Utente 423XXX
Gentilissimi. Prima di tutto grazie a chi mi vorrà rispondere. Sono una donna di 40 anni e da mesi sto combattendo con una ivi. Tutto inizia a febbraio quando mi capitando provare un desiderio urgente di urinare. Subito non mi preoccupo e penso possa essere normale, dato che bevo molta acqua e seguo una dieta ricca di frutta e verdura. Poi la situazione peggiora, senza mai perdita di urina, così consulto la ginecologa che mi dice che è cistite, di prendere neofuradantin. Le spiego che ho già avuto la cistite 2 volte in vita mia, ma che la sensazione questa volta è diversa: niente sensazione di vescica non svuotata, né bruciori o dolori, solo urgente bisogno di fare pipì. Mi risponde che esistono tante forme di cistite e di prendere il neofuradantin. Non mi fa nulla, così la dottoressa mi dice che non abbiamo azzeccato antibiotico, di prendere augmentin. Nulla cambia. Faccio urinocoltura, negativa. Mi sottopongo a tutti i tipi di tampone: solo quello vaginale risulta positivo ad enterococcus faecalis. Su consiglio della ginecologa vado da un profilo privato che, in base ad antibiogramma, mi prescrive augmentin. Subito mi sento meglio, dopo un paio di giorni sono di nuovo nella stessa situazione. Rifaccio tampone vaginale e risulta non più positivo ad enterococcus faecalis ma ad Escherichia Coli. Chiedo al medico di famiglia se devo fare una visita dal gastroenterologo, essendo entrambi i batteri di natura intestinale, anche se evacuato regolarmente e non ho nessun dolore che mi faccia pensare di avere problemi in tal senso. Mi dice di no. Faccio cura antibiotica. L' Escherichia Coli resiste, anzi i valori dell'antibiogramma sono uguali x due volte. Nel frattempo, ho rapporti protetti, ma decido di far fare anche a mio marito il tampone uretrale, dato che i nostri rapporti non sono stati protetti fin da subito. Anche lui positivo agli stessi germi con antibiogramma simili ai miei precedenti. Gli interrogativi dell'ospedale dove abbiamo fatto tampone uretrale incominciato a seguirci in coppia. A me dicono di prendere minuti bustine x 2 giorni. Per farla breve, ora il tampone è negativo, ma urinocoltura positiva a klebsiella pneumoniae con 100.000 colonie. La sensazione di dover andare in bagno permane, con sensazione di vescica non svuotata, sempre senza perdita di urine. In base ad antibiogramma prendo ciproxin, ma nulla...non so più che fare. Ora lunedì andrò a fare visita ginecologa e pap test da una nuova ginecologa e poi di nuovo da infettivologi in ospedale, ma nel frattempo sono disperata e stanca, per cui chiedo il vostro parere. Grazie di cuore.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signora,
questo avvicendarsi di germi nelle sue urine, tutti entrobatteri, mi pare sospetto.
Tenga conto che oggi la identificazione del germe la esegue una macchina sulla base di alcune caratteristiche metaboliche e non è raro che vengano fuori germi che in realtà non ci sono.
Idem per l'antibiogramma.
Nessuno più è capace, se non in laboratori di infettivologia, di esaminare al microscopio il piastrato e fare diagnosi microscopica.
Tenga pure conto che il comportamento della sua ginecologa non è stato corretto terapeuticamente: prima va fatta l'urinocoltura e sulla base dei risultati va dato il Neofuradantin o quello che serva.
A me pare che la sua IVU sia stata gestita in modo molto caotico: spero che i prossimi Colleghi che la seguiranno abbiano maggiore esperienza infettivologica.
Faccia anche controllare che non vi sia prolasso uterino e cistocele anche di grado lieve.
E che ecograficamente la vescica non mostri alterazioni degli echi di parete, specie nella zona trigonale.
Faccia sapere se vuole.
Cordialità,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 423XXX

