Utente 101XXX
Soffro da circa 20 anni del disturbo in oggetto, dal 1995 (23 anni di servizio militare) in prepensionamento per inidoneità al servizio senza il riconoscimento della causa di servizio, quindi con pensione di anzianità minima con moglie casalinga (forzata) e 3 figli. dal 1989 ad oggi dopo varie e lunghissime cure mi trovo nelle stesse condizioni di quando sono stato riformato per infermità. Mi scuso se la domanda che Le faccio è del tutto personale e di poco interesse ai lettori. Come viene considerata la patologia in argomento in termini di capacità lavorativa? vale a dire, per sommicapi il grado di invalidità e se viene considerata come inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa proficua (e la reale condizione in cui mi trovo). In attesa di una riposta cordialmente Vi saluto.

[#1] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
le tabelle ministeriali comunemente usate per l'attribuzione delle percentuali di invalidità collocano la nevrosi ansiosa al 15%. La sua diagnosi non è presente nello specifico come tale, per cui il disturbo al quale è immediatamente collegabile dovrebbe essere quello della nevrosi ansiosa. La valutazione della gravità e della impossibilità ad effettuare attività lavorative, attestate dai trattamenti ripetuti, eventuali ricoveri etc. dovrebbe essere specificamente certificata per dare adito a valutazioni superiori.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

[#2] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro Signore

Per le mansioni da lei svolte penso che già sia stato dichiarato non idoneo e quindi in prepensionamento.
Poi per gli altri casi l'idoneità viene data in base alle mansioni svolte.

Cordialmente














Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#3] dopo  
Utente 101XXX

Grazie per aver risposto.
Solo una piccola precisazione, sono stato riformato perchè la patologia di cui soffro ha raggiunto una cronicità grave tale da essere stato dichiarato inidoneo al servizio militare incondizionato (nevrosi fobica ossessiva di grado marcato) dall' Istituto medico legale di Roma (commissione ospedaliera militare) con riconoscimento di Si dipendenza da causa di servizio con tabella A cat. IV a vita. Il Comitato di verifica poi, ha emesso decreto di diniego. chiedo al dott. Martiadis se la dicitura grado marcato è da ritenere lieve, moderata o grave. sul verbale medico ospedaliero è riportato anche deficit area psichiatra. Consapevole che la invalidità dell'area psichiatrica è poco chiara e spesso contraddittoria, gradirei nei limiti del possibile un consiglio su eventuali suggerimenti per il ricoscimento di causa di servizio considerato che la compagina militare è terreno fertile per la insorgenza di tali patologie. In attesa di una eventuale risposta Vi saluto.

[#4] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro signore

Il problema è dimostrare il nesso di causalità.
Se ci riesce il gioco è fatto.
Comunque se vuole intentare una causa oppositoria si rivolga a un buon medico legale del luogo, che certamente potrà assisterla con continuità e professionalità.

Cordialmente
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro

[#5] dopo  
Utente 101XXX

Ho già vinto un ricorso al Signor Presidente della Repubblica percarenza di istruttoria, ma poi non hanno dato seguito a quanto sopra-e senza una nuova istruttoria hanno emesso decreto di diniego, così funziona negli ambienti dello stato dove troppo spesso viene calpestato la dignità delle persone.....-
In ogni caso la ringrazio e Le auguro tanta fortuna e serenità. Vincenzo

[#6] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
il grado marcato dovrebbe essere sinonimo di grave. Se lei (o per lei il consulente medico-legale) è in grado di dimostrare il collegamento tra la patologia psichiatrica e il suo lavoro, allora è nel suo diritto tentare di ottenere un risarcimento.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

[#7] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Caro signore

Come detto prima la difficoltà è dimostrareil nesso di causalità.
Quindi la controparte si fa forte di questo.

Cordialmente
Dott. Costa Rosario
Specialista in Medicina del Lavoro