Utente 309XXX
Buongiorno Dottore,
sono una donna di 47 anni, e da 15 anni lavoro in un grande supermercato, dove ho sempre avuto la mansione di addetta al rifornimento scaffali (anche se sono inquadrata, come tutti i miei colleghi, impiegato 4° liv. del terziario, svolgiamo nella realtà un lavoro tipo magazzinieri, molto intenso e faticoso, che parte dal ricevimento merci e arriva alla sistemazione del singolo prodotto a scaffale, il tutto a ritmi sostenuti).
Dall'anno scorso ho cominciato ad avere delle patologie riferibili alla movimentazione manuale dei carichi, sono stata già sottoposta a visita medica dal Medico competente per la sicurezza sul lavoro, che ha chiesto ulteriori indagini e nuova visita fra 4 mesi, nel frattempo idoneità con limitazioni alla mansione.
Alla visita del Medico competente (due mesi fa) presentavo sintomi acuti e le seguenti diagnosi di fisiatra e ortopedico, supportate da indagini diagnostiche a conferma:
-Tendinopatia del sovraspinoso con microcalcificazioni a livello inserzionale spalla dx e sn
-Epicondilite gomito sinistro
-Iniziale sindrome tunnel carpale a dx
-Iniziale artrosi trapezio-metacarpale

Il Medico competente, volendo escludere patologie reumatiche autoimmni mi ha indirizzato dal Medico Reumatologo, che ha escluso tali patologie e ha aggiunto alle patologie già accertate quella di Spondilodiscoartrosi.
Mi sono quindi sottoposta a RX del rachide dorsale, lombosacrale e bacino, e RM cervicale.
Dalle RX è risultata una limitata artrosi dorsale con accentuazione cifosi, una moderata artrosi lombare con discopatie L3-L4 e L5-S1, più una vertebra con carettere di transizione nella giunzione lombo sacrale (congenita).
Dalla RM è risultata una modesta Spondilouncoartrosi con degenerazione dei dischi intersomatici che protrudono posteriormente da C3 a C7.
In particolare C3-C4 determina minima riduzione del canale centrale e iniziale impegno foraminale bilaterale, mentre C5-C6 impronta il profilo ventrale del sacco durale. Analogo ma più lieve C6-C7.
Da quello che capisco sono tutte patologie riferibili alla movimentazione manuale dei carichi, ma nessun medico che mi ha visitato fin'ora ha parlato di malattia professionale,per questo ho bisogno di un Suo parere.
Se anche Lei reputa che siano patologie lavoro-correlata come devo procedere?
Quando mi recherò alla visita de medico Competente, fra 4 mesi come da lui richiesto, devo essere io a parlarne? Aspetto i quattro mesi o chiedo una visita prima?
La ringrazio cordialmente

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Il caso è particolare.

Generalmente è il medico competente e i medici del lavoro dell'ASL di competenza o l'Istituto di Medicina del lavoro dell'Università, che, dopo la visita e l'esame della documentazione e della mansione svolta, redigono, se ci sono gli esttremi, il primo certificato di malattia profesisonale all'Inail.

Ne parli con il medico competente o in alternativa all'ASL.

cordiali saluti

Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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[#2] dopo  
Utente 309XXX

La ringrazio Dottor Golia,
ne parlerò al Medico Competente quando mi recherò alla visita (fissata per ottobre).
Da quello che so molto difficilmente nella mia azienda sono state riconosciute malattie professionali, infortuni si, certamente, ma malattie professionali no.
Ci sono alcuni colleghi che hanno avviato la procedura per conto loro, tramite Patronato,
incrinando notevolmente le relazioni col Datore di lavoro, cosa che onestamente non vorrei fare.
Certo che nel caso in cui il MC mi ritenesse nuovamente idonea pienamente alla mansione non saprei proprio come fare a svolgere il mio lavoro di prima (ora mi hanno messo temporaneamente alla cassa, accuso quotidianamente dolori alla schiena, ma ce la posso fare).
Nel frattempo il mio Medico di base mi ha inviato dal Neurochirurgo per avere un quadro preciso delle discopatie e una terapia ( ho la visita fra due settimane).
Porterò poi al MC tutta la documentazione e spero che vada tutto per il meglio.
La ringrazio ancora, se vuole la informerò sull'esito della situazione.

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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In caso non fosse d'accordo con il giudizio del medico competente aziendale, è possibile presentare ricorso all'ASL (entro 30 giorni dal ricevimento del giudizio) e ci sarà una commissione medica che emetterà un nuovo giudizio che il datore di lavoro dovrà rispettare.

cordiali saluti
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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