Utente 226XXX
Gentili dottori,
premetto di non scrivere per richiedere una diagnosi, quanto piuttosto un consiglio, un suggerimento, anche solo un'idea.

Mi basta anche il minimo aiuto perché la mia patologia rende più difficile la vita quotidiana, e convivo con una persona affetta da un male incurabile che ha bisogno del mio aiuto. Per questo non posso permettermi il lusso di stare male.

In soldoni:
Da 3 anni, fino all'insorgere del dolore nel maggio 2010, ho svolto con regolarità attività di sollevamento pesi nella mia abitazione (esercizi tradizionali di estensioni su panca, trazioni alla sbarra, etc.), senza problemi di sorta.

Il dolore si è manifestato senza alcun evento traumatico, e interessa solo la zona che va dai muscoli scaleni, lungo il trapezio, fino a giungere sull'acromion e lungo l'avambraccio, solo sul lato destro del corpo. Spesso accuso un intenso dolore anche all'altezza del muscolo piccolo rotondo, sotto l'ascella.
In generale, comunque, il dolore si concentra “dietro” collo e spalla, su un punto preciso del trapezio, alla base dell'elevatore della scapola.

Ho sempre mantenuto, fin dalla comparsa del dolore, il completo arco articolare, e, scanso sottoponga il braccio a carichi importanti sopra la testa, l'uso in sé non provoca dolore di rilievo. Riesco a dormire senza complicazioni.

Il dolore si manifesta senza alcun preavviso, senza un evento scatenante individuabile. L'unica certezza è che il prolungato uso del computer seduto alla scrivania lo fa insorgere. Ma può manifestarsi in qualunque circostanza, e rende ostico continuare a lavorare od occuparsi di qualsiasi attività.

Dal manifestarsi del dolore ho assunto per diversi periodi, sotto prescrizione medica, FANS e miorilassanti, finanche cortisone (Bentelan), che è riuscito almeno ad alleviare il dolore concentrato sugli scaleni.

Mi sono sottoposto a trattamento fisioterapico, riabilitativo (stretching, esercizi di mantenimento e potenziamento), e alla Tecar, tutti concentrati sul cingolo scapolo omerale e sul plesso brachiale.

Riporto succintamente i risultati degli esami radiografici fatti, omettendo quanto risulti nella norma:

RNM spalla del 10/6/2010: lieve riduzione in ampiezza della borsa subacromion-deltoidea secondaria ad irregolarità ed ipertrofia dei capi articolari acromion-claveari e presenza di fenomeni degenerativi del tendine del muscolo sovraspinato che poco dopo l'inserzione (a circa 6 mm) presenta un focolaio di alterato segnale con riduzione delle fibre di circa 5-6 mm.

RNM spalla del 22/7/2010: modesta alterazione del segnale del tratto inserzionale del sopraspinoso di entisitico senza immagini di rottura a tutto spessore.
Esile borsite SAD.

RNM rachide e plesso cervicale del 17/12/2010: protrusione modesta dei dischi C3C4 e C5C6, minuta ernia discale D5D6, senza significativo effetto sulle strutture neurali.
Piccolo angioma somatico in D6.

Scintigrafia del 28/2/2011: modesti segni scintigrafici di artropatia a livello delle articolazioni acromion-claveare e scapolo-omerale bilateralmente.

Artro RNM del 20/6/2011: Tendinosi con minima fissurazione delle inserzioni alte del sottoscapolare a livello della puleggia di riflessione.

Elettromiografia del 24/10/2011: Reperto neurogeni cronici di tipo assonale compatibili con modesto interessamento radicolare C6 a destra.

Per concludere, non chiedo diagnosi perché mi sono già sottoposto a diverse visite, sia da ortopedici che da neurochirurghi.
I primi e i secondi non rinvengono nei referti succitati, né nell'esame clinico la ragione fondante il mio dolore.

Dal canto mio (e da profano) mi sono sempre più convinto che il problema sia a livello della zona del trapezio, elevatore della scapola e/o muscoli scaleni.

Di fronte alle perplessità di chi mi ha visitato chiedo un consiglio, una strada da tentare, anche solo un'idea “buttata lì” per tentare di uscire da questa situazione. Sono pronto a sottopormi a qualsiasi esame e a viaggiare per curarmi.

Mi scuso per la prolissità, tipica di chi è coinvolto nel problema che espone, e ringrazio per il tempo dedicatomi, anche a nome della mia famiglia.

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Dr. Salvo Catania

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Salvo Catania, MD
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