Utente 374XXX
Buon giorno,

Tempo fa mi recai presso un centro per malattie a trasmissione sessuale di un noto ospedale inglese per un controllo generale.

L'infermiera tenta di prelevarmi il sangue per ben due volte (non ricordo se utilizzando lo stesso ago a farfalla) ma non riesce, per qualche motivo il sangue non viene viene aspirato. Dopodiché getta l'ago a farfalla, ne prende uno nuovo, toglie il tappino e vorrebbe provare con l'altro braccio, io a questo punto la fermo e le dico che vado nell'altra stanza a consegnare il campione di urina (mi girava un po' la testa) e avremmo continuato dopo.
Tornato dopo qualche minuto (l'infermiera nel frattempo aveva aspettato senza visitare altri pazienti) l'infermiera riesce finalmente a prelevare il sangue.

La cosa che mi ha gettato nel panico è questa: non ho visto se per l'ultimo tentativo avesse usato l'ago a farfalla scartato precedentemente. In questa circostanza, se avesse poggiato l'ago senza tappino sul tavolino o nella bacinella reniforme che di solito usano, e su queste superfici ci fossero residui di sangue di altri pazienti (magari da provette che perdono, da aghi sporchi o ovatta ecc), l'ago si sarebbe potuto contaminare, infettandomi durante il prelievo? Ci sono rischi per HIV/epatiti/HTLV1-2 ecc?

Per favore datemi un vostro parere, sono in preda all'ansia, anche considerando che eventuali residui/schizzi di sangue sulle superfici a contatto con il mio ago proverrebero da pazienti ad alto rischio (un centro per malattie a trasmissione sessuale di solito è frequentato da persone a rischio).

Grazie tante

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
lei posta un quesisto nella sezione non giusta.
Avrebbe dovuto postarlo in Psichiatria perchè francamente, e non me ne voglia, la sua sembra una forma di delirio paranoide.

Che cosa le deve dire l'infettivologo? Che normalmente nei centri per le MST non sono soliti infettare i soggetti sani?

O vuole che le consigli di effettuare il test per HIV? O per HBV e HCV?

Se le servono per rassicurarla li faccia pure, ma il problema è a monte!! E non c'è da vergognarsene: c'è solo da curarlo. Come si fa con un'influenza o con una ipertensione arteriosa..

Cordiali saluti.

Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 374XXX

Grazie Dottore per avermi risposto.
Capisco di avere problemi di OCD, qui nel mio quesito non mi riferivo al fatto che l'infermiera volontariamente avesse voluto infettarmi, ma che magari nella fretta senza pensarci avesse poggiato l'ago nuovo e senza tappo su superfici non pulite e poi utilizzato per il prelievo.
Tutto qui.

[#3] dopo  
Utente 374XXX

Inoltre, ultima cosa, se l'ago senza cappuccio è poggiato sul tavolino o vaschetta, come probabile nel mio caso, non perde la sua sterilità?
Ho letto un consulto simile di un altro utente, in cui sulla bacinella reniforme erano presente schizzi di sangue di altri pazienti, comunque quindi anche se tracce ematiche fossero andate sull'ago (improbabile ma plausibile) una qualunque infezione è da escludere assolutamente?

Grazie

[#4] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
"se avesse poggiato l'ago senza tappino sul tavolino o nella bacinella reniforme che di solito usano, e su queste superfici ci fossero residui di sangue di altri pazienti (magari da provette che perdono, da aghi sporchi o ovatta ecc), l'ago si sarebbe potuto contaminare, infettandomi durante il prelievo? Ci sono rischi per HIV/epatiti/HTLV1-2 ecc?"

"Inoltre, ultima cosa, l'ago senza cappuccio e poggiato sul tavolino o vaschetta non perde la sua sterilità?"

Gentile Signore,
continuiamo a ragionare per ipotesi assurde!

Le pongo una domanda: camminando per strada è possibile che da una finestra le cada un vaso da fiori sul cranio e la faccia morire sul colpo? La risposta è si!

E' tacito che se un ago o un presidio sterile viene privato dell'involucro protettivo e poggiato su una superficie inidonea perde la sua sterilità.
Ne ha le prove nel caso di specie? No! E' una sua elaborazione ossessiva.