Grazie mille x la risposta.
Mi sono dimenticata di dire che ho fatto sia un eco addome, concentrata sulle vie urinarie, che un'ecografia transvaginale da cui non risulta nessuna anomalia, se non un utero fibromatoso (nel 2006 mi hanno tolto diversi fibromi) e, in particolare 2 fibromi, di cui uno di circa 3,5 cm in prossimità della vescica. Non so più cosa pensare....la ginecologa da cui andrò lunedì è un'esperta nel pavimento pelvico. Ma un eventuale prolasso non dovrei avvertirlo a livello fisico? Non so cosa sia il cistocele, ma mi informo...
Per il momento la ringrazio tantissimo e le auguro una buona giornata.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Un cistocele è una discesa della vescica spinta dall'utero prolassato.
I gradi I e II possono essere responsabili di disturbi urinari in assenza di infezione.
Ha fatto un'ottima scelta a scegliere una ginecologa che si occupi del pavimento pelvico.
Mi faccia sapere, se vuole.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
Utente 423XXX

Lo farò sicuramente! Questa ginecologa mi è stata consigliata da un'amica medico che ha fatto la sua stessa ipotesi...anche se mi sembra strano perché non ho mai partorito! Ci aggiorniamo, comunque! A presto.

[#5] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Non è obbligatorio il parto, cara signora, per avere una lassità del pavimento pelvico.
A presto, dunque.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#6] dopo  
Utente 423XXX

Gentile dottore, stamattina ho fatto la visita uroginecologica di cui le parlavo. La dottoressa ha analizzato il pavimento pelvico, che dice perfetto. Nessun prolasso, neanche minimo. Mi ha fatto ecografia transvaginale da cui, a parte i fibromi, non ha rilevato nessuno anomalia. Mi ha spiegato che, a suo avviso, le continue e caotiche terapie antibiotiche nei mesi hanno rovinato il tessuto epiteliale che riveste la vescica che ha l'importante funzione di rendere impermeabile la parete vescicale, impedendo alle scorie provenienti dall'urina di entrare a contatto con la vescica. Pertanto, mi ha prescritto un integratore a base di acido ialuronico (ialuril) x almeno 15 giorni che ha la funzione di ripristinare questo rivestimento, questa protezione. Poi, ovuli vaginali x ripristinare la flora vaginale e vesiker x un mese x ridurre l'iperattività (e dunque anche la frequenza dello stimolo). Ha detto:"Basta urinocoltura, basta tamponi! Basta antibiotici!". Devo richiamarla tra 15 giorni x dirle come sto. La dottoressa sostiene che lo stimolo che sento dovrebbe passare.Speriamo...
La ringrazio moltissimo del suo sostegno e gentilezza. La aggiornerò a breve. Buona giornata.

[#7] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Buona serata a lei,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#8] dopo  
Utente 423XXX

Carissimo dottore, a distanza di circa 7 mesi voglio aggiornarla sulla mia situazione, anche perchè spero possa essere d'aiuto ad altri utenti. La cura dell'uroginecologa non solo mi ha fatto stare decisamente meglio, ma ha anche ricreato la protezione vescicale necessaria x evitare di ricadere in continue infezioni. Infatti, è da Settembre che sia il tampone che l'urinocoltura risultano negativi. Anche a livello di stimolo urinario , già 20 giorni dopo la cura mi sentivo molto meglio: non potevo dire di essere tornata come prima ma ero fiduciosa. Gli infettivologi, che contemporaneamente mi hanno seguito, mi incitavano ad essere speranzosa, spiegandomi che la vescica impiega molto tempo prima di ristabilire un equilibrio. Lo stimolo a far pipì era diminuito parecchio, fino a quando a Gennaio si ripresenta fastidioso, insieme a diversi episodi di urgenza. Mi sono così nuovamente recata dalla mia uroginecologa, la quale mi ha visitato. Dato che non risultava nulla e sia l'ultimo tampone e l'ultima urinocoltura era negativa, mi ha detto che prima di fare qualunque esame invasivo (tipo cistoscopia) era secondo lei opportuno fare una cura con Kistinox forte, ovvero un integratore a base di mirtillo rosso, D-Mannosio e Noxamicina, che aveva lo scopo di disinfiammare. Secondo la dottoressa, infatti, ero ancora tanto infiammata. Dopo 1 mese la situazione è migliorata. Ora sono più di 2 mesi che seguo questa cura e mi sento rinata. Adesso posso dire di sentirmi come nuova e consiglio a tutti questa bravissima uroginecologa che riceve in Liguria, la dottoressa è molto aggiornata ed è stata l'unica ad aver trovato la cura giusta. Colgo l'occasione per ringraziare anche lei che è stato così gentile a rispondermi in un periodo in cui ero davvero disperata!