Utente 573XXX
Salve, ho 40 anni e una settimana fa, dopo un'intensa preparazione specifica durata 5 mesi, ho corso la mia prima maratona a Firenze. Ho concluso in 3h33' senza particolari problemi durante la gara o all'arrivo (a parte il forte impatto col c.d. "muro del maratoneta" dopo il 32° km). il giorno stesso ho camminato per Firenze nel pomeriggio senza problemi, e ho guidato 2 ore per tornare a casa. 2 giorni dopo ho fatto un blando allenamento senza particolare sforzo. Data la bella esperienza, mi sta balenando l'idea di ripetere la prova nel prossimo Marzo a Roma, seguendo l'esempio di amici podisti che corrono 2 maratone l'anno da anni. Ho letto però che recenti studi sconsigliano questo tipo di approccio perché sembrerebbe che la maratona lascia strasici a livello di "microtraumi cardiaci" che possono portare a vari problemi dopo anni. Vorrei allora sapere se, secondo voi, è meglio lasciar perdere, conservare il ricordo di questa bella esperienza dedicandomi in futuro all'allenamento e a qualche gara su distanze brevi oppure si può continuare, almeno per qualche anno, a cimentarsi sulle lunghe distanze. Preciso che, comunque, non sono affatto un neofita dato che pratico podismo praticamente da quando sono ragazzino e che pochi giorni prima della gara ho voluto integrare di mia spontanea volontà i classici esami della visita medica per l'idoneità all'agonismo (anamnesi generale + spirometria + ECG a riposo e sotto sforzo) con altri esami cardiologici più approfonditi quali l'ecocardiogramma e l'holter ECG su 24 ore, che non hanno evidenziato alcun problema a parte la classica bradicardia da cuore d'atleta (44 battiti/minuto) associata a blocco atrio-venticolare di 1° grado e blocco di branca che sono presenti nei miei ECG praticamente da sempre. La pressione arteriosa è sempre regolare intorno a 120/70 sia la mattina che la sera. Non fumo e sono completamente astemio. Trigliceridi, colesterolo, glicemia e gli altri parametri delle analisi del sangue (che eseguo ogni anno a primavera) sempre ampiamente nella fascia bassa del range di riferimento.

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Dr. Salvo Catania

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Non le rispondo da medico ma da chi come lei corre da quando era ragazzino.

http://www.senosalvo.com/senosalvo_sport.htm

Gli "strascichi cardiaci " ce l'hanno i sedentari e i sovrappeso.

Ho conosciuto maratoneti di tutto il mondo e nelle gare nel deserto (sino a 180 km no stop) anche 75enni sani come pesci.

Si faccia controllare dal punto di vista sanitario, ma ascolti i medici maratoneti (es. Arcelli).

I fatti separati dalle opinioni :

Negli ultimi 50 anni ci sono stati solo tre morti tra i professionisti (Curi, Bovolenta, Morosini), ma tutti e tre per fibrillazioni aritmogene CONGENITE, il che vuol dire che sarebbero morti....al supermercato o in ascensore o nel loro letto.

Mentre tra i non praticanti dello sport ci sono 70.000 arresti cardiaci all'anno solo in Italia.

Giudichi Lei

Tanti auguri.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com