Utente
Salve a tutti i ginecologi del sito,
mi rivolgo a tutti Voi per avere informazioni su questa specializzazione della medicina.
Sono un pò indeciso su che strada intraprendere alla fine della laurea anche se ne ho un paio che mi attirano molto, tra le quali la suddetta. Io mi sono sempre interessato di ginecologia fin da prima di iniziare l'università e mi è sempre piaciuta come branca della medicina, ma ostetricia diciamo che non è il mio forte: lo studio di embriologia non è stato molto piacevole. Purtroppo so che dovrò imbattermi per forza nello studio del feto e della gravidanza che è un problema dato che come ho specificato non mi piace; non tanto il parto in sè ma tutto quello che c'è prima (malattie del feto, sviluppo ecc), "a naso" non mi piace, ma (forse) mi piacerà quando la farò. La parte che mi piace di più, invece, è quella prettamente ginecologica come valutazione della morfologia, disfunzioni endocrinologiche, infiammazioni, (ahimè) neoplasie ecc...

Visto che sarebbe ora di frequentare i reparti per avere maggiori chance e, come si sa, il tempo è tiranno volevo chiedere un Vostro parere professionale ponendovi qualche quesito.
Innanzitutto, Vi piace la strada che avete intrapreso? Se tornaste indietro cambiereste la Vostra scelta? Come e di cosa vi ha arricchito, umanamente, questa specializzazione?
Inoltre, esiste un master o qualcosa di simile per occuparsi di ginecologia senza coinvolgere ostetricia? (prendendo quindi un'altra specializzazione e successsivamente in master)
Visto che sono un maschietto questa domanda (anche se stupida) è rivolta ai ginecologi: mi è sempre stato sconsigliato di intraprendere questa strada da amici sostenendo che "a vederla tutti i giorni dopo un pò di stanchi e quella di tua moglie/fidanzata non ti fa più effetto". Ho anche sentito parecchie ragazze dire che non si sposerebbero/fidanzerebbero con un ginecologo perchè lo vedrebbero come un tradimento (bah, penso sia una visione troglodita ma ad ognuno il suo modo di pensare). E' vero tutto ciò? Scusate e perdonatemi la domanda poco elegante!

Ultima domanda rivolta soprattutto ai ginecologi specializzati alla Sapienza: come definireste a livello qualitativo la scuola in questa università?

Un ringraziamente anticipato a tutti quelli che vorrano rispondere unito ad un augurio di buon lavoro!
GRAZIE!

[#1]  
Dr.ssa Valentina Pontello

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Gentile Collega,

innanzi tutto complimenti per il traguardo raggiunto, e auguri per le sue scelte professionali future!

In Inghilterra le specializzazioni sono due, ostetricia da un lato, ginecologia dall'altro.
Chi si specializza nell'una, difficilmente si occupa anche dell'altra.

In Italia è molto diverso. Pensare alla ginecologia senza ostetricia è riduttivo, e anche poco pratico. Infatti, consideri che come privato la gravidanza la può anche "scampare", ma se entra in ospedale (cosa più probabile) i turni in sala parto e in reparto ostetrico li dovrà comunque fare. Quindi, se la gravidanza non le piace così tanto, o va all'estero o rinuncia.

Per quello che mi riguarda personalmente, sono stata molto contenta della mia scelta, il rapporto con le mie pazienti mi dà molta soddisfazione, e tengo con cura un album con le foto dei "miei bambini". Per me questa è la gioia più grande, aiutare a venire al mondo una piccola vita!



Dr.ssa Valentina Pontello
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[#2] dopo  
Utente
Gentilissima dottoressa Pontello la ringrazio innanzitutto per la sua risposta!
La cosa dell'Inghilterra non la sapevo! Per mera curiosità, potrebbe dirmi gentilmente anche la durata della specializzazione? (penso sia inferiore agli ormai 5 anni qui). Lo chiedo giusto per curiosità visto che difficilmente abbandonerò la "mia" Roma. Vedo che Lei è di Firenze, esercita a Firenze e si è laureata a Firenze! Beh, penso che possa capirmi alla perfezione...questa è la città dove sono nato, cresciuto e dove ho formato tutta la mia conoscenza! Sarebbe una grande opportunità quella dell'Inghilterra visto che tra l'altro ho un'ottima conoscenza dell'inglese, ma sono molto legato a tutto questo e non vorrei lasciarlo mi capisce.

Io vorrei lavorare in un ospedale perchè mi piace "la corsia" e, detto onestamente, i soldi mi interessano poco perchè sono sempre stato abituato dalla mia famiglia a vivere con poco. Ritengo che con lo stipendio mensile da medico e con mia moglie che fa un lavoro "ordinario" (per es. impiegata) vivrei benissimo. A meno che i tempi non cambino da qui a 7 anni s'intende, ma considerando l'andare delle cose è meglio temere il peggio e pensare ai giorni di pioggia...

