Utente 460XXX
Buon giorno,
sono un trentacinquenne impiegato (lavoro al terminale) che spesso soffre di mal di schiena.
La situazione è la seguente:
In data 11/12/2014 ho effettuato rx lombosacrale con il seguente esito: "..E' presente un'ernia discale L2-L3 posteriore - paramediana destra sottolegamentosa caratterizzata da un vistoso frammento espulso che migra in parte caudalmente e che è responsabile di evidente impronta
sul profilo anteriore del sacco durale retrostante specie in prossimità dell'emergenza della radice L3 di destra. Vi è discopatia degenerativa al livello sottostante L3-L4 con segni di fissurazionedell'anulus posteriore, si osserva piccola protusione discale L4-L5 posteriore - mediana. Esiste inoltre spondilolistesi di primo grado L5-S1 associata a lisi istmica bilaterale della vertebra L5.."
In data 25/02/2015 ho eseguito l'ultima di alcune visite neurologiche con esito seguente: "..Lombocruralgia destra prevalentemente da carico, che limita l'attività fisica.." La soluzione chirurgica è stata esclusa in quanto a dire del neurologo, essendo giovane, la situazione sarebbe
potuta peggiorare.
Periodicamente, effettuo cicli di infiltrazione peridurale lombare con triamcinolone, metilprednisolone (steroidi) al fine di lenire i dolori e le difficoltà che sono comunque presenti costantemente e che spesso mi portano a bloccarmi con la schiena. Inoltre, in più referti è presente l'indicazione di utilizzo del corsetto lombare per alcune ore al giorno.
Quando effettuo lavori che comprendono il sollevamento di pesi si manifesta intorpidimento della parte centrale della schiena, la parte lombare pare sempre al limite del bloccaggio e la parte destra del gluteo/basso schiena mi crea dolore (in passato era un problema anche starnutire.
Anni fa, ho abbandonato il lavoro in fabbrica liceziandomi, in quanto un po preso dallo sconforto non riuscivo a lavorare serenamente con il dolore continuo. Con le infiltrazioni la situazione è migliorata molto. Ho trovato un lavoro impiegatizio, che svolgo con soddisfazione. In quattro anni (a parte due mesi causa frattura scomposta e lussazione con intervento chirurgico ad un dito della mano sinistra per la quale sono ancora oggi in difficoltà) sono sempre stato presente.
Alcuni mesi fa, (1 mese prima della frattura), l'azienda mi chiede la disponibilità per imparare un nuovo lavoro in aggiunta alla mia mansione, senza sapere le dinamiche ho accettato. Si tratta di lavoro manuale, che prevede il continuo sollevamento di pesi anche in equilibrio posturale precario e generalmente la posizione di lavoro prevede la postura della schiena sempre verso il basso.
Dal mio ritorno al lavoro successivo alla frattura non ho praticamente più svolto tale mansione (che sarebbe in sostituzione del titolare quando è in ferie o in caso di assenze prolungate). Ho comunicato le mie difficoltà all'azienda che ha richiesto un certificato medico di inidoneità allo svolgimento di tale mansione.
Ne ho diritto?
Grazie per l'attenzione

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

28% attività
4% attualità
12% socialità
BRESCIA (BS)
SERIATE (BG)
CREMONA (CR)
PESCHIERA DEL GARDA (VR)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2007
Buongiorno,

considerando la sua situazione patologica, sarà considerato idoneo alla mansione d'impiegato, ma per altre mansioni avrà una limitazione alla movimentazione manuale di pesi (da definire i KG, potrebbero essere massimo 10-12 non continuativi).

Cordiali saluti
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
Brescia - Cremona - Bergamo - Verona