Utente 207XXX
Gentilissimi dottori,
innanzi tutto spero di rivolgere il mio quesito nella sezione corretta.
Ho 47 anni, gioco a basket sin da ragazzo, e continuo a praticare questo sport per circa 2 volte a settimana d'inverno e anche di più nel periodo estivo.
Quest'inverno, ho avvertito un leggero dolore alla spalla dx a cui non ho dato molto peso, continuando a praticare l'attività sportiva. Col passare del tempo, il dolore si è fatto più fastidioso e si è presentato anche nella spalla sx. A marzo ho deciso di fermarmi. Il dolore era più insistente e presente anche in alcune semplici azioni come infilarsi una giacca o stendere un lenzuolo...
Mi sono recato da un fisioterapista che inizialmente mi ha consigliato di applicare borse di ghiaccio e prendere un paio di Efferalgan. Successivamente ho assunto per 5 giorni un antiffiammatorio (Mobic). Non avendo ottenuto nessun risultato ho svolto nell'ordine, 5 trattamenti di Tens, 5 di Tecar + altri 3 a giorni alterni ma senza risultati apprezzabili.
Visistato dal dottore presso il centro fisioterapico, diagnosticava un problema ai muscoli sovraspinati e mi consigliava un'ecografia. Questo il responso:
- Bilateralmente modica disomogeneità strutturale del tendine sovraspinoso con alcuni spot iperecogeni di natura microcalcifica
- Bilateralmente lieve distensione della guaina del tendine del CLB omerale
- Bilateralmente, ma in maniera più evidente a dx, moderata distensione della borsa SAD.
Volevo chiedere un vostro parere in merito, consigli utili in generale e in particolare per un' appropriata terapia che mi consenta di riprendere l'attività sportiva, per me fondamentale non solo per l'aspetto della pratica di un'attività fisica ma anche per un "benessere psicologico"...
Ringraziandovi per la cortese attenzione, saluto cordialmente.

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Taccardo

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il quadro da lei descritto sembrerebbe riferito ad una sindrome da attrito subacromiale della spalla. utile sarebbe l'esecuzione di una rmn. è ipotizzabile se questo sospetto fosse accertato un intervento chirurgico per evitare ulteriori compromissioni della cuffia dei rotatori. cordialmente ci tenga informati.
Dr. GIUSEPPE TACCARDO

[#2] dopo  
Utente 207XXX

Gentilissimo dottor Taccardo, la ringrazio per la risposta che, non lo nascondo, mi ha messo un po' di apprensione, essendo molto diversa da quella che mi è stata data nella visita che ho fatto proprio ieri.

Mi è stato consigliato di effettuare un trattamento con Onde d'urto (ad alta pressione atmosferica), non per l'eliminazione delle calcificazioni (ritenute di lieve entità) ma per la loro forte azione antiffiammatoria, garantendomi (nei limiti del possibile...) un recupero al 100%. Successivamente, dovrei seguire un programma di esercizi che "allenino" il muscolo e il tendine interessato.

Il trattamento è piuttosto costoso... e mi chiedo quindi:
- il trattamento che mi è stato proposto, può essere effettivamente una strada valida per risolvere il problema prima di arrivare alla soluzione da lei proposta?
- rispetto allo stato delle cose, conviene effettuare prima una rmn. per poi decidere se il problema richiede direttamente un intervento chirurgico, senza tentare la strada del trattamento fisioterapico proposto?

Ringraziandola ancora per la cortese disponibilità, la saluto cordialmente.

[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Taccardo

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sicuramente l'esecuzione della rmn sarebbe molto utile per capire il tipo di danno e quindi poter decidere la terapia più indicata. cordialmente la saluto
Dr. GIUSEPPE TACCARDO

[#4] dopo  
Utente 207XXX

Grazie. La informerò sugli sviluppi.
Cordiali saluti.