Utente 377XXX
Gentile dottore ho effettuato visita medica aziendale nel mese di gennaio con giudizio ...Adibire a mansioni di cucina max 6kg x arto evitare flessioni su rachide no lavoro notturno(visita annuale)
Nel mese di Febbraio per un ernia discale che ho da diverso tempo,ho richiesto nuova visita con ulteriori certificazioni dove l'ortopedico mi sconsiglia lavoro cucina e mi consiglia lavoro di cassa meno gravoso (tutto certificato)In occasione della 2 visita da me richiesta dopo avere visionato i nuovi certificati ilMC ha così espresso il suo giudizio Adibire a mansioni non gravose limitare flessioni su rachide max 5kg xarto no lavoro notturno.Adesso ho un grosso problema l'azienda non mi vuole spostare dal settore cucina e addirittura dicono che possono spostarmi anche in altri reparti, dicendo che nel 2 giudizio non è specificato che devono mettermi alla cassa .L'ho fatto presente al MC che mi ha risposto dicendo che essendo io op .plurimansioni non può indicare un settore specifico e se l'azienda non rispetta le limitazioni di segnalarlo all'ASL Inoltre il MC non avrebbe dovuto comunicare all'INAIL il mio problema di ernia come malattia professionale?E inoltre perchè nel1 giudizio si è espressa con settore cucina e nel 2 non può metterlo?L'azienda mi ha richiesto una nuova visita,sicuramente mi vuole contestare il fatto che io ho richiesto il settore cassa in quanto l'unico non gravoso all'interno dell'azienda.Cosa mi consigliate di fare?Posso segnalare all'ASL che L'azienda non rispetta le limitazioni?E se nel frattempo hanno richiesto la visita la mia segnalazione sarebbe valida lo stesso?Devo fare ricorso anche al MC?


Saluti


[#1] dopo  
Dr. Gilberto Marcello Boschiroli

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Gentile Signore,
la situazione da Lei descritta appare piuttosto complicata, ma cercherò di chiarire alcuni punti.
Il medico competente aziendale esprime per iscritto un giudizio che può prevedere:
- la INIDONEITA' ALLA MANSIONE, in questo caso il Datore di lavoro deve cambiare mansione al lavoratore
- IDONEITA' CON LIMITAZIONI/PRESCRIZIONI, come ha fatto il medico della sua azienda. Ciò significa che lei può essere adibito alla mansione attuale, evitando quei compiti o azioni che confliggono con quanto stabilito dal medico.
Il medico non deve indicare eventuali nuove destinazioni lavorative, lasciate alla scelta del datore di lavoro.
Se lei ritiene che le limitazioni poste dal medico non vengano rispettate, deve precisarlo, meglio per iscritto, al Datore di Lavoro, chiedendo spiegazioni in merito.
Se non ottiene soddisfazione, può presentare un esposto alla ASL affermando che l'Azienda non rispetta le limitazioni del giudizio di idoneità. In questo caso, ovviamente, si assume la piena responsabilità di quanto afferma.
Il ricorso avverso il giudizio del medico mi sembra inutile, perchè non sono le limitazioni in discussione, ma il fatto che queste non vengano rispettate.
La denuncia di malattia professionale è dovuta dal medico competente nel caso ricorrano diverse circostanze che mostrino un nesso di casualità tra la patologia da Lei lamentata e il lavoro fatto. Il collega avrà avuto le sue buone ragioni per non farla, chieda a Lui spiegazioni. Il certificato medico di malattia professionale, indispensabile per avviare la pratica di denuncia all'INAIL può essere redatto da un qualsiasi medico e non solo dal medico d'azienda, purché ricorrano le condizioni di cui sopra.
Le ricordo infine che il Datore di lavoro NON può richiedere una visita al lavoratore se non:
- quando è in scadenza secondo il piano sanitario disposto dal medico competente
- per un cambio di mansione
- se richiesta dal lavoratore

Spero di averLe fornito qualche chiarimento utile, in caso contrario mi scuso, ma è sempre difficile esprimere pareri su situazioni complesse e che non si conoscono direttamente.

Buona giornata

Dr. Gilberto Marcello Boschiroli