Mi scuso se mi sono dilungato in discorsi personali.
La ringrazio vivamente dottoressa Pontello, mi ha fatto molto piacere leggere le Sua opinione!

Attendo con ansia la risposta degli altri ginecologi del sito, sperando che in molti vogliano rispondermi!

Buon lavoro a tutti.

[#3]  
Dr.ssa Valentina Pontello

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Caro Collega,

non mi ricordo esattamente se sono 4 o 5 anni.
Ho lavorato a Londra un anno nel 2004/2005, se le capita, è un'esperienza da non perdere!

In bocca al lupo per qualsiasi cosa sceglierà!
Dr.ssa Valentina Pontello
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[#4] dopo  
Utente
Grazie della risposta Dottoressa.
Quattro/cinque anni per una sola branva mi sembrano molti, ci sarà da imparare molto allora! MA non so, forse ci penserò...La ringrazio comunque per l'informazione.

Cordiali saluti e crepi il lupo!

[#5] dopo  
Utente
Mi permetto di fare un up a questa discussione!
Capisco che non è tanto importante quanto gli altri consulti, ma sarei molto felice se i gentilissimi Dottori ginecologi del sito mi parlassero della loro esperienza personale.

Ringrazio di nuovo la Dott.ssa Pontello per avermi concesso il suo tempo.

Saluti a tutti!

[#6]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Gentile Collega
la nostra è una branca molto vasta, tanto che da più parti si sente il bisogno di creare degli "spazi professionali" specifici, estendendosi, in pratica, in ogni parte delle discipline universitarie, dalla Biochimica/Biologia alla Chirurgia Oncologica, passando per endocrinologia, Fisiologia, Embriologia e Teratogenesi, Diagnositca per immagini, Farmacologia, Anatomia Patologica e Citologia, Microbiologia ecc.ecc.

C'è, quindi, molto ma molto da studiare, da aggiornarsi, da "sudare", anche vista la notevole competizione fra i singoli professionisti, probabilmente mai così spiccata come in nessuna altra branca della Medicina.
A questo aggiungi il notevolissimo problema medico-legale che affligge i Ginecologi, ultimamente, come saprai, bersagliati dai "media", spesso "buttati allo sbaraglio" in Ospedali, Cliniche, Ambulatori convenzionati ecc.ecc. gestiti da politici abietti, stupidi, incapaci, con livelli culturali spesso al di sotto di quelli delle capre, che sono solo buoni a pontificare, mentre, poi, davanti al Giudice, spesso per motivi futili e stupidi, va il singolo professionista.

Siamo immersi in organizzazioni paradossali e datate, pregne da un lato i luoghi comuni inveterati dall'altro di saccenza popolare da quarto mondo, nelle quali non abbiamo la benchè minima possibilità di incidere con le nostre decisioni, la nostra capacità, le nostre idee. E questo grazie a riforme sanitarie che, invece che servire da carta igienica, visti i guai e le assurdità che continuano a mietere nonostante il trascorrere del tempo, rimangono, ahimè, non solo intonse quanto addirittura avvalorate ed ulteriormente peggiorate (semmai mente idiota umana potesse farlo) dai ministri di turno o presunti tali.

Ricordo le parole di Rossavik nella prefazione di un suo libro di ecografia:"Non abbaite assolutamente alcuna fiducia delle istituzioni e dei Politici. Hanno dimostrato di sbagliare da sempre e continuano a farlo. Perchè mai dovrebbero godere della vostra considerazione?".

Insomma: personalmente un risultato catastrofico, a malapena equilibrato dalle soddisfazioni profesionali ed umane che solo un pazzo, un masochista, un eremita come tanti di noi possono testimoniare.

Un consiglio? Cambia branca con un'altra meno pesante, meno impegnativa e soprattutto meno impegolata di risvolti medico-legali se vuoi una vita tranquilla.


In caso contrario...benvenuto fra noi...
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#7] dopo  
Utente
Dott. Santoro ho molto apprezzato la sua analisi della società odierna e la ringrazio molto per avermi concesso il suo tempo!
Concordo pienamente con tutto quello che ha detto e le sue parole mi hanno colpito.
In realtà il mio sogno era di fare il Chirurgo, ma, come tutti sappiamo, in Italia è caldamente sconsigliato. Un mio amico che si è operato all'ospedale di Roma ha parlato con una specializzanda in Chirurgia Generale al (fine) terzo (quindi quasi quarto) anno e dalla conversazione lei ha confessato che in ben tre anni di specializzazione quasi quattro, aveva eseguito solamente due appendicectomie nonostante si fosse laureata con lode ecc. Quando me l'ha raccontato sono rimasto allibito, mi sembra alquanto degradante come cosa.
Dunque ho desistito dall'intraprendere una branca chirurgica e ho optato per una clinica come ginecologia che è l'unica insieme a endocrinologia che mi piace, ma a quanto mi dice Lei dottore sembra che la situazione sia catastrofica anche qui...allora non resta che radiologia, ovvero la branca diagnostica...o magari anestesia anche se non mi attira molto...

