Utente 131XXX
Salve,
Da circa 10 giorni soffro di una adenopatia diffusa.
Inizialmente il dolore interessava soltanto la zona ascellare sx per poi passare dopo qualche giorno anche alla dx e successivamente si è presentato anche su entrambi i lati del collo (a partire dalle orecchie fino alla clavicola per intenderci) coinvolgendo spesso anche la nuca.
Negli ultimi giorni anche se in forma più lieve è presente anche a livello Iliaco.
Il dolore si presenta a tratti nell'arco della giornata come un dolore sordo intenso e profondo quasi contemporaneamente nelle zone indicate.
La cosa strana è che a vista con l'autopalpazione non rilevo gonfiore ne escrescenze particolari nelle zone interessate nemmeno al tatto a meno che non spinga proprio in profondità.
Oltre questo si presentano anche altri lievi sintomi come leggero mal di gola (tonsille non particolarmente gonfie o arrossate) e un dolore tipo otite bilaterale inoltre una patina bianca sulla lingua.
Non ho mai presentato stati febbrili nemmeno lievi anzi la temperatura è pressoché costante intorno ai 35.8° e non sono presenti eruzioni cutanee. La prossima settimana prenderò appuntamento con il mio medico curante.
1) Potreste indicarmi quale potrebbero essere indicativamente le cause di questa sintomatologia?
2)Perché se le zone interessanti sono così dolenti i linfonodi non si presentano ingrossati? Soprattutto quelli del collo o ascellari che sono più esterni non dovrebbero essere evidentemente gonfi o ricoscibili al tatto?
3)Se ci fosse una reazione del sistema immunitario a qualsiasi virus o batterio non dovrebbe comparire la febbre?

Grazie

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
io non ho ben compreso se lei ha linfonodi ingrossati e dolenti, ovvero non ha alcun linfonodo ingrossato e il dolore si presenta quando va a scavare per reperire i linfonodi.
O ancora se lei abbia dei banali dolori muscolari legati ad una forma virale nel qual caso i suoi linfonodi non sarebbero per nulla in causa.
Faccia maggiore chiarezza e potrà avere una risposta più chiara.

Cordialità,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 131XXX

Grazie dottore per la veloce risposta.
Cerco di spiegare meglio.
Il dolore è presente intenso e profondo nelle zone dei linfonodi del collo e ascellari e in minore intensità all'altezza delle fosse iliache
Ma vista in queste zone interessate non compaiono rigonfiamenti e al tatto le zone sono morbide e omogenee i linfonodi non sono palpabili (non si ha la classica sensazione della pallina mobile per capirci) ma il dolore aumenta ovviamente di intensità se vado in profondità con le dita alla ricerca dei linfonodi.
I dolori muscolari lievi sono presenti ma la sensazione dolorante maggiore è nelle zone linfatiche (collo, ascelle, gola, orecchie).
Spero di essere riuscito a spiegare meglio la situazione.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
qualcosa in più ho inteso.
Ma non potendola palpare telematicamente e non conoscendo che forza imprime con la sua palpazione per ricercare il linfonodi, che a quanto pare non ci sono, lasci passare la settimana, non si palpi più e lunedì vada dal medico curante che dovrebbe conoscere come palpare i linfonodi senza "lacerare le carni".
Nel caso si faccia prescrivere una Ecografia.
Se vorrà mi potrà aggiornare.

Cari saluti,
Dott. Caldarola.

Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
Utente 131XXX

Salve dottore,
Leggendo alcuni argomenti qui mi sono spaventato vedendo che la linfoadenopatia e mal di gola potrebbero essere anche i primi sintomi di un contagio di HIV.
Ora precisando che nei rapporti occasionali sia orali che vaginali ho sempre usato il preservativo ho ripensato all'ultimo rapporto avuto una decina di giorni prima della comparsa dei sintomi ed mi è venuto un dubbio atroce.
Il rapporto è stato di tipo vaginale e come sempre faccio in questi casi ho usato il preservativo fin da subito.
Il fatto sta che dopo alcuni minuti di penetrazione mi è sembrato che il preservativo diventasse meno lubrificato e per un eccesso di sicurezza ho interrotto il rapporto e sfilato il preservativo per verificare fosse integro.
Dopo aver verificato che il profilattico fosse perfettamente integro e non avesse subito alcun tipo di danno l'ho nuovamente infilato per completare il rapporto fino all'eiaculazione dopo di che ho verificato di nuovo la sua integrità a fine rapporto.
IL GROSSO DUBBIO CHE MI ASSALE È CHE NELLA SITUAZIONE POTREI AVERE RIMESSO IL PROFILATTICO AL CONTRARIO ovvero infilando il pene nella parte esterna che era stata a contatto con le secrezioni vaginali.
IL tempo intercorso tra lo sfilamento verifica e riutilizzo del preservativo a contatto con l'aria sarà stata all'incirca di un minuto e il periodo in cui il preservativo sia stato utilizzato al contrario quindi con il pene a contatto con la parte esterna di almeno 5 minuti fino alla fine del rapporto.
Lo devo considerare un contatto indiretto oppure il rapporto è stato a rischio trasmissione HIV?
Spero mi possa aiutare perché sono molto agitato.

