Utente 198XXX
salve a tutti,
ringraziandovi anticipatamente vorrei porvi un quesito circa la presenza di grumi di sangue nell'utero a 50 giorni dal parto di mia moglie. Cercherò di essere il più chiaro possibile circa la catena di eventi che si sono susseguiti:
parto il 15 dicembre 2012
perdite ematiche per i 25 gg successivi
successivamente febbre alta (39.5) (9 gennaio 2013)
controllo in clinica tramite eco. Utero pulito probabile forma influenzale
dopo circa tre gg di tachipirina la febbre è sparita (nessun antibiotico preso)
2 gg successivi ripresa di perdite di sangue abbondanti che ci fanno pensare al capoparto.
eseguito emocromo nella norma tranne ves a 28 ed emoglubina a 18
andiamo dal ginecolo (17 gennaio) che a seguito di ecografia ci rimanda ad un controllo per il 25 gennaio in quanto la situazione non è chiara (presenza di sangue nell'utero) e ci prescrive methergin 2 cmp al giorno
Il 25 gennaio altra eco che stabilisce presenza di 4 grumi di sangue non vascolarizzati di ampiezza max 2 cm.
Domani abbiamo un nuovo controllo e se la situazione non fosse migliorata eseguiranno un raschiamento. Nel frattempo mia moglie continua a prendere methergin ma non ha perdite ematiche.
E' possibile che tali grumi siano dovuti al parto? Come è possibile che alla prima eco non furono notati. Vorremmo evitare il raschiamento (sarebbe il secondo per un ovulo cieco circa 2 anni fa) e sappiamo a cosa andiamo in contro.
Infine possiamo applicare una borsa di acqua calda? Abbiamo notato che dopo una doccia arriva qualche piccola perdita.

Grazie a tutti voi

[#1]  
Dr. Nicola Blasi

Referente scientifico Referente Scientifico
60% attività
20% attualità
20% socialità
BARI (BA)

Rank MI+ 100
Iscritto dal 2007
Si può accadere, se la involuzione (riduzione del volume) uterina post-partum non avviene coadiuvata dall'allattamento al seno del neonato che contribuisce con l'elaborazione di prostaglandine e magari con l'assunzione di uterotonici (methergin) .
Penso che non si arrivi alla revisione strumentale della cavità uterina(raschiamento) solo per la presenza di coaguli. E' importante escludere la presenza di residui placentari.
SALUTI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI