Utente 294XXX
Buonasera signori medici .
Come spesso capita scrivo per mia nonna , 86 anni , portatrice di pmk , cardiopatia ischemica e recentemente ( novembre 2014 ) frattura sovracondiloidea femore che ha peggiorato il quadro della situazione rendendola ancora più limitata nella sua indipendenza .
Dopo tanti sacrifici e tanta fisioterapia che ancora sta facendo ,riesce a deambulare con estrema difficoltà con un deambulatore . Purtroppo non è ancora autosufficiente e anche caratterialmente è cambiata . Isteria, attacchi di ansia , ci tratta molto male e non fa altro che lamentarsi pesantemente del dolore che prova al ginocchio operato nonostante l'abbiano fatta parlare con diversi specialisti per definire che la situazione è questa .
In queste settimane devo portarla a fare altri accertamenti e muovendosi molto poco le difficoltà sono immense . Non ne posso più nonostante mia nonna è la mia vita e sto male ogni volta che si ammala .
Mi rivolgo a lei perché non so più a chi parlare di questo .
Ci sono delle associazioni che aiutano persone come mia nonna nella ripresa fisica ma sopratutto psicologica ?
Il mio è un grido di aiuto .
Un caro saluto

Simone

[#1] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Gentile Simone,

io sposterei la questione, perché il problema qui non è solo la nonna e la gestione di tutte le problematiche, ma diventa inevitabilmente quello di chi si prende cura della nonna.

E' ormai noto che chi accudisce i malati (anche per lavoro) può andare incontro ad un esaurimento emotivo (sindrome di burn out) e quindi il mio suggerimento è di partire da voi parenti che vi prendete cura della nonna.

Un'idea è quella di organizzarvi in modo tale che sia possibile accudire la nonna avendo voi stessi tempo a disposizione per voi stessi e una rete sociale di vero supporto. Se infatti in passato vi erano la famiglia allargata, i vicini a supportare e ad aiutare in situazioni del genere, oggi -se ci si isola- diventa sempre più difficile...

Quanto alla nonna, è importante sentire il medico di riferimento perché non dev'essere facile per lei affrontare la perdita di una funzione importante quale l'autonomia in senso più ampio (deambulare) da un punto di vista psicologico, però il primo referente deve essere il cardiologo per monitorare la patologia della nonna.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#2] dopo  
Utente 294XXX

Mi scuso del ritardo della risposta .
In primis voglio ringraziarla per la risposta ma sopratutto grazie per i consigli . Sembrerà brutto ma siamo riusciti a portarla dal figlio per una settimana ed abbiano notato che dal nostro è dal suo punto di vista psicologico stiamo leggermente meglio
Credo che se ci fosse impegno da parte di tutta la famiglia non graverebbe solo su di me .

Distinti saluti

[#3] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci

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Ma infatti in situazioni del genere il peso dell'accudimento non deve poggiare solo su una persona, altrimenti l'esaurimento emotivo è proprio dietro l'angolo.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Angela Pileci
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