Quinta settimana di gravidanza e influenza
Buongiorno, sono appena entrata nella quinta settimana di gravidanza.
Tuttavia, ho mia figlia con virus intestinale che sta girando in questo periodo e temo molto di poterlo prendere per la gravidanza.
Quali complicazioni potrei avere?
Grazie.
Tuttavia, ho mia figlia con virus intestinale che sta girando in questo periodo e temo molto di poterlo prendere per la gravidanza.
Quali complicazioni potrei avere?
Grazie.
Buongiorno, e congratulazioni per la gravidanza. Capisco la sua preoccupazione: nelle prime settimane è normale vivere ogni possibile sintomo o contagio con molta ansia. Cerchiamo però di fare chiarezza: i virus che circolano più spesso sono i virus intestinali (le cosiddette gastroenteriti virali ) norovirus, rotavirus, adenovirus enterici , che sono molto contagiosi, ma nella grandissima maggioranza dei casi NON comportano rischi significativi per la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre.
Non hanno effetto diretto sul feto, non attraversano la placenta e non causano malformazioni.
Più che sul bambino, questi virus possono creare qualche problema alla mamma, in caso di disidratazione importante, vomito ripetuto, diarrea intensa, febbre alta non controllata.
In gravidanza e ancor più nelle prime settimane la disidratazione può accentuare nausea, stanchezza, calo di pressione e, se molto severa, anche aumentare il rischio di crampi o sensazione di malessere generale.
Un normale virus intestinale, per essere molto chiari, gestito correttamente, non porta rischi concreti per la gravidanza:NON provoca aborto e NON danneggia il bambino. Il rischio diventa significativo solo se compaiono: disidratazione severa non trattata, incapacità di bere o trattenere liquidi, febbre che non si abbassa.
Situazioni peraltro rare e facilmente gestibili con idratazione e, se necessario, terapia sintomatica.
Per proteggersi i consigli sono sempre quelli di lavarsi bene e spesso le mani,
non condividere asciugamani, stoviglie o cibo e pulire superfici o oggetti contaminati (bagno, fasciatoio, maniglie).
Rimane un invito alla serenità nella consapevolezza che molte future mamme prendono un virus intestinale in gravidanza e come confermato da studi molto ampi, questa, la gravidanza, prosegue normalmente.
Le prime settimane sono delicate solo in apparenza: il feto è molto più protetto di quanto percepiamo. Quello che fa davvero la differenza è gestire bene i sintomi della mamma, e lei può farlo senza problemi con qualche accortezza.
Non hanno effetto diretto sul feto, non attraversano la placenta e non causano malformazioni.
Più che sul bambino, questi virus possono creare qualche problema alla mamma, in caso di disidratazione importante, vomito ripetuto, diarrea intensa, febbre alta non controllata.
In gravidanza e ancor più nelle prime settimane la disidratazione può accentuare nausea, stanchezza, calo di pressione e, se molto severa, anche aumentare il rischio di crampi o sensazione di malessere generale.
Un normale virus intestinale, per essere molto chiari, gestito correttamente, non porta rischi concreti per la gravidanza:NON provoca aborto e NON danneggia il bambino. Il rischio diventa significativo solo se compaiono: disidratazione severa non trattata, incapacità di bere o trattenere liquidi, febbre che non si abbassa.
Situazioni peraltro rare e facilmente gestibili con idratazione e, se necessario, terapia sintomatica.
Per proteggersi i consigli sono sempre quelli di lavarsi bene e spesso le mani,
non condividere asciugamani, stoviglie o cibo e pulire superfici o oggetti contaminati (bagno, fasciatoio, maniglie).
Rimane un invito alla serenità nella consapevolezza che molte future mamme prendono un virus intestinale in gravidanza e come confermato da studi molto ampi, questa, la gravidanza, prosegue normalmente.