Sinceramente non so più dove sbattere la testa e fra poco più di due mesi sarebbe ora di frequentare i reparti, sennò addio scuola di specializzazione. Potrei agire su più fronti è vero, ma dopo non avrei tempo o comunque poco per studiare.

Dott. Santoro mi rivolgo a Lei per chiederLe quale è, secondo la Sua opinione, la branca "migliore" tutt'oggi.

So che la domanda potrebbe sembrare stupida avendo una risposta ovvia "Fai quello che ti piace di più", ma dalle considerazioni fatte pocanzi mi sento di chieder consiglio a Lei dottore.

Attendo ansioso una Sua risposto e Le porgo distinti saluti, ringraziandoLa nuovamente.

[#8]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Vedo molta...tranquillità in specializzazioni come Anatomia Patologica, Dermatologia, Angiologia, Reumatologia per dirne alcune...
Ma molto dipende dalla Tua disponibilità d'animo....

Qualunque cosa deciderai di fare, però, che sia chiaro: falla con tanto amore, con tanta passione, con tanta rassegnazione.

Tieni in conto che vi saranno giorni in cui ti sentirai contento delle scelte che hai fatto ed altri in cui rimpiangerai di aver perfino iniziato a studiare Medicina.

Giorni in cui ti scontrarai con burocrati che non hanno più cervello di una papera oca e giorni in cui vorresti indirizzare il famoso "pernacchio" di Eduardiana memoria ad ogni parola del Solone/Potente/Politico di turno che sta alla Medicina come tu, normalmente, stai all'Astrofisica o alla Fisica Quantistica, con la differenza che mentre tu, per pudore, taci, lui, per scemenza/ignoranza/presunzione/idiozia non solo parla...ma pontifica pure...

Giorni in cui ti stringeranno la mano persone che a malapena conosci, ringraziando il Signore che li hai incontrati, giorni in cui ridarai un sorriso laddove se ne era perduto addirittura il ricordo e giorni in cui, nella solitudine della tua coscienza, ti chiederai se davvero hai fatto tutto, ma proprio tutto per un tuo paziente, se, per caso, non avresti potuto fare di più, di meglio, maledicendo perfino Dio di non aver compreso, di non aver capito fino in fondo, fino all'essenza un problema tanto semplice quanto evidente.

Giorni in cui tua moglie si sentirà una donna completamente abbandonata ed i tuoi figli ti sembreranno addirittura degli estranei, giorni in cui, tornando a casa, per la stanchezza, addirittura sbaglierai indirizzo e giorni in cui ti sembrerà di toccare il cielo con un dito...
Tutto questo è essere Medico, ma se ci rifletti per un attimo...è la stessa cosa che essere un Uomo.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#9] dopo  
Utente
Dott. Santoro la ringrazio infinitamente per la sua risposta.

Da queste parole si evince la sua grande umanità, cosa che personalmente cerco di più in un medico prima della bravura! Purtroppo Avellino è lontano dalla mia città altrimenti sarei venuto a trovarla soltanto per stringerle la mano, davvero: le sue parole mi hanno toccato profondamente e sono riflessioni degne di grande stima.

Io ho sempre voluto fare il medico, non per soldi o per parenti medici (si figuri, non ho neanche un lontano parente medico o comunque che lavoro nell'ambiente sanitario) o addirittura per forzatura di genitori/familiari/amici e quant'altro. Ho scelto questa professione perchè è quella che mi piace di più ed è stata per me dura raggiungere questo obiettivo visto che non vengo da una famiglia ricca. Mi ricordo che da piccolo (10-11 anni) andavo a cercare sull'enciclopedia parole di pertinenza medica, più che altro anatomica del tipo colecisti e se nella descrizione vi erano parole che non conoscevo, allora andavo a cercare anche quelle!
Ho "fame" di conoscenza, ogni volta che studio sono entusiasta di imparare come nuove (è così riguardo un pò tutto, ma la scienza medica in particolare). Mi "sento medico dentro", difatti ho provato solo il test per l'ingresso in questa facoltà perchè le altre non mi interessavano. Dovevo farcela, me lo sentivo dentro, e così fu; ma non scorderò mai le parole di una mia cara compagna di studi "abbiamo fatto tanta fatica per entrare e ne faremo ancora di più per uscire". Sembra rispecchiare quello che dice lei dottore.
Mi fermo qui dato che immagino lei non sia interessato alla mia storia personale, volevo solo farle capire quanto significa per me questo lavoro.

