Utente
Gentilissimi,
Vi scrivo per chiederVi cortesemente un parere sul mio caso.
Sono una ragazza di 25 anni, diabetica. E’ da più di un anno che combatto contro l’Hpv: un Pap test del novembre 2005 ha evidenziato una “cervicite cronica con metaplasia pavimentosa e diffusa coilocitosi da Hpv compatibile con lesione condilomatosa” . Dopo una decina di giorni son stata sottoposta a laserterapia. Forse son stata troppo incosciente per il fatto che dopo il mese di convalescenza ho continuato, poichè prendo la pillola (Arianna), ad avere rapporti non protetti con il mio partner, al quale non ho fatto fare una visita specifica. Il successivo Pap test, effettuato in luglio 2006, ha riportato “lesione squamosa intraepiteliale di basso grado (Lisl) con modificazioni citopatiche da Hpv”. Avendomi la ginecologa consigliato di attendere e di ripetere un altro esame a breve distanza, dopo tre mesi ed è risultata esattamente la stessa formula. Secondo la dottoressa dovrei sottopormi a biopsia conica con ansa diatermica. Secondo voi il suo consiglio è corretto e la soluzione migliore per risolvere il mio problema? Son un po’ preoccupata.
Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione. Manuela.

[#1]  
Dr. Alessandro Casa

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gentile signora, sono d'accordo con la sua dottoressa per quanto riguarda la necessita dell'escissione della lesione (ed il relativo esame istologico), che è possibile fare con varie tecniche chirurgiche.
E' anche consigliabile che lei si sottoponesse a microcolposcopia prima dell'intevento allo scopo di mappare la lesione per poterla escindere completamente (nel caso in cui la lesione coinvolgesse infatti anche il canale cervicale e non fosse quindi visibile dall'esterno, solo la microcolposcopia è in grado a stabilire di quanti millimetri si addentri nel canale).
Altre cose importanti sono la tipizzazione virale (cioè stabilire qualle ceppo virale sia il responsabile) ed un controllo accurato del partner con eventuale conseguente terapia.
cordiali saluti
Alessandro Casa
Alessandro Casa

[#2]  
Attivo dal 2006 al 2009
La sua domanda, dimostra chiaramente che la terapia invasiva, applicata sulla lesione, senza eradicazione del Papilloma virus, conduce a riacutizzazioni progressive, con aggravament della lesione; consideri che lei ha solamente 25 anni, pertanto quelle lesioni si sono stabilite da moltissimo tempo, per arrivare a quella diffusione. Sicuramente, vi è una trasmissione fra lei e il partner, ma in ogni caso, per evitare che continui ad avere lesioni, il Papilloma va eradicato ad entrambi.
Importante è stabilire i tipi di lesione e quale virus è interessato, ma poi, qualsiasi numero sia interessato, va sempre eliminato dall’organismo. Ogni tipo ha la capacità di andare da qualche parte nell’organismo.
Il Papilloma virus si stabilisce nelle cellle di tutto l’organismo, non soltanto dell’apparato urogenitale sia femminile, che maschile, producendo quelle lesioni che lei ha, ma anche infiammazione di molti organi.
Attualmente, viene implicato anche nella formazione dei polipi nasali, per fare un esempio della sua diffusione.
La sua diffusione va accertata, in quali organi si è stabilito, individuto, insieme agli altri agenti patogeni che lo accompagnano, ed eliminato.
Consideri anche che lei è diabetica, non specifica, ma così giovane, avrà un diabete di tipo I, insulino dipendente, patologia autoimmune, per cui vanno accertate le cause sul motivo per cui si è manifetata. Gli stessi motivi, possono facilitare l’ingresso e la permanenza del Papilloma virus.
La terapia adeguata, è la eradicazione del papilloma, che sta combinando quei pasticci.
Saluti

moschinialberto@medicitalia.it

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[#3] dopo  
Utente
Vi ringrazio entrambi per l'interessamento. E' esatto, il mio diabete è di tipo 1, insulinodipendente, ne soffro da ormai 15 anni. Avevo intuito una correlazione con questa immunodeficienza, la quale purtroppo mi crea periodicamente altri disturbi nello stesso apparato, quali candidosi e cistiti ricorrenti. Vi ho chiesto un consulto, e vi ringrazio ancora, soprattutto perchè son in cura presso un ospedale (per questioni economiche) e purtroppo non ho riscontrato da parte della ginecologa un interessamento (o forse una competenza) rassicurante. Non mi è stata mai fatta infatti una tipizzazione e nemmeno una localizzazione della lesione (che a questo punto, risultando la continua presenza del virus dal pap test e non ad un esame visivo sarà localizzata in profondità) ..sempre che ciò non avvenga in sede di conizzazione, alla quale dovrò sottopormi lunedì 22.
Avevo il sentore che la situazione fosse abbastanza seria. Chiederò sicuramente dei chiarimenti con riferimento ai vostri pareri ..sperando che loro sappiano quale sia il modo adeguato di intervenire, e che la situazione si risolva presto, non mi resta altro da fare.
Grazie ancora, Manuela.