Ascolti il mio consiglio: vada da un bravo prichiatra e si faccia curare: vivrà una vita qualitatitamente migliore. L'eventuale percorso psicoterapeutico potrà abbinarlo in un secondo momento.

Cordiali saluti.


Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#5] dopo  
Utente 374XXX

Caro Dottore,

Grazie ancora per aver risposto.

Capisco il modo di ragionare patologico, seguirò il suo consiglio, però nel frattempo volevo tranquillizzarmi ed proteggere le persone a me vicino, senza rischi di trasmettere nulla.

Non ho le prove circa la contaminazione dell'ago, sarà sicuramente un pensiero ossessivo, avevo però pensato che l'infermiera, dopo aver già sprecato uno o due aghi, avesse potuto riporre l'ago nuovo si, ma privo dell'involucro protettivo sul tavolino e poi usarlo per l'ultimo prelievo piuttosto che gettarlo. Sinceramente sul momento non ci ho fatto caso, ci ho pensato dopo.

Cordialmente

[#6] dopo  
Utente 374XXX

Gentile Dottore,

Mi scusi se la disturbo di nuovo, questa sarà l'ultima volta.
Mi recherò dal mio curante quanto prima per informazioni sulla visita psichiatrica, ora ho impegni di lavoro che non me lo permettono, sto cercando comunque di calmarmi e razionalizzare il tutto.
Ho anche in passato avuto questo tipo di fobie o forse anche ipocondria, ed in relazione a quanto scritto sopra avevo anche pensato ad altre ipotesi assurde (me ne rendo conto ora), come se cercassi un qualunque minimo dettaglio che potesse condurre ad una qualunque infezione (come delle "falle" nel processo, non so se mi spiego).

Comunque, a parte questo, cercando di pensare in maniera lucida e ragionevole, Lei diceva che stavo ragionando per ipotesi assurde.
Ora quello che verosimilmente è successo è che il dispositivo butterfly è stato scartato, scappucciato e poi, quando io ho fermato l'infermiera prima del prelievo, poggiato senza cappuccio da qualche parte (trolley/ vaschetta o bacinella reniforme che dir si voglia/ lettino/ tavolo, non so perché non ci ho fatto caso), per poi essere riutilizzato quando sono tornato dopo aver consegnato il campione di urina.
L'assurdità sta nel fatto che io ipotizzo che ci fossero residui di sangue che fossero venuti a contatto con l'ago? In pratica dovrei fidarmi della professionalità dell'infermiera che avrà sicuramente poggiato il dispositivo su una superficie pulita o comunque idonea, giusto?
Quindi in definitiva, a parte il ricorrere al supporto di un medico psichiatra, che mi aiuterebbe a superare questo modo di pensare ossessivo, posso comunque stare sicuro di non aver rischiato nulla durante questo episodio?

Mi scusi se ripeto le stesse cose, però se si hanno questi tipi di pensieri alla fine non si vive sereni e si ha anche bisogno di rassicurazioni.

Grazie se vorrà rispondere e per il servizio offerto precedentemente in maniera cordiale e professionale.

Buon lavoro

[#7] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
provi a essere razionale:
lei si è recato in un "noto ospedale inglese" presso il reparto MST.

Secondo lei, doveva capitarle l'infermiera matta, magari la serial killer che si diletta a infettare i pazienti appena questi girino la testa o distolgano l'attenzione?!

Guardi che lei sta rasentando il delirio paranoide.
E' questo che la dovrebbe preoccupare.

Se andrà a ripetere il test presso un altro laboratorio, chi le assicura che per risparmiare, qualche infermiera matta non lavi le siringhe o i butterfly e li riusi come nuovi?

Cerchi di stare tranquillo e di consultare lo psichiatra appena possibile.

Se vuole mi facccia sapere.

Cordiali saluti.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#8] dopo  
Utente 374XXX

Grazie Dottore per aver risposto.

La mia paura non deriva dall'eventualità, assurda, che l'infermiera volesse infettare i pazienti, ma che magari non avesse fatto attenzione a dove aveva poggiato l'ago, magari nella fretta e senza volerlo.

Comunque cercherò di stare tranquillo e di seguire il suo consiglio circa il supporto psichiatrico.

Grazie di nuovo,

Buona serata

[#9] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Di nulla!
Arrivederci.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.