Darò tutto me stesso a questa professione, sperando che mi ripaghi con soddisfazioni più che altro di tipo personale e interpersonale. Non cerco soldi. Sono a conoscenza delle delusioni che riscontrerò e che, come dice lei, un giorno mi sentirò in cielo e il giorno seguente maledirò il giorno in cui ho gioito per aver supperato quel dannato test d'ingresso ed essermi iscritto alla Facoltà.

Sono pronto a tutto questo, anche se ho molto da imparare.

Dottor Santoro la ringrazio di nuovo, ho letto (e riletto) i suoi due interventi con grande gioia dato che rappresentano riflessioni di vita, più che di medicina. Mi è stato di grande aiuto e difficilmente dimenticherò le sue parole.

Con grande stima le porgo distinti saluti e le auguro buon lavoro!

[#10]  
Dr. Agostino Menditto

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Caro collega,
mi colpisce molto l'entusiasmo con cui ti sei avvicinato al mondo della medicina, frutto di una passione pura e non di condizionamenti familiari e/o sociali.
L'analisi del collega Santoro è lucida e spietata, ma dalle sue parole trapela una profonda umanità che è un requisito imprescindibile nell'esercizio dell'arte medica.
La mia riflessione è che spero che tu non perda l'entusiamo iniziale anche nelle scelte successive, che sono quelle che ti definiranno come medico e in queste scelte fondamentali non ti lasciare condizionare dalle contingenze e dai "consigli". Chiudi gli occhi e immagina ciò che veramente vorresti essere: un chirurgo, un clinico, un ostetrico, un ortopedico, ecc. Ciò che visualizzi è ciò che realmente devi perseguire. In qualunque branca è difficile trovare chi sia disposto ad insegnarti qualcosa e le lacune formative più grandi, purtroppo, sono proprio in molte scuole di specializzazione, ma se tu desideri realmente raggiungere un obiettivo, ti costerà sacrifici, ma saprai trovare la giusta strada da percorrere.
Riguardo alla mia branca, me ne sono innamorato perché mi sono emozionato la prima volta che ho visto nascere un bambino e, riflettendoci, sintetizzava la gran parte delle cose che cercavo nella medicina. Oggi, a distanza di tredici anni dalla laurea, nonostante le difficoltà in precedenza elencate, che ognuno di noi vive sulla propria pelle, posso dire che sono ancora entusiasta della scelta.
Considera che dovrai necessariamente confrontarti con l'ostetricia che prevede un grosso impegno fisico e mentale e se non ti piace, ciò sarà molto frustrante. La ginecologia, inoltre, nella quotidianità del lavoro è una branca prevalentemente chirurgica, gli aspetti endocrinologici, fondamentali nella formazione, trovano il più grande sbocco clinico soprattutto nell'ambito della sterilità (dove ti confronterai con quell'embriologia che non ti esalta).
Cerca di renderti conto se sei più orientato per una branca clinica o chirurgica e, nel relativo ambito, identifica la disciplina che ritieni più affine alle tue attitudini.

In bocca al lupo!
Dr. Agostino Menditto
Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Responsabile U.O. Ginecologia e Ostetricia
Clinica Mediterranea - Napoli

[#11] dopo  
Utente
Grazie per la risposta Dr. Menditto, è stato molto gentile!

Fa sempre piacere leggere la storia dei (futuri) colleghi! Certamente farò la branca che mi appassiona di più, ma già la medicina in sè è la mia vera passione.

Mi ritengo già fortunato solo per il fatto di studiare la cosa che mi appassiona di più e mi dispiace per altri ragazzi, tra cui miei amici, che hanno dovuto "ripiegare" su altre Facoltà per colpa di questo test d'ingresso che sbarra le strade a molti. Purtroppo, però, la vita va così...

Spero, come dice lei, di non perdere l'entusiamo che ha caratterizzato fino in fondo la mia scelta. Sono piuttosto fiducioso che questo non accadrà perchè cercherò in tutto i modi di evitarlo, mettendocela tutta senza mollare.

Cercherò, come penso sia giusto, di essere prima un uomo e poi un medico indipendentemente dalla branca che sceglierò. Sono sempre stato convinto che una parola di conforto, una spiegazione data una più, una conversazione amichevole fatta in più con il paziente lo aiuta molto di più del solo farmaco in sè. Ovviamente ci deve essere il feed-back del paziente altrimenti è fatica sprecata. Non mi piacciono per niente i dottori che visitano (2 minuti), prescrivono la terapia e liquidano il paziente...avendo, tra l'altro, il coraggio di chiedere 50/100€!!! La terapia potrà anche essere giusta, ma io voglio una persona davanti a me non un "fabbrica soldi".

Dott. Menditto la saluto affettuosamente e, in attesa di ricevere ulteriori risposte da altri colleghi, le auguro un buon lavoro!