Utente 109XXX
mia madre dell'età di 82 anni nel mese di maggio 2015 ha subito un intervento per installazione 3 by pass, , sostituzione valvola aortica biologica e successiva installazione di pace maker conclusasi positivamente se si esclude un versamento pleurico poi rientrato e corretto con Deltacortene insieme ad un'anemia piuttosto importante con emoglobina circa 8 di volume corretta con ferro, dobetin e folina (ed all'inizio anche con trasfusione) ed ancora importante.
Nel mese di luglio è iniziato un forte dolore alla schiena e non ha potuto evitare l'uso di antidolorifici complicando il quadro del coumadin adesso sostituito da ELIQUIS 5 mg 2 volte al giorno insieme alla cardioaspirina per i by pass.
Nel mese di settembre, senza che il dolore alla schiena fosse passato è intervenuta febbre con diffuso tremore, confusione mentale, difficoltà a muoversi. E'stata ricoverata era in iposodiemia (130)con proteina c reattiva a 9.18. La ricerca dell'emocultura ha evidenziato positività per enterococcus fecalis .E' stato eseguito l'ETE che ha escluso segni di endocardite. Nel ricovero è stata trattata con antibiotico ceftriaxone . E'stata dimessa dopo 7 giorni con proteina c reattiva 5,25, emoglobina a10,2 dicendo di continuare per 6 giorni terapia domiciliare con augmentin 1 gr 2 compresse. Dopo 10 giorni ha avuto episodio di cistite corretta con monuril ma sempre senza febbre e dopo meno di un mese è iniziato nuovo dolore alla cervicale insopportabile ed il giorno dopo agitazione, febbre e confusione mentale con difficoltà nei movimenti. E'stata nuovamente ricoverata con un quadro pressoche' analogo emoglobina di nuovo a poco più di 8 e reticolociti alti.e nuovamente pcr alta.
Trattata con antbiotico è di nuovo sfebbrata ma non è stato fatta emocultura perché senza febbre mentre urinocultura ha dato esito negativo (ma dopo antibiotici è normale)
Ora sostengono che c'è una perdita di sangue ma mi sembra normale con tutti gli anticoagulanti che prende e per questo vorrebbero fare colonscopia e gastroscopia. Io sono preoccupata perché li vedo esami in questo momento invasivi ed inutili. Ho il sospetto che non sia stato corretto in maniera adeguata l'enterococcus anche perché in fase di remissione infezione l'emoglobina era salita senza far altro.Ho paura di perdere tempo e far avanzare quest'infezione senza contrastarla in maniera adeguata ma non so a chi rivolgermi nella provincia di Pisa o Firenze per un consulto in merito e vorrei anche sapere se gli esami chiesti possono davvero servire.
Ringrazio anticipatamente chi potrà aiutarmi

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
Non conosco che terapia assuma sua madre, tale da provocarle iposodiemia.
Ne' capisco la ragione di associare una TAO o l' Eliquis, a 82 anni, alla aspirina, sempre che sua madre non sia fibrillante.
Non comprendo perché, se sua madre aveva una sepsi da Enterococcus fecalis rispondente al Cefriaxone, questo non sia stato messo in terapia dopo la dimissione ma sostituito con l'Augmentin.
È evidente che anche la gestione dell' infezione delle vie urinarie sia stata caotica.
A Pisa ha come punto di riferimento il "nostro" dott Maurizio Cecchini, maestro di cardiologia e ottimo internista.
I dati per contattarlo li può recuperare dal sito MI+
Se si trattasse di mia madre io mi rivolgerei a lui.
Saluti cordiali,
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.