Utente 389XXX
Salve,
contatto per la situazione di mia madre (66 anni), le cui condizioni di salute sono da alcuni mesi in perenne difficoltà.
In altro consulto, ho riportato tutta la situazione della stessa che riassumo: operata il 28 settembre per una neoplasia al colon ascendente, ha sviluppato una tromboembolia polmonare massiva bilaterale ed un'infezione assai persistente da clostridium difficile.
Dopo essere uscita dalla clinica privata dove è stata operata (per sua scelta), apparentemente guarita dal clostridium e con tutte le terapie contro l'embolia era stata rimandata a casa.
Tempo una settimana, di nuovo diarrea e febbre alta, cioè ritorno (almeno presumiamo) del clostridium, che, ho letto, recidiva frequentemente.
A distanza di una settimana dal nuovo ricovero, quella povera donna ha ancora la febbre, diarrea frequente, affanno nel fare il minimo movimento e tremore diffuso.
Le terapie che sta seguendo in ospedale: punture di eparina, calze elastiche ed ossigeno per l'embolia; vancocimina per il clostridium; idratanti ed integratori alimentari vari (specie sodio ed albumina).
Ora, a distanza di una settimana, nessun miglioramento visibile: è normale? Quali sono i tempi per una terapia da clostridium (o meglio una sua recidiva subito presa alla sua reinsorgenza)? In quanto tempo si dovrebbero vedere dei miglioramenti?
Ringrazio per la cortese attenzione.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
È necessario che la presenza del microrganismo venga confermata con cultura e vetificare con ABG che lo stesso non abbia sviluppato resistenza alla vancomicina.
Francamente mi sfugge che cosa intende per embolia polmonare bilatetale massiva e quali siano le condizioni polmonari della sua mamma che vanno valutate con TC.
Credo che, dalla situazione che descrive, sarebbe saggio ricoverarla in una seria struttura pubblica.
In bocca al lupo,
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.