Utente 808XXX
Buonasera Dott., mio suocero 87 anni, diabetico da qualche anno manifesta disturbi sulla memoria a breve termine, ripete di continuo le domande, non si attiene alla dieta, ha scatti d'ira se non viene sempre assecondato, non ha cura per l'igiene personale, non ha freni inibitori quindi tocca o dice parole pesanti alle persone che gli danno confidenza e in un recente ricovero ospedaliero siamo stati costretti a vigilarlo 24 ore su 24 in quanto le infermiere non riuscivano a tenerlo calmo ma soprattutto fermo a letto a causa di una trombosi. Subito dopo il ricovero ci siamo rivolti ad un neurologo che ha confermato quanto detto in una visita di un paio di anni fa e cioè che soffre di demenza senile moderata e gli ha fatto eseguire una tac cranio con i seguenti risultati: complesso ventricolare in sede. Moderata dilatazione dei ventricoli laterali, prevalente a sinistra. Discreta dilatazione degli spazi temporali e degli spazi della convessità. Assenza di alterazioni densitometriche del parenchima cerebrale.
Tutto questo è compatibile con la diagnosi fatta precedentemente? Che significato ha questa tac?
Cosa ci dobbiamo aspettare? Gli abbiamo già tolto l'uso dell'auto cercando di farlo ragionare e non lo lasciamo più solo negli spostamenti, in quanto già da qualche tempo le persone che lo conoscono ci avevano avvisato di alcuni suoi comportamenti tipo guidare contromano, attraversamento a piedi senza guardare se sopraggiungono auto....Non riusciamo a capire come gestirlo in quanto non sempre è possibile soddisfare tutte le sue richieste e se non lo facciamo lui ha degli scatti.Non gli sono state date cure particolari tranne un integratore per la memoria. Scusate le numerose domande ma non è facile gestire questa situazione. Ringrazio e cordialmente saluto.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

la TC cranio-encefalica metterebbe in evidenza uno stato di atrofia cerebrale compatibile con la diagnosi di demenza senile. L'integratore per la memoria lascia il tempo che trova.
Potrebbe rivolgersi ad un centro U.V.A. per una valutazione diretta del caso.
Qui i sanitari effettueranno, oltre la visita neurologica, anche dei test neuropsicologici specifici per provare a quantificare i deficit in atto.
Poi, in base all'esito della visita e dei test, si potrebbe tentare un approccio terapeutico adeguato al caso, qualora ci fossero le condizioni.

Cordiali saluti ed auguri
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 808XXX

La ringrazio Dott. Ferraloro, proveremo con questo tipo di valutazione e ci auguriamo che ci sia la possibilità di avere un supporto morale anche per noi parenti, vista la non facile convivenza con questa patologia.