Utente 108XXX
Buonasera a tutti, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione un problema di cui é affetto mio padre 86enne. Egli soffre di varie patologie (polmonari, cardiache, renali) e viene curato da anni con farmaci specifici. Porta un pace-maker che si attiva al bisogno. Varie volte é stato necessario ricoverarlo in ospedale negli ultimi anni, poiché avvertiva improvvisamente mancanza di respiro ed iniziava a stare male. In alcune occasioni si é potuta rilevare dell'acqua nei polmoni e nei tessuti, ma altre volte mio padre é stato rimandato a casa perché tutto andava bene.Recentemente ed in seguito ad una specie di crisi panico/respiratoria é stato in ospedale 3 settimane, tutto normale a parte queste crisi che si attenuavano nel tempo fino a sparire dopo il trasferimento e soggiorno di 3 settimanee in una clinica specializzata in malattie polmonari. Si era iniziata anche una cura con Cipralex a 10 mg e tutto sembrava andare per il meglio anche dopo il rientro a casa. Ma presto sono ri-iniziati questi attacchi che mio padre dice insorgono quasi sempre in questa maniera: sente l'addome irrigidirsi e diventare duro, a picchiettarlo suona “vuoto”, sente una sensazione strana salire fino alla testa,inizia a respirare velocemente e ad avvertire mancanza di fiato,a stare male fino a credere di morire. Il sintomo prevalente é la mancanza di respiro (ma la saturazione d'ossigeno misurata durante queste crisi é sempre superiore a 95 % fino ad arrivare anche al 100%), la pressione sale, ma non in maniera drammatica, stessa cosa per i battiti cardiaci. Inizia a tremare, ad avere freddo, a credere di morire. In genere gli viene somministrato un tranquillante, quando l'attacco e lieve basta tranquilizzarlo e farlo soffiare con una cannuccia in una bottiglietta per non iperventilare, dopo ca. 1 ora tutto passa, mio padre torna a parlare normalmente, é anche spiritoso, ma ben presto l'attacco torna (anche due volte) in maniera più lieve. Durante il sonno mio padre respira regolarmente, con la bocca chiusa, e sembra molto tranquillo, ma quando si sveglia inizia a sentirsi “strano”. Nell'ultima settimana questi attacchi si sono presentati 3-4 volte al giorno, richiedendo in alcuni casi l'intervento del medico curante e, ieri, il ricovero in ospedale. Dopo i soliti esami e relativo risultato é stato fatto un confronto con gli esami degli anni precedenti e questi ultimi accertamenti rappresentano i migliori degli ultimi anni, per la soddisfazione dei medici.Ma non si riesce a capire con precisione se questi attacchi sono dovuti all'ansia/depressione o alla malattia polmonare di un ex grande fumatore. Pochi giorni fa il Cipralex,su indicazione del medico curante é stato sospeso perché non portava benefici. A noi familiari il problema di mio padre sembra più una questione depressiva, e così la pensa la maggior parte dei medici.Pensiamo ora di trasferirlo in una clinica psicogeriatrica. Secondo tutto ciò fin quì detto, stiamo procedendo al meglio?

Vi Ringrazio e saluto

A.G.

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
PISA (PI)
VIGEVANO (PV)
ROMA (RM)
ALESSANDRIA (AL)
BRESCIA (BS)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2006
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

Se dopo diversi episodi il medico ha deciso di somministrare cipralex avrà fatto diagnosi di disturbo di panico, presumo. Se poi la risposta è persa a regola si dovrebbe sostituire la cura con un'altra, mentre in questo caso non si comprende esattamente perché non sia stato preso in considerazione questo. Forse il medico preferisce che la cosa sia gestita in ambiente specialistico.
Alcuni farmaci possono indurre attacchi di panico (in questo caso l'aspetto strano è l'età avanzata senza precedenti), ma questo sarà forse stato già escluso.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it