Utente 170XXX
Buongiorno,
nel mese di luglio 2016 mi è stata diagnosticata una sifilide secondaria. Non mi ero accorto del sifiloma primario, sono andato dal dermatologo quando sulla pelle mi sono comparse delle macchie rosse. Una volta fatte le analisi ho scoperto che si trattava di sifilide. Il dermatologo mi ha prescritto una cura a base di penicillina, 6 iniezioni da 1.2, due alla settimana, una su gluteo dx e una su gluteo sx. Forse potevano bastare due iniezioni ma avendo le macchie sulla pelle da un mesetto, si è deciso di fare una cura più corposa.
Dieci giorni fa, quindi a distanza di 4 mesi dal termine della terapia, inizia a nascermi una piccola ferita sul pene. Impaurito, torno dal dermatologo, mi visita, dice che non sembra un sifiloma e mi dice che comunque che è il caso di rifare le analisi del sangue, anche per controllare il decorso dell'infezione di luglio.
Ritiro il referto e... sono di nuovo positivo. Valori assolutamente non giustificabili dopo una cura del genere, a distanza di 5 mesi (VDRL 1:64, TPHA 1:1280, gli stessi, identici, di 5 mesi fa). La ferita sul pene, nel frattempo si è manifestata chiaramente come un sifiloma.
Quindi a distanza di 4 mesi, di nuovo una infezione, con valori ematici identici, anche se ora è una primaria, mentre l'altra volta era una secondaria.
Il dermatologo ora deve decidere come agire.
Chiedo gentilmente agli specialisti di questo sito un parere. Va trattata come una semplice sifilide primaria, quindi con 2 iniezioni da 1.2? Oppure essendo una reinfezione recente, va trattata più pesantemente?
Grazie per l'aiuto che vorrete darmi.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
mi scusi ma il suo Dermatologo ha aspettato 5 mesi e un sifiloma primario per farle rifare gli esami?
E che sifilologo sarebbe?
Non si monitorizza in questo modo una sifilide, senza valutare gli anticorpi specifici IgM - IgG prima dell'inizio della terapia e poi almeno dopo un mese dalla terapia con Sigmacillina.
Inoltre, lei dopo la terapia ha avuto di nuovo rapporti a rischio?
Perchè la Sifilide non lascia alcuna immunità contro una nuova infezione. E la resistenza alla Sigmacillina del treponema è eccezionale se non impossibile.
Guardi per quanto riguarda il trattamento, esistono scuole di pensiero diverse nè io da qui posso suggerirle una strategia terapeutica piuttosto che un'altra.
Forse il consiglio più utile che posso darle è di cambiare Dermatologo e di affidarsi ad uno che sa bene come si diagnostica, si tratta e si monitorizza una Sifilide, sia essa primaria, secondaria, latente e terziaria.
Mi faccia sapere se vuole.
Cordialità,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 170XXX

Salve,
grazie per la risposta.
So bene che la sigmacillina è assolutamente risolutiva, infatti proprio per questo dopo la pesantissima terapia fatta, non sono più tornato dal dermatologo poichè ero sicuro di aver risolto il problema. Quindi la "colpa" non è stata tanto sua...
In ogni caso credo che possiamo considerare praticamente certo il fatto che la prima infezione sia stata debellata. Ad esempio, già dopo sole due iniezioni su sei, qualsiasi segno esteriore della malattia era sparito...
Il problema è che nel giro di 5 mesi, l'ho ricontratta di nuovo. E me ne sono accorto subito perchè ho notato questa ferita sul pene. Rapporti a rischio? Visto che tutto è a rischio, soprattutto quando si parla di sifilide, allora diciamo di si. Ho sempre usato il profilattico per qualsiasi contatto, escluso il sesso orale. Sarà sfiga allora, perchè in tantissimi anni non ho mai avuto alcun problema, mentre adesso mi sono beccato per due volte la sifilide nel giro di 5 mesi.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
non è sfiga, come la chiama lei.
E' incoscienza: perchè se lei legge i miei consulti troverà ribadisco fino alla noia che tutti i rapporti, compresi quelli oro genitali, vanno protetti con il preservativo.
E invece in questa sezione continuano ad arrivare richieste di consulti su terrori e paure DOPO aver fatto sesso non protetto.
La "sfiga" è altra cosa: è un evento che si determina nonostante si sia fatto di tutto per evitare che accadesse.
I latini dicevano: Causa mali est ipse clamabit.
Non perda tempo e si curi la sifilide.
Buon week-end,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.