Le prime settimane sono delicate solo in apparenza: il feto è molto più protetto di quanto percepiamo. Quello che fa davvero la differenza è gestire bene i sintomi della mamma, e lei può farlo senza problemi con qualche accortezza.
Dr. Paolo Visci
Utente
Grazie Dott., le sue parole mi consolano molto. L’unico mio timore era quello che potesse accadere qualcosa al bimbo. Dopo la mia prima figlia (che ora ha tre anni) ho avuto un aborto spontaneo precoce e, successivamente, un’interruzione per trisomia 18. Questa gravidanza segue a un periodo di ricerche di qualcosa che non fosse a posto a causa delle due gravidanze con esito nefasto (ricerche tutte negative, fortunatamente). Per tali motivi, la paura di un nuovo dolore è tanta.
Inoltre sono una docente alla secondaria di I grado e mi preoccupo spesso per i virus circolanti tra i miei alunni.
Inoltre sono una docente alla secondaria di I grado e mi preoccupo spesso per i virus circolanti tra i miei alunni.
Salve, capisco perfettamente le sue preoccupazioni.
Il suo vissuto precedente giustifica la paura, ma la influenza e le comuni virosi stagionali non aumentano il rischio di aborto precoce e non sono di per sé incompatibili con la gravidanza, soprattutto se gestite correttamente e senza febbre alta prolungata.
Alla 5 settimana, ciò che può realmente creare problemi è una ipertermia importante e persistente, non la semplice influenza in sé.
È quindi assolutamente ragionevole continuare a essere rassicuranti, come sto facendo con lei.
Per quanto riguarda il lavoro e i virus a scuola, per le docenti in gravidanza non esiste una legge che imponga l’astensione per le comuni malattie virali stagionali (influenza, raffreddori, virosi dei bambini).
L’astensione obbligatoria è prevista solo in presenza di rischi biologici specifici documentati (ad esempio rosolia in caso di non immunità, citomegalovirus con esposizione ad alto rischio, varicella, ecc.). Per l’influenza stagionale non è previsto allontanamento. Può invece essere richiesto un periodo di riposo o malattia se i sintomi risultano più intensi, se c’è febbre elevata o se serve precauzione per il suo benessere psicofisico.
Concludendo l’influenza non è pericolosa per il bimbo a questo stadio e nessuna norma obbliga la docente gravida ad allontanarsi da scuola per le normali virosi.
E legittimo però chiedere di restare a casa alcuni giorni per tutela personale, se si sente affaticata o preoccupata.
Il suo vissuto precedente giustifica la paura, ma la influenza e le comuni virosi stagionali non aumentano il rischio di aborto precoce e non sono di per sé incompatibili con la gravidanza, soprattutto se gestite correttamente e senza febbre alta prolungata.
Alla 5 settimana, ciò che può realmente creare problemi è una ipertermia importante e persistente, non la semplice influenza in sé.
È quindi assolutamente ragionevole continuare a essere rassicuranti, come sto facendo con lei.
Per quanto riguarda il lavoro e i virus a scuola, per le docenti in gravidanza non esiste una legge che imponga l’astensione per le comuni malattie virali stagionali (influenza, raffreddori, virosi dei bambini).
L’astensione obbligatoria è prevista solo in presenza di rischi biologici specifici documentati (ad esempio rosolia in caso di non immunità, citomegalovirus con esposizione ad alto rischio, varicella, ecc.). Per l’influenza stagionale non è previsto allontanamento. Può invece essere richiesto un periodo di riposo o malattia se i sintomi risultano più intensi, se c’è febbre elevata o se serve precauzione per il suo benessere psicofisico.
Concludendo l’influenza non è pericolosa per il bimbo a questo stadio e nessuna norma obbliga la docente gravida ad allontanarsi da scuola per le normali virosi.
E legittimo però chiedere di restare a casa alcuni giorni per tutela personale, se si sente affaticata o preoccupata.
Dr. Paolo Visci
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 59 visite dal 03/02/2026.
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