilità intestinale e che fa parte delle strutture nervose del nostro organismo. In molti casi è perciò ottenibile un sensibile miglioramento della sintomatologia addominale utilizzando una terapia specifica. Le consiglio pertanto di rivolgersi ad uno specialista psichiatra esperto in psicofarmacologia che potrà aiutarla ad alleviare notevolmente i suoi disagi.
Cari saluti
Silvio Presta

www.silvio-presta-psichiatra.tk
Silvio Presta

[#6]  
Dr. Giovanni Piazza

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PALERMO (PA)

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Gentile utente grazie per le Sue precisazioni.
Visto quanto riferisce la invito ad eseguire una pancolonscopia onde poter escludere altre forme di patologie infiammatorie dell'intestino.
Fatto ciò, il gastroenterologo saprà sulla scorta di quest'esame indirizzarla verso la più corretta terapia.
Con Osservanza Dr.Giovanni Piazza
Dr. Giovanni Piazza
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[#7]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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La descrizione che lei ha dato della sua sintomatologia,conferma ulteriormente la necessità di una visita medica ed un approfondimento diagnostico strumentale.Saluti Dott.Giuseppe D'Oriano
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#8]  
Dr. Attilio Nicastro

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Cara Utente,
sensa apprensione, una visita specialistica accurata è necessaria per avviare un corretto iter diagnostico e terapeutico. Affronti il problema con serenità e segua le indicazione dello specialista di fiducia.
Auguri
Dott. Attilio Nicastro
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[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

sono d'accordo con il collega Presta in merito alla duplice componente del suo disturbo.
Descrive con chiarezza di aver effettuato tutte le indagini necessarie alla diagnosi definitiva del suo problema.
Il passo successivo sarebbe quello di rivolgersi ad uno psichiatra per la valutazione del caso ed un adeguato trattamento sia farmacologico che, eventualmente, psicoterapeutico.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#10] dopo  
Utente
Vi ringrazio ancora per le vostre risposte. Da qualche giorno sto assumendo Yovis (1 bustina da 1g al mattino) e sinceramente inizio a vedere qualche miglioramento ( non ho avuto diarrea anche se i dolori e il gonfiore addominale per ora persistono )....speriamo bene.....sinceramente ho il terrore della colonscopia......sono già stata da una psicologa e ho anche preso degli ansiolitici per un breve periodo ma ho dovuto sospenderli perchè mi provocavano solo nausea e sonnolenza.

[#11]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Cara utente, lei si è lamentata della scarsa importanza data al suo problema intestinale da parte di alcuni medici che hanno avuto il piacere di visitarla.Io le ho scritto che il suo è un reale problema ,ma richiede una attenta valutazione prima di instaurare terapie o diete che, possono essere utili in alcuni quadri di IBS e inefficaci e dannose in altri.Lei che che cosa ha fatto?ha assunto dei probiotici.Le ripeto ,confermando quello che hanno scritto gli altri colleghi,la necessità di un approfondimento diagnostico fatto da uno specialista per iniziare un iter diagnostico terapeutico appropriato .Saluti Dr.Giuseppe D'Oriano
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#12]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

voglio sperare che gli ansiolitici non le siano stati prescritti dalla psicologa.
In ogni caso e' molto utile l'approfondimento diagnostico e la continuita' terapeutica prendendo in considerazione tutti gli aspetti legati al suo problema: fisici e/o psicologici.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#13]  
Prof. Massimo Massari

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Gentile Signora,
come hanno correttamente accennato i Colleghi che mi hanno preceduto, è sostanzialmente indispensabile, prima di etichettarla come paziente che necessita di supporto psicoterapeutico, che venga fatta una diagnosi corretta; i pazienti affetti da patologia del colon sia che si tratti di sindrome del colon irritabile, sia che si tratti di malattia infiammatoria cronica (RCU o Morbo di Crohn) presentano una spiccata sensibilità viscerale, con una bassa soglia di risposta al dolore; il mio consiglio è di effettuare anzitutto una diagnosi potendo avere oggi a disposizione: 1) la pancolonscopia con ileoscopia in sedoanalgesia (utilizzando con il supporto anestesiologico il Probofol, metodica che le consente di risvegliarsi pochio minuti dopo l'esecuzione dell'esame endoscopico e tornare a casa dopo poche ore); 2) la videocapsula per lo studio del colon; 3) l'ecografia del colon effettuata previa somministrazione di contrasto liquido.
Soprattutto prima di intraprendere qualsivoglia terapia, le consiglio caldamente di effettuare una corretta diagnosi seguita dal suo Medico di famiglia e/o dallo specialista di riferimento del suo Medico di famiglia
cordialmente
Dr. Massimo Massari
Prof.Massimo Massari
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