Utente 221XXX
Gentile dottore,
premetto che ho 38 anni, sono un soggetto un po’ ansioso e sono stato più volte vaccinato contro il tetano da ragazzo facendo in ultimo il ciclo delle 3 punture per la copertura immunologica il cui ultimo richiamo (3^ puntura) è avvenuto nel 1993.
Il giorno 27.08 verso le ore 12 mentre ero al mare e mentre camminavo in acqua mi sono punto sotto la pianta del piede destro all’altezza dell’ultimo dito con qualcosa di sottile tipo ago o ferro. Non so cosa fosse, è uscito un po’ di sangue, sono stato un po di tempo in acqua a giocare con mio figlio ma non ho disinfettato la ferita.
Giunto a casa, verso le 15 ho provato a disinfettare con acqua ossigenata ma la cure era già chiusa e si evidenziava un piccolissimo segno rosso sotto pelle.
Dopo 3 giorni ho iniziato ad avere un doloretto alle gambe (polpacci e coscie posteriori), soprattutto nello stare seduti, come un senso di rigidità che terminava quando iniziavo a camminare e si ripresentava nello stare fermi sia in piedi che seduto.
Dopo 7 giorni, verso le 7 di mattina mi sono svegliato di soprassalto avvertendo una tremenda fitta  all’altezza della costola sinistra che è durata un 7-8 secondi, seguita da sudorazione eccessiva e successivi episodi di freddo. Mi sono recato al pronto soccorso, verso le 8,30 a dolore terminato e ho spiegato l’accaduto. Mi hanno confermato che si trattasse di dolore intercostale e mi hanno fatto un elettrocardiogramma per sicurezza, dicendo che dovevo stare tranquillo x il tetano ma eventualmente farmi le analisi del sangue con i pattern infettivologici.
Durante la giornata e anche i giorni successivi ho avuto leggera febbricola e sempre lievi dolori intercostali e affaticamento polpacci e cosce, oltre ad un po’ di dolori all’altezza delle due ossa lombari e senso di tensione ai muscoli dorsali. Recatomi dal mio medico, mi ha tranquillizzato per la puntura e per come è avvenuta mi ha prescritto le analisi del sangue con VES e TAS ma non altro ritenendo che dovevo stare tranquillo.
Dalle analisi non risultano valori alterati e il medico ha asserito che i dolori erano dovuti agli sbalzi climatici di questi giorni consigliandomi di prendere bustine di Oki mattina e sera per 5 giorni.
Nei giorni successivi, come calava il sole non riuscivo nemmeno a stare all’aria aperta avvertendo brividi di freddo alle braccia e aumento dei dolori al torace.
Oggi 12.09 (dopo 16 giorni) ho ancora i seguenti sintomi (che ripeto non sono mai stati fissi e duraturi, ma alternati fra di loro): dolore toracico, dolore alle ossa delle spalle nel punto di intersezione con le braccia,  dolori all’altezza delle due ossa lombari con  doloretto alle gambe (polpacci e coscie posteriori), e dolori al collo del piede destro ogni tanto mi brucia un po’ sotto al piede dove sono stato punto quando ho le scarpe ed ho notato che la parte è un po’ rossa. Inoltre se abbasso la testa chinandomi per prendere qualcosa nel rialzarmi mi gira un po’ la testa ed ho un lieve formicolio all’altezza degli zigomi e un po’ di tensione alla cervicale. Tali dolori sono pressocchè nulli riscaldando il corpo al sole, ma freddo, minimo vento e aria condizionata non sono tollerati. Non riesco a stare tranquillo perché non so cosa mi sta succedendo?, cosa mi consiglia?
La ringrazio anticipatamente per la disponibilità mostrata, e cordialmente la saluto.

[#1] dopo  
Dr. Roberto Chiavaroli

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Gentile utente, difficile dire a cosa siano dovuti questi disturbi ma certo non sembrano contrazioni da tetano.
IL tetano si manifesta entro 3-4 giorni con contrazione dei muscoli delle mascelle (trisma) e solo successivamente con contrazioni di tutti i muscoli del corpo ma in maniera continua e progressiva fino a rendere impossibile la respirazione. In caso di tetano localizzato l'incubazione può essere più lunga ( tre settimane) e le contrazioni interessano solo il piede o al massimo la gamba. Sono forme benigne che si risolvono da se'. In ultimo c'è da dire che nell'acqua salina i clostridi del tetano vivono male (le spore sopravvivono nella polvere e nel terriccio). Le ferite a rischio di tetano sono quelle in cui terriccio o materiali esterni rimangono imprigionati nei tessuti ( incidenti stradali, attacchi di animali, incidenti con macchine agricole ed in genere ferite abbastanza gravi).
Nel suo caso il rischio maggiore è legato ai virus dell'Epatite B e C ma anche questi non sopravvivono nell'acqua salmastra.
Dunque credo che da questo punto di vista può stare proprio tranquillo.

Buona Serata
Dr. Roberto Chiavaroli