Utente 101XXX
Buongiorno,
lavoro in un'azienda di telecomunicazioni nella quale si salda con lega stagno-argento-rame e abbiamo a disposizione dispositivi di sicurezza come l'aspiratore, occhiali e guanti. Faccio obbligatoriamente una volta l'anno la visita con il medico dell'azienda e ogni due anni esami del sangue (con anche piombemia) e spirometria. So che chi è affetto da asma può avere difficoltà se inala i fumi delle saldature e essendomi stata diagnosticato (con test della metacolina) le chiedo se sono obbligata a riferirlo al medico oppure no. Il problema principale è che non voglio rischiare di essere spostata di mansione. Se lo tengo nascosto sono in torto? So che per legge se fossi in stato di gravidanza (è solo un esempio) a causa delle saldature dovrei avvisare e non potrei più saldare. Essendo asmatica devo riferirlo?
La ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Buongiorno,

ne parli con l'allergologo/pneumologo di riferimento.

Dovrebbe parlare con il medico competente di questo problema dell'asma. Poi il medico deciderà se considerarla idonea con limitazioni (uso di mascherina) o non idonea alla mansione specifica, dipende anche dal tempo giornaliero di saldatura.
Se il problema asmatico è importante potrebbe anche avere dei problemi sul lavoro anche con cambio di mansione.

Cordiali saluti
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
Brescia - Cremona - Bergamo - Verona

[#2] dopo  
Utente 101XXX

La ringrazio per la risposta ma non mi è chiaro se sono obbligata per legge a riferire la mia patologia al medico competente del mio posto di lavoro.
Grazie

[#3] dopo  
Dr. Domenico Spinoso

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Gentile utente,
Da un punto di vista legale non rischia nulla.
Personalmente le consiglio di comunicare sempre tutto al medico competente il cui compito primario è quello di farla lavorare in sicurezza e salute.
È ovvio che il medico competente dell’azienda, alla luce delle nuove notizie che lei gli comunicherà circa il suo stato di salute farà una nuova valutazione ed emetterà un nuovo giudizio di idoneità che potrebbe anche prevedere prescrizioni o limitazioni.
Comprendo i suoi timori ma non comunicare al medico competente eventuali sintomi potrebbe determinare nel tempo un aggravamento degli stessi con la conseguente necessità, quando la sua patologia non sarà più celabile perché evidente con l’esame obiettivo o con gli esami strumentali (es. con la spirometria), di applicare delle limitazioni molto pesanti fino, ad esempio, la non idoneità all’attuale mansione.
Cordiali saluti
Dr. Domenico Spinoso
Medico del Lavoro