[#4]  
Dr.ssa Cristina Passadore

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[#5]  
Dr. Alessandro Casa

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gentile signora,
vorrei fare alcune piccole puntualizzazioni.
lei mi dice che un Pap test del novembre 2005 ha evidenziato una “cervicite cronica con metaplasia pavimentosa e diffusa coilocitosi da Hpv compatibile con lesione condilomatosa”.
Dopo una decina di giorni si è sottoposta a laserterapia, quindi ha avuto rapporti non protetti con il partner, che non ha fatto controlli specifici.
Il successivo Pap test, effettuato in luglio 2006, ha riportato “lesione squamosa intraepiteliale di basso grado (Lisl) con modificazioni citopatiche da Hpv”: Il fatto che al pap test di controllo si parli di una lesione di basso grado può essere considerato tranquillizzante, naturalmente fino a prova contraria e se confermata all'esame istologico.
Il 22 gennaio p.v. si sottoporrà a conizzazione. L'intervento lo farà in un Ospedale (lei mi dice "per motivi economici", mentre, secondo me, è sempre una garanzia per organizzazione, serietà, esperienza e competenza). Pur non conoscendo di quale Ospedale si tratti, mi sento di difendere la Sanità Pubblica di cui sono profondamente fiducioso e per tale motivo sono sicuro che risolverà il suo problema anche se nelle infezioni da HPV esiste sempre la possibilità di recidive anche indipendentemente dal tipo e dalle modalità dell'intervento eseguito.
L'unica raccomandazione che, se mi permette, posso darle è comunque che anche il suo partner sia controllato ed eventualmente curato prima di avere ulteriori rapporti (quanto meno non protetti) per evitare il possibile "effetto ping pong".
Voglia comunque considerare quanto le ho scritto, prima ed ora, come considerazioni di carattere generale, o comunque delle ipotesi, perchè deve essere ben chiaro che solo il medico curante, poichè conosce direttamente la persona e quindi il caso in tutti i suoi risvolti, è in grado di poter stabilire di cosa effettivamente si tratti e conseguentemente cosa nel caso specifico sia indicato fare; non si può "da lontano" conoscere sempre la reale situazione e conseguentemente non è possibile, nè sarebbe corretto intromettersi nelle varie condotte diagnostiche e terapeutiche eseguite, che peraltro nel suo caso, dalle informazioni di cui dispongo, mi sembra siano state corrette.
Lei mi ha scritto che si tratta, come detto, di una lesione di basso grado, per cui ci sono tutti i presupposti perchè i risultati potranno essere positivi.
in bocca al lupo, attendo nuove e buone notizie.
cordiali saluti
Alessandro Casa
Alessandro Casa

[#6]  
Attivo dal 2006 al 2009
La candidosi e le cistiti ricorrenti che lei presenta, hanno come base la presenza del Papilloma virus, come poi si è evidenziato con le lesioni che lui provoca.
Per risolvere il problema delle infezioni ricorrenti da candida e le cistiti, va sempre cercato il Papilloma virus e altri batteri intracellulari, come, ad esempio, la Chlamydia l’ureaplasma urealitica e mycoplasmi; questi costituicono la base su cui poi si inseriscono gli altri agenti patogeni.
Chiaramente, il principale, papilloma, su cui si basano gli altri, va eradicato, altrimenti continuerà a provocare problemi; il virus si riattiva periodicamente, nel caso in cui non venga portato via.
Le lesioni da HPV, non si deve aspettare che si verifichino, ma ogni volta questo va sempre cercato, come nel caso di candidosi recidivante e cistiti ricorrenti, o se ne abbia solamente il sentore, portato via da tutto l’organismo; con questo atteggiamento preventivo, le recidive, le lesioni, la trasmissione del virus agli altri partner, si evitano.
Anche al partner, va eradicato, ma in ogni caso, se viene eliminato ad un partner, in questo, non si verificheranno più infezioni.
L’atteggiamento, nei confronti di ogni agente infettivo, deve essere preventivo, individuato e intervenendo sul sistema immunitario, eliminato, prima che la malattia, che è la risposta all’agente patogeno, si verifichi.
Saluti

moschinialberto@medicitalia.it

alberto.moschini@fastwebnet.it





[#7] dopo  
Utente
Vi ringrazio ancora tutti per l'interessamento, siete veramente gentili.
Prima di tutto vorrei evitare di essere fraintesa, non mi permetterei mai di svilire il sistema sanitario pubblico; a prescindere dal fatto che può capitare che anche il miglior medico non si trovi in sintonia con il paziente, negli ospedali pubblici purtroppo il tempo di ogni professionista deve essere diviso tra più soggetti e questo, penso sia il mio caso, può essere interpretato a volte come disinteressamento o sbrigatività. In situazioni delicate come la mia poi cercare una spiegazione senza le necessarie conoscenze può essere fuorviante ed allarmante, per questo vi ringrazio per il vostro servizio.
..Se posso porvi un'altra domanda, vorrei sapere se, assumendo la pillola, secondo voi è necessario o meno fare delle pause, ovvero alternare periodi di assunzione regolare e periodi di stop. Grazie ancora. Manuela

[#8]  
Dr.ssa Cristina Passadore

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Personalmente alle mie pazienti facci fare una pausa di due mesi ogni due anni.
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