Utente 798XXX
Salve gentili medici,
ho effettuato il test per l'hiv a 1,2,3 mesi di distanza da un rapporto a rischio con esito negativo (rapporto anale). Ora l'ho rifatto a 4 mesi e mezzo ( sto aspettando il risultato) e lo rifarò a 6. Vorrei sapere se il test negativo a 3 mesi può darmi certezze. Nel caso in cui non sia considerato ancora definitivo, che probabilità ha? 50, 60, 70%? Di meno, di più?
Sono molto preoccupato, dei medici mi avevano detto che a 3 mesi poteva considerarsi definitivo, mentre l'ultima volta il dottore mi ha detto che è necessario ripeterelo a sei mesi, facendomi sprofondare di nuovo nell'angoscia.
Questa questione dei 3 e dei 6 mesi del periodo finestra è solo una questione ideologica? Come è possibile che dei medici dicano ai pazienti che il test a 3 mesi è valido, sapendo che c'è gente che sieroconverte anche dopo? O non è più così perchè gli strumenti di oggi hanno abbassato il periodo finestra a 3 mesi?

Voi cosa ne pensate?
Vi ringrazio di cuore.
Cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore ,
non sò chi le ha parlato di tre mesi ma sicuramente si è sbagliato. La certezza di un aver o non avere contratto il virus la si ottiene a sei mesi dal supposto rapporto a rischio.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
Utente 798XXX

Grazie dr. Beretta.
Mi hanno parlato dei tre mesi in un famoso ospedale di Roma (non so se posso fare nomi). Io non sono in grado di giudicare se il periodo finestra duri 3 o 6 mesi perchè non sono un medico,perciò ho deciso di fare ugualmente il test anche a 6 mesi. Volevo sapere però se il risultato negativo a 3 mesi può tranquillizarmi e in che percentuale è attendibile, se possibile.
Tra l'altro anche il Servizio Sanitario Regionale dell'Emilia Romagna ( www.helpaids.it ) parla di 3 mesi. Perchè? Non penso che una struttura pubblica si assuma la responsabilità di dire alle persone che il test dopo i 3 mesi non è necessario se sa che ciò non è vero...Ma non si dovrebbero seguire le direttive del Ministero della Sanità che parla di 6 mesi?
Ho molta paura.

Grazie mille,
saluti sinceri.

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore,
io seguo appunto le indicazione del Ministero della Sanità e dell'OMS che consigliano una monitorizzazione fino a sei mesi dal supposto "rischio" vissuto . In quest'ottica le raccomando i controlli ematochimici, come da protocollo, per l'HIV e per tutte le altre importanti malattie sessualmente trasmissibili.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
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[#4] dopo  
Utente 798XXX

Certo dr. Beretta, capisco il fatto che lei segua le direttive del Ministero della Sanità, mi chiedevo perchè alcuni non lo fanno.
Forse il Ministero preferisce parlare di 6 mesi per scongiurare qualsiasi problema o causa legale, anche se ormai i mezzi di indviduazione degli anticorpi Hiv permettono di ridurre il periodo finestra a 3 mesi? Non capisco perchè alcuni parlino di 3 mesi se ciò non è vero. A che pro? Perchè non consigliare a tutti di aspettare 6 mesi?
Grazie mille dottore, sto solo cercando di capire.
Ancora un caloroso saluto.

[#5] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Di fatto con i metodi attuali non si sono viste sieroconversioni dopo tre mesi. L'indicazione del Ministero è corretta dal punto di vista legale, la norma risale però all'inizio dell'epidemia quando la raffinatezza diagnostica non era quella attuale.Sono d'accordo con i colleghi del"grande ospedale romano" e dell'Emilia R.
Marcello Masala MD
Marcello Masala MD

[#6] dopo  
Utente 798XXX

La ringrazio dr. Masala.
Quindi gli attuali metodi hanno ridotto il periodo finestra a 3 mesi? Io che ho fatto il test a 100 giorni potrei già tirare un sospiro di sollievo? Anche se il test lo ripeterò ugualmente a 6 mesi, altrimenti sarei troppo in ansia...Grazie di cuore.
Cordiali saluti

[#7] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Stia sereno non si vedono sieroconversioni dopo 100 giorni.
Marcello Masala MD
Marcello Masala MD

[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettore,
non per spaventarla ma se ha fatto solo la determinazione del test per l'HIV, come scritto nella sua lettera, questo deve essere ripetuto sempre a sei mesi dal supposto contagio. Il test con "i metodi attuali" a cui si riferisce il collega Masala , è la determinazione della carica virale nel sangue tramite PCR che non tutti i laboratori eseguono e che comunque , per maggior traquillità sua e degli infettivologi che di solito valutano questi problemi, viene anch'essa ripetuta sempre dopo i famosi sei mesi anche se al momento, a carica virale negativa, non sono state segnalate sieroconversione a 100 giorni , non a tre mesi.
Auguri ed ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
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[#9] dopo  
Utente 798XXX

Dr. Beretta, se ho capito bene lei dice che il test che è definitivo dopo 3 mesi è solo il PCR e non l'ELISA (quello che suppongo di aver fatto io, perchè è il più diffuso)?
Dr. Masala lei per "metodi attuali" cosa intende?
Il Servizio Sanitario dell'Emilia Romagna scrive così:

Cosa significa periodo finestra?
Questo periodo corrisponde alla fase in cui è avvenuta l’infezione, ma la produzione di anticorpi non è ancora cominciata o gli anticorpi prodotti non sono ancora sufficienti per essere rilevati dal test HIV. La durata del periodo finestra dipende dalla sensibilità del test ELISA utilizzato e da variazioni individuali sulla capacità di produrre anticorpi verso HIV.
I test HIV di ultima generazione sono sempre più sensibili fino a dare esiti positivi per quantità di anticorpi prodotti estremamente piccole.
Le linee guida dei Centers for Diseases Control di Atlanta (CDC), la più prestigiosa organizazione epidemiologica del mondo, reperibili al sito http://www.cdc.gov/, ritengono improbabile un periodo finestra superiore a 90 giorni, per svelare la presenza di anticorpi anti-HIV.


Sembra quindi riferirsi ai 3 mesi in relazione al test Elisa e non al PCR...

Ribadisco che, per mia sicurezza psicologica, ripeterò comunque il test a 6 mesi, ma vorrei avere le idee più chiare.

Grazie a tutti,
Saluti cordiali.

[#10] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Premetto che il collega Beretta è stato correttissimo e completo nell'informazione, ma dopo 100 giorni mi sento di rassicurarla. Anche se è un ELISA, o un EIA, e non PCR, dopo 100 giorni starei sereno. La PCR o P24 da sole non hanno comunque valore diagnostico . Sono test che usiamo solo nello screening del donatore d'organo o del sangue. Da sole hanno alta sensibilità ma specificità troppo bassa.
Marcello Masala MD
Marcello Masala MD

[#11] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Condivido anch'io l'ottimismo di fondo del collega Masala ma anche il suo atteggiamento precauzionale e rifarei l'ELISA a 6 mesi.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#12] dopo  
Utente 798XXX

Salve gentili dottori, voglio informarvi che ho ritirato il test (4 mesi e mezzo) ed il risultato è stato, fortunatamente, negativo.
Vi ringrazio per tutto, siete stati di grande aiuto.
Cordiali e sinceri saluti.