Utente 438XXX
Ho le idee poco chiare riguardo all'HPV. So che è un virus sessualmente trasmissibile che dà luogo ai condilomi, che sono simili a verruche, però mi restano alcuni dubbi da fugare:

- i condilomi conseguono sempre al virus? In altre parole, può il virus rimanere latente senza manifestare condilomi?
- si è infettivi soltanto quando i condilomi si sono manifestati o anche prima?
- una volta rimossi i condilomi, il virus resta comunque residente ed i condilomi possono tornare, oppure è stato debellato per sempre?
- una volta rimossi i condilomi, nel caso la risposta sia che il virus resta residente (mi riaggancio alla 2° domanda), si è ancora infettivi (anche coi condilomi rimossi)?

Grazie e buon lavoro a tutti

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente,

I suoi dubbi, interressano gran parte della popolazione che viene interessata per vari motivi nello spinoso tema dell'Human Papilloma Virus e delle sue manifestazioni cliniche correlate:

Le fornisco un decalogo, che spero le sia di ausilio per reperire informazioni utili su questa discussa patologia:

1) l'HPV è causa di diverse manifestazioni cliniche, dalle verruche volgari (mani, piedi le sedi più classiche) a quelle piane (viso e zone estensorie del corpo le sedi più classiche) fino alla condilomatosi (genitali le sedi più classiche di manifestazione)

2) Ammontano già a circa 130 i sottotipi o "ceppi" identificati nel genere umano; non tutti sono capaci di dare le patologie sopraelencate ma "gruppi" di questi virus sono collegati a singole patologie: alcuni ceppi di questo virus (6,11,16,18 in primis) sono stati correlati con una grave paltologia della donna, il carcinoma della cervice uterina: tale situazione ha esitato con la recentissima introduzione di un vaccino per questi ceppi, da somministrare in misura preventiva a tutte le ragazzine in età pre-menarca e come consiglio, fino all'età di 26 anni.

3) probabilmente sia io che lei (e la restante popolazione generale) possediamo taluni sottotipi di questo virus (accade la stessa cosa per il virus dell'Herpes simplex e per quello Varicella Zooster, che si contrae dopo assieme alla varicella :quest'ultimo causa del famigerato "Fuoco di S. Antonio") i quali probabilmente resteranno latenti nel nostro organismo senza dare manifestazioni cliniche

4) la maggior parte di questi virus alberga quindi industurbata ed indisturbatamente nelle nostre terminazioni recettoriali dei nervi periferici (distretti nervosi metamerici cutanei): il loro "isolamento" è altresì garantito dalle nostre sentinelle immunologiche (le difese loco-regionali e sistemiche del nostro corpo)

5) Esistono situazioni contingenti - sempre legate alla cosiddetta "tolleranza immunologica" (oggi meglio identificata in sistemi complessi che racchiudono più apparati, primo fra tutti il NICS: Neuro - Immune - Cutaneous - Sistem) che concorrono alla diminutio di questa sorveglianza a carico delle "sentinelle immunologiche" le quali hanno il potere di far "fuggire" (in termini medici: ripercorrere in via anterograda la via nervosa periferica fino al distretto cutaneo interessato) e di far replicare la popolazione virale (all'interno della cute)

6) in caso di replicazione virale cutanea (molto florida e numerosa) può insorgere la lesione cutanea clinica, la quale è la manifestazione evidente del virus stesso, o "malattia da papilloma"

7) Tutto questo è giustificato nella storia dei soggetti portatori di gravi patologie dell'immunocompetenza (HIV e AIDS) nei quali purtroppo si osservano le manifestazioni cliniche più importanti e meno trattabili.

8) Quindi solo la "malattia da HPV" (ovvero la manfestazione clinica : condilomi) è in grado di diventare potenzialmente trasmissibile (nel caso della condilomatosi, essa diviene quindi a tutti gli effetti una MST: Malattia Sessualmente Trasmissibile)

9) In caso di patologia clinica (condilomatosi) il soggetto rimane potenzialmente infetto ed infettante - di norma - fino al II controllo negativo per tale patologia (ovvero la seconda visita di controllo sempre a distanza di 3 settimane - 1 mese l'una dall'altra) nella quale non si evidenzia (all'occhio esperto del Venereologo, non del paziente ovviamente: classici i casi di misdiagnosi e diangosi terdive in altri modi..)

10) nel periodo della fase di stato (anche quando le manifestazioni non presenti ma potenzialmente ancora ripresentabili perchè in fase replicativa sub-clinica) il soggetto si ritiene sempre infetto ed infettante.

Tutto questo, per rimandare sempre e comunque all'attenzione dello Specialista Venereologo (l'esperto di Malattie Sessualmente Trasmissibili e di cute e mucose genitali) ogni dubbio su questa patologia che deve sempre e comunque essere arginata, per la Nostra Salute e per quella di chi condivide assieme a noi una piccola od una grande parte della Nostra Esistenza.

Carissimi Saluti.

Dott. Luigi LAINO
Ricercatore Dermatologo e Venereologo,
Malattie Sessualmente Trasmissibili, ROMA
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
Tel. 06.45.55.06.61
www.latuapelle.it

[#2] dopo  
Utente 438XXX

Grazie dottor Laino, è stato veramente preciso ed esauriente.
Se non la disturbo, chiedo il suo parere su di un caso concreto.
Per una ragazza risultata positiva alla colposcopia (eseguita perché il PAP test era risultato non negativo), alla quale sia stata cauterizzata la discheratosi, e che risulti negativa al PAP test 10 mesi dopo la cauterizzazione, ha senso la vaccinazione al punto 2), oppure, avendo già contratto il virus, è ormai troppo tardi?

Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Altri dubbi, altra risposte:

il PAP (test fondamentale per la donna) può recare risposte importanti sia sull'eventualità di cellule alterate (CIN 1,2,3 ad esempio) sia sulla presenza di cellule colpite dal virus (coilociti): in questo caso - e solo in questo - ha senso produrre un test importante per classificare il ceppo virale ed escludere o confermare che appartenga ad uno o più dei sottotipi 6,11,16,18 in primis (i più coinvolti nel carcinoma della cervice uterina e quelli compresi nel vaccino).

Gli scienziati stanno attualmente recando risposte suppletive per la somministrazione di questo vaccino.

Si sappia comunque che la "discheratosi" in realtà può non essere correlata all'HPV ma esistere per altri motivi (ed. ectropion della mucosa endocervicale).

Per comprendere bene il quadro specifico e per avere dei consigli fondati su dati clinici e non su parole, è insostituibile produrre la visita con lo Specialista Venereologo, che vi invito a fare.

Cari saluti.
Dott. LAINO, Roma
Carissimi saluti.
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
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[#4] dopo  
Utente 438XXX

Ha ragione, non ho indicato che l'HPV come causa era stata indicata dal ginecologo a seguito della biopsia.
Era per quello che le chiedevo se, nelle condizioni descritte (cioè PAP test negativo 10 mesi dopo la cauterizzazione), avesse senso vaccinarsi per prevenire future manifestazioni cutanee del virus (poiché, per quanto ne so, i vaccini vanno somministrati PRIMA di venire a contatto col virus nella sua forma aggressiva, mentre in questo caso il virus è già stato contratto).

Un'ultima cosa, potrebbe indicarmi (anche con risposta privata) qualche riferimento (medici e/o ospedali-policlinici) che lei ritenga essere ben preparato in Venerologia, qui in Emilia Romagna?

Grazie Dott. Laino e cari saluti