Utente 253XXX
Buongiorno Dottore,
mi scuso anticipatamente per la lunghezza della mail, spero almeno di essere chiaro nell’esposizione.
Sono uno sportivo di 49 anni e pratico pesistica da quando ne ho circa 20.
Dallo scorso dicembre avverto uno scatto all’anca sinistra durante il movimento di flessione dell’anca.
All’ insorgere del fastidio, su suggerimento del medico di base, ho fatto una rx bacino ed anca bilaterale di cui riporto il referto: “Con rx tradizionale non sono documentabili alterazioni scheletriche di tipo traumatico; le corticali sono integre. Normali le articolazioni coxo-femorali e le sacro iliache. RC: dismorfismo del tratto lombosacrale rappresentato da megapofisi trasversa sinistra”
Dopo alcuni giorni ho fatto una visita da un ortopedico, di cui riporto la diagnosi: “anca a scatto sinistra per tensione fascia ileopettinea + verosimile distacco cercine anteriore asintomatico. Coxartrosi bilaterale.”. Lo specialista, dopo avermi visitato, ha precisato che il distacco del cercine potrebbe essere rilevato solo mediante risonanza magnetica con mezzo di contrasto, che non ho ancora fatto.
Con riferimento a tale diagnosi, l’unica cosa di cui sono certo è quella di avere una tensione della fascia ileopettinea, che mi produce uno scatto all’interno del bacino ogni volta che porto il femore a 90 gradi rispetto alla colonna vertebrale.
Tuttavia, lo scatto da me lamentato, per il quale Le scrivo, è un altro scatto, avvertito nettamente proprio dentro l’articolazione (endoarticolare) e che ha le seguenti caratteristiche:
- Lo avverto a livello dell’articolazione vera e propria. In particolare, questo scatto si manifesta con un rumore tipo “stack”, che ricorda un suono di tipo nettamente osseo. Durante lo scatto, sento proprio l’impatto tra due ossa che mi danno anche l’idea di avere grosse dimensioni. Quando lo scatto è piu’ accentuato, mi sembre di sentire anche una specie di blocco momentaneo dell’articolazione, anche se poi, di fatto, questo blocco non si è mai verificato. La zona dell’ articolazione in cui avverto lo scatto piu’ soventemente è quella posteriore, in corrispondenza della zona glutea.

- In secondo luogo preciso che lo scatto si manifesta esclusivamente nelle prime 1-3 ripetizioni di una serie di movimenti continui di flessione dell’anca, e solo dopo un periodo di relativa immobilità, della durata minima di almeno qualche minuto.


Invece, se la flessione non segue ad un periodo di immobilità delle anche, come avviene, per esempio, quando ho appena effettuato i primissimi movimenti di flessione, l’anca funziona perfettamente ed avverto che potrei continuare a fletterla all’infinito senza percepire il benchè minimo scatto o fastidio.

- Aggiungo, infine, che dalla comparsa del fastidio del fastidio non ho mai avuto dolore. Solo ogni tanto, dopo aver effettuato esercizi per la muscolatura dei glutei e dei bicipiti femorali, ho sentito un leggero indolenzimento nelle zone laterali e posteriore dell’anca (dell’ articolazione vera e propria).

Premesso quanto sopra, ribadendo che una diagnosi esatta puo’aversi solo dopo esame clinico, vorrei sapere da Lei quali ipotesi si possono fare in merito alla causa del mio problema.
Inoltre, vorrei chiederLe: quali opportunità offre la risonanza con mezzo di contrasto rispetto a quella convenzionale?
Sarebbe, eventualmente, il caso di farla bilateralmente, in modo da avere una possibilità di confronto con l’anca asintomatica?
Le rivolgo le ultime due domande in considerazione dell’alto costo della risonanza con mezzo di contrasto.


[#1] dopo  
Dr. Giancarlo Rando

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Buonasera,
come intuisce la correttezza di una diagnosi giunge sempre da un'attenta e completa visita medica specialistica e dagli eventuali accertamenti diagnostici appropriati.
Una delle possibili cause del suo problema può essere il sovraccarico funzionale articolare o extra-articolare ( muscolo-tendinea ).
L'esame RMN con mezzo di contrasto o artro-RMN permette di mettere meglio in evidenza e con maggiore certezza - rispetto alla RMN semplice - eventuali lesioni tendinee, capsulari ed articolari.
A meno che non ci siano motivi clinici specifici, non è il caso effettuare l'esame ad entrambe le anche.
Riguardo al costo, l'esame eseguito presso le strutture del SSN prevede soltanto il pagamento del ticket con un tetto massimo limite, variabile da una Regione all'altra.
Dr. GIANCARLO RANDO
MEDICO DELLO SPORT, ANGIOLOGO, FISIATRA