Grazie

[#5] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
la prossima volta si porti la confezione dei profilattici piena così quello sfilato lo scarta e ne indossa uno nuovo.
Comunque stia tranquillo perchè se il serbatoio era visibile alla fine del profilattico è impossibile che lo abbia indossato al rovescio.

Cari saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#6] dopo  
Utente 131XXX

Sicuramente starò più attento e probabilmente è come dice lei mi dovrei essere accorto se era al contrario..
Ma nel caso in cui lo avessi riutilizzato al contrario posso stare tranquillo perché sarebbe comunque un contatto indiretto o un rapporto a rischio?...
Grazie ancora per il suo aiuto...

[#7] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Si stia pure tranquillo.
Non contrarrà l'HIV!

Cordialità,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#8] dopo  
Utente 131XXX

Buongiorno dottore,
Le scrivo per aggiornarla.
Sono stato a visita dal medico che non ha riscontrato particolare gonfiore dei linfonodi anche se io continuo a sentire dolore al collo da entrambe i lati in profondità.
Le volevo chiedere se i linfonodi cervicali in profondità fossero gonfi si riuscirebbe a sentirli con la palpazione?...
E ancora il medico ha riscontrato una leggera infiammazione della gola presumibilmente da reflusso gastrico dandomi una cura per questo e una leggera otite bilaterale probabilmente anch'essa collegata.
Ma non ha saputo spiegarmi il collegamento con i linfonodi ascellari.
Le potrebbe dirmi qualcosa al riguardo?
Oltre la cura per il reflusso non ha ritenuto necessarie altre analisi.
Grazie

[#9] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Buongiorno,
mi scusi ma i suoi linfonodi ascellari sono gonfi?
Non sarebbe meglio fare una ecografia linfonodale nelle "comuni sedi di repere" per toglieri il pensiero di questi linfonodi dolenti ma non palpabili?
Me parli con il curante e mi faccia sapere, se vuole.

Cari saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#10] dopo  
Utente 131XXX

Buonasera dottore,
Effettuata visita otorinolaringoiatria lo specialista dopo laringoscopia mi ha confermato l'ipotesi che il problema alla gola e di conseguenza l'infiammazione dei linfonodi del collo (che tra l'altro anche lui ha trovato non gonfi ne palpabili, ma soltanto una dolenza nella zona linfonodale) sia dovuto a sindrome da reflusso esofageo.
I sintomi linfonodali sono praticamente spariti negli ultimi giorni e rimane solo l'infiammazione della gola con difficoltà nel deglutire.
Per mio scrupolo personale dopo l'episodio del rapporto sessuale che le riferivo ho fatto anche un test hiv di ultima generazione con ricerca di antigene p24 che ha dato esito negativo anche se solo a 20 giorni dal fatto che non so quanto possa essere attendibile visto che bisogna aspettare dai 30 ai 90 giorni.
Crede siano sufficienti tutte le visite mediche fatte finora o devo fare altro?... Ormai questa storia va avanti da quasi un mese e comincia a stressarmi.
Grazie per l'attenzione.
Cordiali saluti.

[#11] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Bene, sono contento per lei.
Fare un test HIV a 20 gg ha poco senso: se proprio vuole stare tranquillo lo ripeta a 90gg dal rapporto che ritiene a rischio.
Faccia sapere se vuole.
Buona serata,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#12] dopo  
Utente 131XXX

Salve dottore,
Per maggiore tranquillità ho effettuato un nuovo test hiv di IV generazione con ricerca di antigene p24 con metodo ELFA a 30 giorni e nel laboratorio mi hanno abbia una elevata attendibilita (più del 95%) da ripetere comunque con tranquillità a 90 più che altro per scrupolo.
Fortunatamente con esito negativo.
Mi conferma quanto mi hanno detto al laboratorio?

Comunque pensavo che questo mi tranquillizzasse un po' invece a quanto pare continuo a sentire doloranti le zone linfonodali del collo e ascellari e anche se in tono minore il dolore (più che altro fastidio) si è diffuso anche a livello inguinale e a tratti anche dietro le ginocchia.
Come le dicevo i linfonodi non sono gonfi o palpabili (al tatto non ci sono noduli) ma è l'intera zona dove si trovano i linfonodi ad essere dolente e soprattutto molto accaldata al tatto.
Ma la cosa che più mi preoccupa è che frequentemente comincio ad avere risvegli notturni seguiti da abbondante sudorazione che non mi fanno riposare.
Mi auguro siano dovuti allo stato di ansia che mi stanno creando questi malesseri.
Nel frattempo ho effettuato analisi del sangue generiche in cui tutti i valori compreso emocromo sono perfettamente nella norma e oltretutto pur avendo questi sintomi da ormai un mese non ho mai avuto febbre (temperatura media 35,5) e non mi sento particolarmente stanco ma più che altro stressato dalla situazione.
So che fare diagnosi a distanza è impossibile ma indicativamente cosa potrebbe causare questa sintomatologia?
Le malattie infettive non portano sempre febbre anche se magari non molto alta?
Grazie