Utente 191XXX

Egr. dottore,
A seguito di risonanza magnetica , mi è stato diagnosticato : " L4-L5: segni di deidratazione a carico del disco e protusione posteriore a larga base del disco che impronta il sacco durale. Impegno discale biforaminale inferiore prevalente a destra ma senza evidente conflitto con le radici L4. Segni di artropatia interapofisaria. L5-S1 : segni involutivi discali. Nel contesto di una protusione posteriore a larga base del disco si rileva focale estrinsecazione erniaria laterale sinistra che impronta debolmente il sacco durale e disloca il tratto prossimale della radice S1 sinistra "
Ciò da per qualche mese mi ha procurato continui dolori alla gamba sinistra ( dal gluteo al polpaccio ) tanto da non poter nemmeno appoggiare il piede a terra . Dopo una cura forte di cortisone sono riuscito almeno ad appoggiare la gamba e camminare , pur rimanendo la situazione di dolore continuo , più o meno acuto.

Dato che, pur di non operarmi per non rischiare recidive ( ho 51 anni e molti anni di lavoro davanti ) , sono disposto anche a continuare a sopportare il dolore e a camminare con difficoltà , vorrei saper se c’è qualche possibilità di una remissione naturale dell’ernia tanto da influire meno sul nervo sciatico , in quanto tempo, se è possibile ile attivare un programma di recupero, e se il movimento e la camminata sul dolore possono aiutare.

[#1] dopo  
Prof. Alessandro Caruso

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MESSINA (ME)

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Egr. signore mi perdoni, ma il suo ragionamento è errato.
Anzitutto deve eseguire ogni trattamento idoneo sia farmacologico che di fisiochinesiterapia, seguito anche dal Fisiatra oltre che dall'ortopedico.
Se poi ogni cura farmacologica, se la Fisiochinesiterapia non le dovesse dare alcun sollievo o moderato sollievo perchè deve soffrire?
Perchè avere questo stato di invalidità? Lei è ancora giovane.
Se necessario, va eseguito qualsiasi intervento chirugico.
Poi questo lo può effettuare anche senza anestesia generale.
E' possibile senz'altro che con il tempo, disidratandosi il disco intervertebrale, si riduca il conflitto disco radicolare,causa principale della sua lombosciatalgia,ma non sappiamo quanto durerà questo stato clinico e quando vi sarà una evoluzione anatomo patologica al suo rachide lombosacrale che le potrà indirettamente fare regredire lo stato sintomatologico.
Se ha dolore non deve forzare l'arto inferiore.
Quindi le consiglio di proseguire ancora un mese, due mesi, ogni terapia idonea non chirugica, ovvero fisiochinesiterapia e terapia farmacologica, ma se lo stato clinico dovesse persistere di parlarne con il suo ortopedico per una nuova RMN e per un trattamento chirurgico dell'ernia discale L5-S1 sin.
Sarà lui a stabilire ogni cosa.
Cordiali saluti

Alessandro Caruso
Specialista Ortopedia - Traumat.//Medicina dello Sport
Specialista Medicina Fisica e Riabilitazione -Messina -

[#2] dopo  
Utente 191XXX

Egr. dott. Caruso,
la ringrazio per la risposta così veloce e precisa.

Seguendo il suo consiglio, opterò per cominciare allora per appropriati trattamenti di Fisiochinesiterapia, integrata eventualmente da una cura farmacologica.

Non so se posso chiderglielo, ma mi sa indirizzare nell'area genovese verso qualche medico o centro di fisiochinesiterapia a cui rivolgermi con fiducia?

La ringrazio ancora anticipatamente,
e buon lavoro.