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Cistiti ricorrenti da coli da quando sono in menopausa, cioè 3 anni

ho 62 anni e dal 2023 soffro di episodi ricorrenti di cistite da Escherichia coli.

Nel tempo ho eseguito diversi accertamenti:
ecografia addominale (con presenza di molta aria nella parte destra)
uretrocistoscopia (negativa)
colonscopia (diverticoli e piccolo polipo risultato negativo)
citologia urinaria (negativa)
Dal punto di vista terapeutico, sto assumendo cicli di D-mannosio (Peacist) e probiotici (Probiniul).
Nel 2025, su indicazione urologica, ho effettuato anche profilassi con Monuril ogni 3 mesi.

Dal punto di vista ginecologico mi è stata riscontrata atrofia vaginale, con prescrizione di ovuli (Ozogyn), che però non ho mai iniziato per timore legato alla natura ormonale del farmaco.

Purtroppo continuo ad avere recidive: generalmente sto meglio per alcune settimane, ma poi i sintomi si ripresentano.

Negli ultimi giorni ho inoltre notato:
mal di pancia
feci chiare, morbide e galleggianti
Vorrei chiedere:
Se l’atrofia vaginale possa essere una causa rilevante delle recidive e se consiglia di iniziare terapia estrogenica locale (eventualmente con alternative e chiarimenti sulla sicurezza)
Se sia utile rivalutare la strategia preventiva attuale (mannosio, probiotici, antibiotico)
Se i sintomi intestinali recenti possano avere un collegamento e richiedano ulteriori approfondimenti
Ringrazio e saluto cordialmente
Dr. Nicola Blasi Ginecologo 44.3k 1.4k
La vescica urinaria è l'unico organo extra genitale che possiede recettori per gli estrogeni , che come lei ben sa sono assenti in post menopausa , creando predisposizione alle infezioni ricorrenti delle vie urinarie , a volte a lieve incontinenza , a cistiti post coitali .
Terapie vaginali a base di estriolo (estrogeno poco assorbito per via vaginale) e acido jaluronico potrebbero tornare utili associate al ripristino della flora vaginale e intestinale . Altra possibilità è l'uso del prasterone è un farmaco sintetico utilizzato principalmente per trattare l'atrofia vulvovaginale nelle donne in post-menopausa.
È un analogo del deidroepiandrosterone (DHEA) e viene somministrato in forma di ovuli vaginali per alleviare i sintomi legati alla diminuzione dei livelli di estrogeni durante la menopausa.
Il prasterone aiuta a migliorare la lubrificazione vaginale e a ridurre il dolore durante i rapporti sessuali.
Tutto ciò se la donna fa controlli mammografici e ginecologici

dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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