Utente 205XXX
Buonasera. Mi rivolgo a voi per un problema che mi porto dietro da circa mezz'anno.
A ottobre 2010 ho subito una distorsione di 2° grado. Premetto che ho considerato la diagnosi fattami al pronto soccorso estremamente superficiale, essendosi limitata ad un occhiata e qualche domanda, e soprattutto considerato il fatto che dubito sia normale per una distorsione di tale grado non riuscire a caricare l'arto per più di 2 mesi (e non parlo di camminare, ma solo di poggiarvisi).
Difatti per oltre 2 settimane mi bastava tenere il piede ad un altezza inferiore a quella dell'anca per causare un dolore fortissimo. Credo ciò sia dovuto alla pressione esercitata dal sangue in circolo nell'arto.
Per circa un mese ho portato una cavigliera bivalva aircast, senza comunque caricare l'arto se non dopo 2 mesi circa.
Pian piano sono riuscito a riprendere a camminare,fare qualche "movimento di più" e anche a svolgere attività fisica in modo leggero.
Adesso sono passati circa 7 mesi, nonostante ciò i problemi non sono finiti.
Sento la caviglia decisamente più debole rispetto all'altra, e noto inoltre una rigidità non indifferente. Nulla di paragonabile ai primi tempi, ma non mi permette comunque di riprendere al 100% i livelli di attività sportiva cui ero abituato sino a poco tempo fa.
Riportando le parole del mio ortopedico la riabilitazione fatta da me stesso (esercizi di flessione,tensione ecc) sarebbero dovuti bastare, consigliandomi di non fare niente come laser-tecar terapia che mi ha definito "inutili".
In sostanza chiedo gentilmente se mi potreste dare qualche consiglio per riacquistare forza ed elasticità alla mia caviglia. Devo continuare con gli esercizi che ho intrapreso (elastico e stretching in primis) o dedicarmi ad altro?
Chiedo ciò in attesa di un appuntamento con uno specialista in medicina dello sport che ahimè non potrà avvenire prima di un mese.

Riporto qui l'esito della risonanza magnetica fatta da me 2 settimane fa:

RM tibiotarsica dx:
Minima falda di versamento intrarticolare della tibio-tarsica.
Minima lesione parziale del legamento peroneo-astragalico anteriore.
Non ulteriore lesioni tendinee e legamentose.
Non si osservano alterazioni RM evidenziali del trofismo osseo.
Regolare spessore e segnale RM dei profili cartilaginei.
Regolare aspetto RM del seno del tarso e del legamento a siepe.
Normorappresentanti i tendini del comparto estensorio, i flessori del tunnel tarsale e i peronei.
Normorappresentanti i retinacoli.
Regolare aspetto RM del tendine d'achille e del triangolo adiposo di kager.
Regolare la fascia plantare e i tessuti molli sottocutanei.
Non distensione pseudocistica delle guaine sinoviali e delle borse.
Non segni RM di espansi in sede intraarticolare.

Grazie mille in anticipo anche per il più piccolo aiuto.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Lofrano

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Salve,
La visita medico-sportiva rappresenta un passo importante per la guarigione. Immagino che il collega quando la visiterà cercherà instradarla verso un percorso riabilitativo fatto di potenziamento muscolare, e propriocezione.
In attesa della visita clinica cerchi di mantenere uno stile di vita attivo (senza esagerare con lo sport)

Cordiali Saluti
Dr. Francesco Lofrano